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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/06/18 08:56

Grendi sposta il traguardo al bicentenario

La società di trasporti della famiglia Musso festeggia a Marina di Carrara sulla nuova ammiraglia Rosa dei Venti i primi 190 anni di attività

Marina di Carrara – Per festeggiare adeguatamente un pezzo di storia dei trasporti genovesi ed italiani, era logico ‘scomodare’ lo shipping che ha tracciato la tradizione armatoriale della Lanterna.

Ed ecco perché tra gli oltre 300 ospiti che hanno risposto ‘presente’ alla chiamata della famiglia Musso per celebrare i primi 190 anni di attività della storica casa di spedizioni ed agenzia marittima - nel tempo evoluta in compagnia di navigazione, terminal operator ed operatore logistico integrato – ci fossero tanti bei nomi della nobiltà dei mari genovese: dagli armatori Messina, Novella, Rosina, Costa ai broker Cambiaso & Risso, banchero costa, First Ferrari, Ferrando & Massone, Enrico Scolaro, PL Pisano passando per autotrasportatori come Star Marcevaggi e fornitori di handling equipment come Manuport.

C’erano anche convitati provenienti dal resto d’Italia quali Visentini, F.lli Di Martino, Movincar, CISCO e Marittima Spedizioni, nonché rappresentanti di settore esteri quali Stena RoRo, Barry Rogliano, Liftec e Capt. Della Valle.

Ed ovviamente, gli ospiti territoriali, quali l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, gli Agenti Marittimi Spezzini col presidente Bucchioni, Tarros, la Porto di Carrara Spa e la Perioli, ultima arrivata come terminalista al porto di Marina di Carrara, lo Studio Casani & Associati.

Ma il traguardo, già di per sé assai entusiasmante, dei 190 anni appena compiuti sul campo, portando avanti una storia audace e travagliata al contempo – spesso tra mille difficoltà e crisi più o meno grandi di natura ciclica – sembra non saziare la voglia di continuare degli epigoni di quel Marco Antonio Grendi che nel 1828, a soli 21 anni, con la collaborazione del fratello Giuseppe, emise la prima polizza di carico.

“Quando a 14 anni partecipai ai festeggiamenti dei primi 150 anni dissi che, considerando che sarei stata ancora in età lavorativa mezzo secolo dopo, mi sarebbe piaciuto poter traghettare l’azienda di famiglia verso quel prestigiosissimo traguardo dei 2 secoli di vita che spetta ad un novero davvero limitato di imprese nel mondo, non più di 45 in totale e di cui meno di un terzo sono italiane” lancia la sfida dall’enorme garage della nuova ammiraglia Rosa dei Venti (entrata da poche settimane a far parte della flotta aziendale sulla rotta Marina di Carrara-Cagliari), Costanza Musso, amministratore delegato della M.A. Grendi dal 1828, la quale con spigliata abilità oratoria ‘mena le danze’ della celebrazione anche per conto del papà Bruno e dei fratelli Antonio ed Eugenio.

Perché la Grendi da sempre è una ‘cosa di famiglia’, si sa; e c’è un sottile ma solido filo conduttore che passa attraverso le diverse generazioni che si sono avvicendate al vertice aziendale, come perfettamente ricordato nel breve video che riassume una storia d’impresa familiare, ed anche dentro al container allestito a museo mobile in banchina dove sono effigiati gli antenati dell’attuale timone dell’impresa (oggi alla sesta generazione) e molte stampe e documenti d’epoca.

L’azienda, come si diceva, è stata fondata nel 1828 a Genova da Marco Antonio Grendi e ha volutamente conservato questo nome anche quando è passata, molto presto, nelle mani dei Musso, eredi dei fondatori, proprio per sottolineare, nella migliore tradizione delle imprese famigliari italiane, il punto di forza della continuità in quasi due secoli vissuti attraverso una serie di costanti trasformazioni, vestendo varie pelli professionali, ma sempre all’insegna dell’innovazione.

Ugo Musso, nato nel 1900, reduce di guerra, nel 1919 si appoggia per il carico allo zio Serafino Cevasco, titolare di quello zuccherificio Eridania che ancora oggi è un buon partner; nel 1933 si aprono le sedi di Venezia e Ravenna e nel 1936 quella di Cagliari, mentre due anni dopo nasce Bruno Musso, il cui padre sarà uno dei fondatori dell’Associazione Spedizionieri di Genova nell’immediato dopoguerra nonché il primo presidente della medesima.

Da quando Bruno Musso e il compianto fratello Giorgio hanno iniziato l’attività di armatori, è tutto un susseguirsi di iniziative improntate a una logica di cambiamento sul piano tecnologico, imprenditoriale, organizzativo: nel 1966 viene varata, proprio a Marina di Carrara, dai Cantieri Apuania adiacenti alla banchina da cui oggi parte la Rosa dei Venti, la Vento di Levante, prima nave portacontainer in assoluto della marineria italiana, seguita nel 1967 dalla Vento del Golfo, frutto di un attento refurbishment.

Nel decennio 1980-1990 il binomio di fratelli progetta e costruisce 5 navi portacontainer chiamate Tarros-Class (o più familiarmente ‘centauro’, essendo per metà ro-ro e per metà portacontainer) che, grazie alla innovativa idea della presenza del carroponte a bordo, permettono di sbarcare anche in porti non attrezzati dell’Africa e del Mediterraneo, dai nomi di Vento di Tramontana, Vento Grecale, Vento di Maestrale, Vento di Scirocco e nuovamente Vento di Levante.

Nel 1992 il gruppo è tra i primi terminalisti privati del porto di Genova, violando la annosa riserva di traffico dei lavoratori portuali organizzati nella Compagnia Unica (i ‘camalli’).

Nel 1994, su istanza di un cliente importante come Barilla, realizza un container ‘pallet compatibile’ da 24,5’ (misura non standard ISO) che può trasportare 18 bancali o 44 mc di merce (nel 2003 queste misure verranno mutuate dall’UECI Unità Europea di Carico Intermodale).

Nel 1997 entra l’attuale generazione con Eugenio che richiama i fratelli in azienda (‘prima che sia troppo tardi’) Costanza e Antonio, i quali – dopo la divisione degli asset dai cugini, che si tengono la compagnia di navigazione Tarros - riorganizzano il Gruppo, lavorando rispettivamente a Genova, a Milano e a Cagliari.

Nel 1998 Grendi è il primo terminalista a lavorare nel Porto Canale di Cagliari e da allora consolida la sua posizione di logistico specializzato sulla Sardegna dove cura i trasporti, la distribuzione e gestisce una linea marittima solo merci per Cagliari (dove nel 2013 inaugura il nuovo moderno magazzino).

Dopo la felice ma troppo breve parentesi di insediamento a Vado Ligure, dove era approdata nel 2011, letteralmente ‘sfrattata’ dall’oggi al domani dall’Autorità Portuale di Genova che le revoca l’autorizzazione ad operare sulla piccola banchina di Calata Inglese, nel 2016 Grendi si radica (ma chissà se in pianta stabile, visto il ciclico ‘nomadismo’ delle sue navi) a Marina di Carrara dove ottiene una concessione ventennale, vincendo alcune resistenze iniziali del territorio; lo stesso anno introduce nel ciclo logistico la tecnologia delle cassette, rivoluzionario sistema di carico e scarico delle navi portacontainer, mutuato dall’esperienza scandinava, ad opera del fornitore finlandese Liftec, che permette di ottimizzare le prestazioni portuali, così riducendo sensibilmente i costi, potendo utilizzare una sola nave al posto di due per coprire la linea dal Continente alla Sardegna.

Infine (è notizia di ieri), il mese scorso apre, in società con il newcomer ProCargo Line, la nuova linea marittima con la Tunisia che scala i porti di Sousse, Sfax e Zarzis.

“In tutti questi decenni siamo stati accomunati, noi e i nostri padri, da un profondo senso di responsabilità, sulla scorta di quanto fatto in precedenza; sapevamo che ce l’avremmo fatta, rimboccandoci le maniche, proprio perchè questo è il DNA aziendale, saper superare difficoltà che ciclicamente si affacciano solo apparentemente insormontabili” spiega all’attenta platea Costanza Musso. “La squadra affiatata costruita nel tempo è una delle chiavi dei nostri successi; abbiamo saputo costruire nel tempo uno spirito di gruppo, un senso di appartenenza ad un corpo. Per questo non ci spaventano le incognite del futuro, perciò guardiamo al 2028, ai nostri primi 200 anni, come ad un traguardo davvero a portata di mano. Intanto, per l’eccezionale genetliaco odierno ci siamo fatti un bel regalo, questa splendida nave, in realtà non tutta da soli ma col concorso dell’armatore Giovanni Visentini (presente in prima fila, ndr) che l’ha fatta costruire in Cina e quindi l’ha noleggiata a noi a lungo termine” precisa ancora la manager ed imprenditrice, insieme ai fratelli a capo di un gruppo che si può sintetizzare nelle seguenti cifre: 40 milioni di euro di fatturato consolidato; 100 dipendenti diretti a tempo indeterminato; 300 lavoratori dell’indotto (tra magazzino, camion, navi); 2 terminal portuali in concessione; 5 magazzini.

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Angelo Scorza

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