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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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08/11/18 11:54

GNL sempre più richiesto: record per i noli spot delle navi gasiere

La domanda di trasporto marittimo continua ad aumentare, spinta da export americano e acquisti asiatici, mentre la flotta mondiale cresce a ritmi molto più blandi

Il GNL è un prodotto sempre più richiesto, specie in alcune aree del mondo, Asia in testa, e altrettanto richieste diventano le navi in grado di trasportare il gas naturale liquefatto, tanto che i noli spot per questa tipologia di unità hanno raggiunto livelli record.

L’impennata è stata abbastanza rapida e molto sostenuta, tanto da attirare l’attenzione del Financial Times: la prestigiosa testata economica britannica nei giorni scorsi ha dedicato un articolo al tema, citando dati di Clarkosn secondo cui i noli spot per le gas carrier hanno superato la soglia dei 170.000 dollari al giorno. Sempre il Financial Times, che in questo caso riporta stralci di un recente report dalla IEA (International Energy Agency), ha poi ricordato che dopo la crescita prevista tra 2018 e 2020, la flotta mondiale di navi gasiere resterà stabile nei due anni successivi, a fronte di una domanda di trasporto che invece continuerà ad aumentare. Una situazione che porterà ad un tasso di utilizzo delle flotta pari al 90% nel 2020 e del 100% nel 2023, generando instabilità e prefigurando la possibilità che non ci sia tonnellaggio sufficiente per movimentare tutto il GNL che verrà compravenduto nei prossimi anni a livello internazionale.

Il picco dei noli spot per le gas carrier, “che per unità da 160.000 cbm di portata sono passati dai 60.000 dollari al giorno dello scorso marzo agli attuali 160.000 dollari al giorno, è sostanzialmente dettato da due fattori”, spiega a Ship2Shore Enrico Paglia, research manager della broker-house genovese banchero costa.

“Ovviamente esiste una dinamica legata alla stagionalità: le rate di nolo delle navi gasiere, come quelle di tutte le cisterne, sono più alte nel periodo che precede l'inverno nell'emisfero boreale a causa degli stoccaggi che vengono fatti in previsione della maggior domanda invernale per riscaldamento e produzione di energia elettrica”. Il secondo fattore, invece, è determinato dall’andamento specifico del mercato internazionale del GNL: “La domanda di trasporto di gas naturale liquefatto continua a registrare forti tassi di crescita, pari a circa +12% nei primi 9 mesi dell'anno. Questa situazione, che sta consentendo un parziale riassorbimento della sovraccapacità di trasporto che si era generata negli ultimi anni, è generata dall’insaziabile domanda di gas dell’estremo oriente e soprattutto dall’entrata in funzione di un crescente numero di impianti di liquefazione, dove il gas viene trattato per poter poi essere trasportato economicamente, che erano stati il vero e proprio collo di bottiglia dell’industria negli ultimi anni”.

L’esempio più emblematico, in questo senso, è rappresentato dagli Stati Uniti, che stanno facendo registrate un vero boom dell’export di gas naturale liquefatto proprio grazie all’entrata in esercizio di nuovi impianti di liquefazione: “Le esportazioni americane di GNL – ricorda il research manager di banchero costa – sono passate da 16 miliardi di piedi cubi nel 2015 a 184 miliardi di piedi cubi nel 2016, fino a 706 miliardi di piedi cubi nel 2017, e nei primi 9 mesi del 2018 è già stato registrato un incremento del 66% sui volumi dello scorso anno. Questa crescita rapidissima inoltre ha un impatto molto forte sulla durata degli impieghi delle navi poiché almeno metà dell'export americano viene esportato in Asia e quindi su rotte molto più lunghe dei tradizionali Australia-Giappone o Qatar-India”.

Se questo è quanto sta accadendo, nel mercato del gas naturale liquefatto, dal lato della domanda di trasporto marittimo, sul lato dell’offerte va rilevato che “le rate spot in questo segmento sono naturalmente molto volatili a causa delle modeste dimensioni della flotta mondiale: 500 navi in tutto, di cui circa 2/3 legate a contratti a lungo termine. La quantità di tonnellaggio disponibile per impieghi spot è quindi piuttosto esigua. Inoltre – aggiunge Paglia – nonostante il fortissimo incremento delle rate di nolo spot, le rate per periodi lunghi sono, per il momento, sostanzialmente rimaste invariate a circa 70.000 dollari al giorno, anche se nel prossimo futuro potrebbero subire una pressione al rialzo”.

Guardando avanti, nei prossimi anni “la capacità di liquefazione continuerà a crescere in maniera molto consistente, con n’ulteriore accelerazione a partire dal 2020 che fa presagire ottimi tassi di crescita della domanda”. Dinamica che, assicura l’analista genovese, non è certo sfuggita agli armatori del settore, “che durante il 2018 hanno già piazzato un numero di ordini doppio rispetto al 2017. Nonostante questa mole di nuove commesse, però, ci aspettiamo un picco di consegne nel 2018, che resteranno consistenti per i prossimi 2 anni e che, allo stato degli ordini attuali, dovrebbero diminuire piuttosto velocemente dopo il 2020”.

 

Francesco Bottino

TAG : gas
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