APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
26/11/19 15:27

Gli spedizionieri europei ribadiscono il no alla BER

CLECAT rinnova la richiesta di una revoca dell'esenzione. Anche il Global Shippers Council ha detto di “respingere” la proposta della Commissione Europea

CLECAT ha diffuso una nota per commentare la posizione espressa nei giorni scorsi dalla Commissione Europea sul tema del rinnovo della Consortia Block Exemption Regulation (in sintesi, favorevole a un rinnovo senza modifiche per ulteriori 4 anni della normativa in vigore).

Una replica chiarissima sin dal titolo (“CLECAT Continues to Call for a Repeal of the Consortia BER”) e nella quale l'associazione – che raccoglie a livello europeo i rappresentanti degli spedizionieri degli stati membri dell'UE, tra i quali l'italiana Fedespedi – chiede appunto senza mezzi termini la revoca della normativa. Secondo CLECAT la Commissione, con la sua proposta che pure è arrivata alla fine di una fase di consultazione con gli stakeholders, ha di fatto “ignorato” le argomentazioni degli utenti dei servizi di linea, così come quello dei loro fornitori. Dopo avere ribadito alcune delle argomentazioni già espresse - ovvero che l'attuale normativa è “obsoleta” data l'accresciuta concentrazione di mercato e che uno dei prerequisiti a sua giustificazione, cioè il garantire dei benefici alla clientela, ora è venuto meno - la nota prosegue con un tono più morbido. CLECAT afferma infatti “non essere contro le alleanze e i consorzi” ma di ritenere la BER una concessione “troppo generosa”. Motivo per cui l'associazione conclude dicendo di non voler “prendere alla leggera” la situazione e annunciando l'intenzione di “servirsi della prossima fase di consultazione”, che durerà fino all'inizio di gennaio, per “cercare supporto” a sostegno “di una diversa decisione” della Commissione.

Nella stessa giornata ha detto poi la sua sulla questione anche il GSF (Global Shippers Council, rappresentante dei caricatori a livello globale), che ha affermato di voler “respingere” la risoluzione della Commissione. Per voce del suo segretario generale James Hookham, il forum si è detto “deluso”, dato che le conclusioni a cui è giunta “ignorano le opinioni di chi importa o esporta da e verso l'UE”.

Hookham ha continuato: "I caricatori sono ben abituati a simili accordi di raggruppamento nel settore dell'aviazione”, che si traducono in intese di “code-sharing per lo stesso aeromobile”, ma ha evidenziato che “questi sembrano essere pienamente compatibili con il diritto della concorrenza dell'UE senza la necessità di un'esenzione per categoria”.Molto dura la conclusione della nota dei rappresentanti dei caricatori: “La Commissione sembra pronta a sostenere le linee di navigazione per altri quattro anni senza avere capito appieno il perché. I produttori e rivenditori europei, insieme ai loro clienti e fornitori in tutto il mondo, in qualità di utenti delle linee di navigazione container, meritano un supporto e un servizio migliori dalle loro autorità garanti della concorrenza ".

Le note di CLECAT e del GSF arrivano, come detto, a qualche giorno di distanza dalla pubblicazione del parere della Commissione, sul quale nel frattempo si sono già espressi, a livello italiano, Confetra e Assarmatori. Al momento non risultano invece dichiarazioni ufficiali sulla questione da parte di FEPORT (rappresentante dei terminalisti portuali privati europei), ETA (EuroTug Owners), EBA (European Boatmen Association), UIRR (associazione degli operatori intermodali) ed ESC (rappresentanti dei caricatori a europeo), ovvero le associazioni che avevano co-firmato, insieme a CLECATe al GSF, il primo 'appello' a favore di una revoca dell'esenzione “a meno di una revisione del quadro normativo”.

F.M.

TAG : Associazioni
Stampa