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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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06/11/18 18:43

Gestioni Armatoriali vende due navi alla greca Chandris

Prima operazione di dismissione prevista dal piano di ristrutturazione del debito della compagnia ravennate

 

Dopo aver chiuso la scorsa estate la ristrutturazione del debito bancario, Gestioni Armatoriali ha ceduto le prime due unità della sua flotta, costituita – al momento della firma dell’accordo con i creditori – in totale da 12 unità, che dovranno tutte passare nelle mani dei finanziatori.

Si tratta, nello specifico, delle due tanker Medium Range Mare di Genova e Mare di Venezia, costruite in Corea del Sud nel 2008 e 2009, con 51.400 dwt di capacità. Le due cisterne sono state rilevate, per una cifra non meglio precisata (secondo il portale specializzato VesselsValue, il valore di mercato complessivo per le due navi supera di poco i 30 milioni di dollari), dalla compagnia greca Chandris, che le ha già rinominate rispettivamente Aktea e Aegea.

In base a quanto stabilito nell’accordo di ristrutturazione del debito, che ammonta a poco meno di 400 milioni di dollari, la shipping company controllata dagli armatori romagnoli Bazzi e Casadei e dai partenopei Coccia e Castaldo deteneva su queste due unità, come sull’altra tanker presente in flotta, la Ray G (le altre 9 navi sono rinfusiere), un’opzione di riacquisto, “che però – spiega a Ship2Shore Nicola Coccia, Presidente di Gestioni Armatoriali – abbiamo deciso di non esercitare, poiché al momento il mercato per queste tipologia di nave è in flessione”. Mare di Genova e Mare di Venezia sono quindi passate di mano, “e non rientrano – aggiunge Coccia – nel novero delle 6 unità che, in base al piano, pur cambiando proprietà, resteranno affidate in gestione alla nostra compagnia”.

Tutte e 12 le navi che costituivano la flotta di Gestioni Armatoriali, infatti, sono destinate ad essere cedute ad apposite newco costituite dai fondi di investimento che hanno rilevato i crediti della società: 10 navi andranno ad Attestor e Deutsche Bank, mentre altre 2 a Fortress e Morgan Stanley. Entrambe le cordate di fondi creditori hanno a loro volta creato due diverse società-veicolo, in partnership ciascuno con un socio industriale (quindi un armatore) greco, a cui la stessa Gestioni Armatoriali deve, in base all’accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’art. 182-bis, cedere le navi delle flotta.

La vendita di Mare di Genova e Mare di Venezia costituisce proprio il primo di questi passaggi di proprietà previsti dal piano e Chandris, compagnia greca attiva sia nel dry che nel liquid bulk con una flotta composta da 10 bulker e 10 tanker, risulta quindi essere uno dei partner di settore scelti dai fondi per operare le navi appartenute alla compagnia partenopea.

“Il compratore delle due tanker è stato individuato direttamente dai fondi che detengono il credito, a cui verrà versato il ricavato delle vendita cancellando così il debito relativo alle unità in questione” precisa infatti Coccia.

Una volta completato il piano di dismissione degli asset, così come previsto dall’accordo di ristrutturazione del debito, Gestioni Armatoriali continuerà comunque ad operare: “Noi abbiamo previsto la continuità aziendale, che verrà garantita inizialmente tramite la gestione di sei navi della nostra flotta (la cui proprietà però passerà ai soggetti indicati dai fondi), mentre sul periodo medio-lungo stiamo anche valutando la possibile acquisizione di nuovi asset navali, ma anche di eventuali merger con altri operatori per creare una nuova e più grande realtà nella gestione navale”.

 

Francesco Bottino

TAG : tanker
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