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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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21/03/19 00:00

Gellert (DFDS): “Gigantismo e consolidamento nel futuro dei ro-ro”

Il vicepresidente della compagnia danese scommette anche su una prossima automatizzazione dei terminal portuali che movimentano rotabili

Peder Gellert

Amsterdam (Olanda) - Nuove navi a elevata capacità, unità vecchie fuori mercato, altre fusioni e acquisizioni fra compagnie di navigazione ed elevata automazione nei porti. Si può riassumere così la visione di mercato sul trasporto marittimo di ro-ro espressa da Peder Gellert, vicepresidente della compagnia danese DFDS (presente anche in Italia a seguito dell’acquisizione di UN RoRo) in occasione di un convegno appena tenutosi in Olanda.

“Nei prossimi tre anni vedo nel settore dei ro-ro un progressivo consolidamento, operazioni di fusione e acquisizione portate a termine in maniera selettiva, un’importanza crescente della capacità delle navi, clienti che diventano competitor delle compagnie di navigazione (è il caso ad esempio di Amazon)” ha detto Gellert, dalle cui parole sembra di capire che altre acquisizioni potrebbero essere in cantiere anche nel Mediterraneo nel prossimo futuro. Un mercato, quello del Sud Europa, nel quale DFDS ha fatto il suo esordio acquisendo un anno fa la compagnia di navigazione turca UN Ro-Ro che in Italia scala regolarmente il porto di Trieste. Proprio nei giorni scorsi è stato celebrato il primo approdo nello scalo giuliano della nuova nave Ephesus Seaways che con i suoi 6.700 metri lineari di capacità (equivalenti a 450 rimorchi) è il ro-ro merci più grande mai entrato a Trieste.

Dal punto di vista operativo il vicepresidente esecutivo del vettore marittimo danese ha detto chiaramente che le navi ro-ro con scarsa capacità non hanno futuro e ha aggiunto che la vera sfida oggi per un armatore è quella “trovare il giusto compromesso fra costruire navi con elevata capacità per massimizzare l’economie di scala ma al tempo stesso garantire un’elevata frequenza del servizio di linea”. Due fattori che inevitabilmente sono fra loro in contrasto e che devono fare i conti anche con le dimensioni del porto, con gli accosti e con i piazzali dei terminal.

A proposito delle operazioni in banchina Gellert ha affermato che non bisognerà attendere molto per vedere “l’automazione all’interno dei porti che movimentano ro-ro”, un messaggio che certamente in Italia sarà visto con preoccupazione da Trieste dal momento che DFDS acquisendo UN Ro-Ro è diventata anche azionista di controllo del terminal di Riva Traiana. Più futuribile, invece, sembra essere la concreta applicazione delle navi a guida autonoma: “Questo non è una tema all’ordine del giorno per me e non credo che lo vedremo realizzarsi nei prossimi 10-15 anni”.

Nicola Capuzzo

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