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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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14/10/21 12:39

Fondi per il rinnovo delle flotte, la critica di Confitarma

Il direttore generale Luca Sisto: “Escluse diverse categorie di naviglio e tipologie di traffico, così si creano problemi di concorrenza”

Luca Sisto, direttore generale di Confitarma

Il fondo per il rinnovo delle flotte, così come previsto dal decreto che lo istituisce, rischia di creare “un problema di competitività per molte importanti aziende italiane”. A sostenerlo è Luca Sisto, direttore generale di Confitarma, nel corso di un’audizione al CNEL in merito all’attuazione del PNRR.

In tale contesto Sisto ha evidenziato che la transizione ecologica nel settore marittimo è già in atto da tempo e che negli ultimi anni gli armatori italiani “hanno fatto la loro parte, investendo decine di miliardi di euro per mantenere e incrementare le elevate performance ambientali che pongono le loro flotte ai vertici delle best practices green internazionali”. Inoltre, ha aggiunto, “diversi partner europei, attraverso i fondi stanziati dal Next Generation EU, stanno investendo risorse pubbliche per sostenere gli ulteriori importanti passi che le rispettive aziende del settore marittimo saranno chiamate ad effettuare sulla via della transizione ecologica”.

Confitarma è stata sentita  nel corso dei lavori preparatori per la redazione del Decreto attuativo che dovrà definire i criteri di accesso per il settore alle risorse stanziate con il Fondo Complementare. Pur non avendo notizie dettagliate circa i contenuti di tale decreto che è già stato firmato dal ministro Giovannini, Sisto ha evidenziato alcune possibili criticità: “Innanzitutto se fosse confermato che il decreto esclude diverse categorie di naviglio o tipologie di traffico si creerebbe un problema di competitività per diverse importanti imprese italiane”.

Inoltre, dei 500 milioni stanziati dalla norma, sembrerebbe che la componente dell’incentivo dedicata alle nuove costruzioni (225 milioni) non sarà parametrata all’effettivo valore e innovazione green prevista nel progetto di costruzione della nave. “Ciò significa generare un ingiustificato vantaggio concorrenziale per chi è arrivato in ritardo nell’attuare la scelta green”, ha aggiunto Sisto. Altra perplessità espressa dal direttore generale di Confitarma riguarda la localizzazione geografica dei traffici oggetto di incentivazione: “Costringere una nave a operare in una data area geografica è una forte limitazione per il settore dello shipping che, in molti casi, non può programmare nel lungo periodo i porti scalati. Se il driver dell’incentivo è effettivamente la transizione green, non possiamo tenere conto solo della fase di costruzione della nave ma anche dell’attività alla quale la stessa verrà adibita che, in molti casi, è nel mercato globale”.

“Confitarma chiede dunque al CNEL di supportare presso le Istituzioni competenti e il Governo in primis, le istanze dell’armamento affinché il Paese non lasci indietro alcune componenti fondamentali dello shipping ugualmente coinvolte nel processo di transizione ecologica”, ha chiuso Sisto.

 

 

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