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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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25/03/20 19:30

Fincantieri rinvia l’approvazione del bilancio e il piano industriale 2020-2024

Effetto Coronavirus, slitta anche l’assemblea dei soci: più tempo per il gruppo per ipotizzare gli scenari post-pandemia, come chiesto dalle Autorità di controllo dei mercati finanziari

Rinviata l’approvazione del bilancio 2019, l’adozione del piano industriale 2020-2024 e l’assemblea dei soci. Il Coronavirus ‘colpisce’ anche Fincantieri, il cui Consiglio di Amministrazione, riunitosi martedì in videoconferenza, ha deciso appunto di posticipare al prossimo 1 aprile la seduta per discutere e approvare il bilancio 2019 e adottare il piano industriale dei prossimi 4 anni: sarà il giorno prima di quello in cui toccherà a Cassa Depositi e Prestiti, che attraverso CDP Industria detiene il 71,3% del gruppo, approvare i suoi numeri relativi all’anno scorso. Analogamente, slitta anche l’assemblea dei soci del gruppo cantieristico, che si sarebbe dovuta riunire il 4 maggio e invece sarà convocata in una data, che sceglierà il CdA nella sua prossima riunione, compresa fra l’11 maggio e il 10 giugno.

In una nota, inoltre, Fincantieri fa sapere che “in riferimento alla distribuzione dell’eventuale dividendo a valere su risultati dell’esercizio 2019, sentita Borsa Italiana, la data di stacco della cedola sarà prevista entro e non oltre il 15 giugno 2020”.

La decisione del board è dovuta alla necessità di poter avere, nei limiti del possibile, un quadro più chiaro dello scenario che si presenterà nei prossimi mesi e nei prossimi anni alla luce degli sconvolgimenti con cui il mondo dello shipping si sta trovando a fare i conti a seguito della pandemia COVID-19. È stata ad esempio l’EMSA, l’Autorità Europea degli strumenti finanziari e dei mercati, a chiedere alle società quotate di “fornire trasparenza sui reali e potenziali effetti del Coronavirus, in base a valutazioni qualitative e quantitative sulle loro attività, situazione finanziaria e performance economica. La divulgazione dovrebbe essere inclusa nelle comunicazioni finanziarie del 2019, se non ancora pubblicate, o altrimenti in quelle provvisorie”. Analoga raccomandazione è arrivata anche dalla Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) e dall’EBA (Autorità Bancaria Europea).

Difficile, comunque, che nel volgere di pochi giorni il gruppo guidato da Giuseppe Bono possa avere una visione più nitida degli scenari futuri, vista la continua e imprevedibile evoluzione della pandemia. Di certo, il Coronavirus sta impattando in modo drammatico in diversi settori e segmenti dell’economia, e il mondo dello shipping non è, anzi, immune. Particolarmente colpito il mondo delle crociere, ormai di fatto fermo: un comparto industriale cresciuto a ritmo vertiginoso negli ultimi dieci anni e che ha in Fincantieri un punto di riferimento a livello mondiale, con ordini già in portafoglio sui quali ora si staglia un punto interrogativo cui appare difficile rispondere.

Anche i vari cantieri del gruppo sono fermi, almeno sino al 29 marzo, anche se la sensazione è che la data di riapertura slitterà ancora. Ancora prima dell’introduzione delle ormai famose misure governative per contenere l’epidemia, Fincantieri aveva adottato misure di contenimento via via più stringenti (smart working, aumento dei turni di sanificazione, creazione di una unità di crisi per gestire la situazione), sino ad arrivare appunto alla decisione di sospendere l’attività per 2 settimane, mettendo in ferie i lavoratori. Il gruppo aveva poi attivato una copertura assicurativa per i suoi dipendenti (applicabile alle stesse condizioni anche alle ditte che lavorano nell’indotto) che prevede sia il riconoscimento di indennizzi per la fase di eventuale ricovero e di convalescenza, sia servizi di assistenza post ricovero per aiutare il recupero della salute e la gestione dei principali aspetti della vita familiare.

P.R.

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