APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
26/03/20 19:26

Fincantieri allunga la chiusura dell’attività ma fa marcia indietro sulle ferie forzate

Intesa con i sindacati per utilizzare la cassa integrazione e i permessi non usufruiti nel corso del 2019. Per recuperare il fermo in estate non ci saranno stop alla produzione

Prolungamento della sospensione dell’attività in tutti i cantieri sino al 3 aprile e un passo indietro sulla decisione dell’azienda, molto criticata, di mettere in ferie forzate i lavoratori per ‘coprire’ il periodo di stop previsto inizialmente dal 16 al 30 marzo a causa dell’epidemia di COVID-19. Sonoq uesti i tratti salienti dell’accordo raggiunto oggi fra Fincantieri e le organizzazioni sindacali (FIM, FIOM E UILM).

Il gruppo guidato da Giuseppe Bono chiederà dunque la cassa integrazione ordinaria, a 0 ore, per il personale di tutti i siti aziendali dal 30 marzo sino al periodo oggi previsto dal DPCM del 22 marzo (il 3 aprile), anche se in alternativa il personale potrà fruire, su richiesta, di ferie o permessi retribuiti. In questo lasso di tempo, fa sapere una nota del gruppo, “ saranno comunque svolte le attività di carattere manutentivo degli impianti, anche connesse alla sicurezza degli stessi, e dei servizi essenziali dei siti, nonché di direzione e gestione strettamente necessarie ai correnti adempimenti dell’impresa e per lo svolgimento delle attività propedeutiche alla ripresa produttiva” e “l’azienda proseguirà ad applicare lo strumento dello smart working laddove le specifiche attività lavorative e le dotazioni informatiche lo rendano compatibile”.

Nel corso dell’incontro è stata anche ridefinita la modalità di trattamento per il periodo di chiusura dal 16 marzo al 29 marzo: inizialmente Fincantieri aveva optato per le ferie forzate, anticipandole rispetto al periodo estivo, scatenando l’ira dei sindacati. Invece su utilizzeranno le ore ferie e dei permessi retribuiti non sfruttate a fine 2019, e per i dipendenti che non avessero un residuo sufficiente a coprire il periodo si farà ricorso alle ferie maturate nel 2020, alla banca ore o a permessi di recupero.

Infine, l’accordo prevede che “una volta ripresa l’attività, allo scopo di assicurare il rispetto dei programmi in atto, non si procederà per l’anno in corso alla fermata estiva, fatta salva la fruizione di ferie individuali in corso d’anno, secondo una pianificazione che verrà fatta in ciascun sito, nel rispetto delle esigenze tecniche e produttive”.

A livello finanziario, Fincantieri ha già fatto sapere di aver rinviato l’approvazione del bilancio 2019, l’adozione del piano industriale 2020-2024 e l’assemblea dei soci.

P.R.

Stampa