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16/03/20 15:33

ESCLUSIVO / A bordo di GNV Splendid: già pronte 3 cabine-ospedale

Fra le ditte che lavorano all’allestimento del traghetto anche la genovese Giorgi Sea: procedono spedite le operazioni al ponte 7, si sta creando un ‘corridoio protetto’ in PVC per gli infetti da COVID-19

di Pietro Roth

In questo momento i lavori fervono al ponte 7, il primo del traghetto GNV Splendid ad ospitare le cabine dedicate ai passeggeri, quelle che in queste ore si stanno trasformando in vere e proprie stanze di ospedale per accogliere i contagiati dal Coronavirus. A lavorare a bordo della nave, ormeggiata nel porto storico di Genova, proprio ai piedi della Lanterna, e destinata ad essere attrezzata come nosocomio aggiuntivo per far fronte all’epidemia di COVID-19 e dare una risposta suppletiva in termini di posti letto, c’è anche la genovese Giorgi Sea, azienda attiva nelle forniture navali e industriali che ha sede proprio nel terminal traghetti, oltre a disporre di una filiale a Milano.

I suoi tecnici e operai altamente specializzati stavano già lavorando su un altra nave di GNV (gruppo MSC) quando, venerdì sera, la società ha dato immediatamente il suo assenso, su richiesta della compagnia, a spostare questa preziosa mano d’opera sullo Splendid per iniziare le complesse operazioni di allestimento.

Così, i lavori sono iniziati sabato mattina. In questa fase consistono nella preparazione delle cabine da destinare ai pazienti. A bordo dello Splendid le cabine passeggeri sono situate ai ponti 7, 8 e 9 e queste sono state scelte, rispetto a quelle riservate all’equipaggio che sono collocate nei ponti inferiori, perché dotate chiaramente di un maggior standard qualitativo. Che tuttavia non basta, rebus sic stantibus, per poter ospitare pazienti più o meno gravi. Così, in sostanza, in questo momento il grosso dell’impegno è concentrato sul fare di due cabine una sola stanza, tramite demolizione della paratia divisoria. Sui traghetti infatti i letti sono addossati alle pareti (e nelle cabine ‘normali’ se ne trovano fino a quattro in pochi metri quadrati, uno sopra all’altro) e questo non permetterebbe l’agevole passaggio di medici e infermieri intorno al paziente – che spesso e volentieri deve essere girato in posizione supina per consentire una migliore respirazione – e nemmeno il comfort del paziente stesso. Così, al termine dell’operazione, si ricaverà una cabina più grande, dotata di due posti letto: potrà avere due ospiti in caso di situazioni non particolarmente gravi, uno solo invece nei casi più difficili.

“Ci siamo subito messi a disposizione. In questo periodo è già molto avere un lavoro e non essere costretti a fermarsi, ma lavorare per la propria comunità, in un frangente così difficile per tutti, ci rende orgogliosi. Per questo ce la stiamo mettendo tutta: i nostri cinque addetti fanno turni massacranti, dalle 7 del mattino sino a sera, per fare il prima possibile. Riusciamo a completare la trasformazione di due cabine in una singola stanza, con tutto quello che questo comporta a livello di impianto elettrico e non solo, nell’arco di una giornata. Abbiamo iniziato sabato mattina, ad oggi ne abbiamo completate tre. Andiamo avanti”, commenta Giulio Casagrande, responsabile della filiale di Genova di Giorgi Sea, visibilmente emozionato per la particolarità di questa operazione.

In parallelo ci sono altre aziende che si stanno occupando della parte più prettamente legata ai comfort di chi dovrà restare a lungo a bordo di navi che sono pensate per traversate piuttosto brevi, verso la Sardegna, la Sicilia e il Nord Africa, vale a dire installazione di televisori e connessione internet. La Giorgi Sea sta anche predisponendo, però, un ‘corridoio protetto’ a bordo dello Splendid, realizzato con bandelle in PVC, in modo che i contagiati, imbarcati in garage e poi fatti salire ai piani superiori tramite ascensori dedicati, possano muoversi senza correre il rischio di infettare altre persone, ad esempio membri dell’equipaggio o lo staff sanitario che opererà a bordo e che in questo momento risulta uno dei problemi maggiori cui far fronte, visto l’esiguo numero di medici e infermieri a disposizione.

Queste navi, come aveva spiegato il Governatore della Liguria Giovanni Toti, potrebbero ospitare tre diverse categorie di pazienti: coloro che, in uscita dall’ospedale e tecnicamente guariti, avessero bisogno di un periodo in più di degenza per ristabilirsi completamente; le persone colpite in modo lieve dal Coronavirus, che potrebbero restare in isolamento nelle proprie abitazioni ma che, non avendo nessuno ad aiutarli per la spesa o l’approvigionamento dei farmaci o avendo altre persone in casa che potrebbero essere infettate, optassero per questa possibilità; pazienti con altre patologie per sgravare il carico degli ospedali.
A dare l’ok definitivo per poter portare i pazienti a bordo della nave dovranno poi essere il Dipartimento di Protezione Civile, cui sarebbero in capo anche i principali costi, e chiaramente le Autorità sanitarie.

Il personale della Giorgi Sea, al pari delle altre persone che stanno prestando servizio a bordo della nave, sta lavorando “con mascherine, tute e guanti di nostra proprietà per garantire la massima sicurezza possibile”, spiega Casagrande. Che aggiunge: “Grazie al nostro lavoro e ai fornitori con cui siamo in contatto abbiamo anche disponibilità di macchine per la ventilazione polmonare, delle quali sembra esserci un grande bisogno. Anche sotto questo fronte, ci mettiamo a disposizione”.

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