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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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07/06/18 21:44

Emissioni, digitalizzazione e protezionismo: ecco come cambierà lo shipping in futuro

Per l’advisor statunitense Basil Karatzas il trasporto marittimo sta cambiando nei fondamentali e sarà drasticamente diverso rispetto a quanto visto nell’ultimo decennio

Il convegno organizzato da Bimco a Posidonia

Atene (Grecia) – Nessuno può predire il futuro, qualcuno azzarda qualche previsione, ma quasi tutti concordano nel ritenere che “nulla sarà più come prima” nello shipping mondiale. È questa la riflessione che riassume al meglio i contenuti emersi durante il convegno organizzato da Bimco durante la fiera Posidonia appena andata in scena ad Atene, in Grecia. Nuove normative in materia di emissioni, digitalizzazione, ‘effetto Trump’, guerre commerciali, veicoli elettrici e le navi Valemax sono solo alcuni dei fattori che, secondo alcuni dei più attenti osservatori, cambieranno le regole del gioco nel trasporto marittimo di materie prime.
Peter Sand, esperto ricercatore di mercato per il Bimco, ha avviato la discussione chiedendo ai relatori cosa di interessante stia avvenendo nello shipping mondiale in questo momento e la risposta di Henriette Brent-Petersen, analista di Dvb Bank, è stata la digitalizzazione. “Un fattore che trasformerà l’industria e certamente creerà nuove opportunità” ha detto. Secondo il suo punto di vista la digitalizzazione contribuirà in qualche maniera ad avvicinare l’andamento del mercato del trasporto marittimo a quello delle materie prime, quindi con picchi meno pronunciati e cicli più brevi. “Probabilmente questo contribuirà anche ad allontanare dal mercato del trasporto marittimo gli speculatori” e lasciando quindi spazio ai gruppi con un approccio più industriale e di lungo termine secondo Henriette Brent-Petersen. Ma l’evoluzione digitale si prevede possa trasformare anche il lavoro dei cantieri navali, con la tecnologia che prenderà sempre più il posto del lavoro manuale fatto dall’uomo.
L’altro grande fattore sotto attenta osservazione è stato il nuovo limite alle emissioni delle navi imposto a partire dal 2020 che avrà un effetto “dirompente” per tutti gli attori a vario titolo attivi sul mercato dello shipping secondo Valentina Vignoli, analista di mercato per Peninsula Petroleum. Dal suo punto di vista la velocità di servizio rappresenterà probabilmente uno dei fattori chiave nelle scelte degli armatori per rispettare la nuova soglia dello 0,5% di zolfo ma molte variabili saranno da tenere in attenta considerazione. “La differenza di prezzo fra il carburante utilizzato attualmente e quello a basso tenore di zolfo – ha detto - andrà progressivamente riducendosi ma quest’ultimo sarà probabilmente disponibile sono nei porti principali in giro per il mondo. Almeno per i primi anni». Dunque si porrà anche un problema di disponibilità del carburante pulito ma, secondo molti osservatori, più ancora dello slow steaming (velocità di servizio ridotta) la differenza la farà l’efficienza operativa delle navi. Uno dei maggiori interrogativi che ancora rimane, però, è quello su chi, fra armatori e caricatori, pagherà per questo incremento di costi previsto. Non saranno poche comunque (anche se in minoranza) le società di shipping che decideranno di puntare sugli scrubber, soprattutto per le navi di grande portata come le Capesize fra le bulk carrier e le VLCC tra le navi cisterna. 
Ci saranno poi da tenere in attenta considerazione le possibile conseguenze derivanti dal crescente protezionismo cui si assiste a partire dalle politiche degli Stati Uniti promosse dal presidente Donald Trump e dai limiti agli scambi commerciali imposti con l’Iran. Così come nel lungo termine un ulteriore fattore di stravolgimento delle tradizionali dinamiche di mercato potrebbe derivare dalle auto elettriche e dal progressivo minore utilizzo dei carburanti fossili tradizionali.
Per quanto concerne infine gli andamenti di mercato, il trasporto marittimo di rinfuse secche è visto da molti come un segmento in lenta ma costante ripresa e già oggi i noli delle navi bulk carrier riescono mediamente a generare ritorni positivi per gli investitori. Più lenta sarà invece la risalita dei noli per le navi cisterna per effetto di un eccesso di stiva generato dalle nuove costruzioni arrivate sul mercato nell’ultimo biennio. Secondo Henriette Brent-Petersen, “i fondamentali del mercato liquid bulk sono buoni” e si aspetta “per la seconda parte del 2018 un andamento migliore”, ma “una ripresa strutturale si vedrà solo fra 18 mesi e la risalita sarà graduale, senza picchi significativi nei rendimenti delle navi”.
In conclusione secondo Basil Karatzas, vertice della Karatzas Marine Advisors & Co., il trasporto marittimo “sta cambiando nei fondamentali e sarà drasticamente diverso rispetto a quanto visto nell’ultimo decennio. Il mercato sarà sempre più trasparente, i broker più strutturati e il trasporto marittimo sarà maggiormente integrato nella più ampia supply chain delle merci”. Chi saprà leggere in anticipo la direzione imposta al mercato da alcuni di questi cambiamenti epocali avrà maggiori possibilità di sopravvivenza.
Nicola Capuzzo 

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