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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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16/04/12 14:24

Ecco quanto valgono per Genova le navi Royal Caribbean

Secondo uno studio dell’Università di Genova, l’indotto economico maggiore in Italia si registra a Venezia, dove però le grandi navi sono poco apprezzate dalla popolazione

Genova - La crociere sono come Re Mida, trasformano in oro i porti che toccano. Se ne sono accorti molti scali italiani a partire da Genova, diventata ormai home-port per le navi di MSC Crociere e per quelle di Royal Caribbean. Proprio il gruppo crocieristico numero due al mondo ha presentato ieri nel capoluogo ligure i dati raccolti dall’Osservatorio Crocieristico Territoriale Italiano (OCTI), nato dalla collaborazione con la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi Genova.
Obiettivo della ricerca era stimare l’impatto di RCCL sulla città in termini di spesa sul territorio e di  valorizzazione a livello globale delle aree toccate dalle navi. Le basi operative portuali di Royal Caribbean sono attualmente Civitavecchia, Venezia e Genova ma già da quest’anno la compagnia inizierà a fare scali capolinea anche a Messina, Bari e dal prossimo anno a Napoli. In futuro anche Brindisi entrerà nel circuito di Royal Caribbean dal momento che la compagnia fa parte della cordata (insieme a MSC Crociere, Venezia terminal Passeggeri e Bassani) che si è aggiudicata la gestione della banchina di Costa Morena Est riservata alle crociere.
Nel 2011 le navi di Royal hanno effettuato sette scali nel porto di Genova spendendo ogni volta, secondo i dati rilevati dall’Osservatorio, 56 mila euro (395 mila per tutto l’anno) tra cui spese di bunkeraggio, di rifornimenti, per agenzie marittime e per tour operator. All’indotto economico vanno aggiunti altri 800 mila euro di spese dirette effettuate dai 24.500 croceristi (8.900 in imbarco 15.600 in transito) che hanno fatto shopping e soggiornato in città. A fronte di questi numeri, l’Osservatorio ha stimato la spesa diretta complessiva generata sul territorio della Provincia di Genova dalla stagione crocieristica 2011 di Royal Caribbean in quasi 1,2 milioni di euro (170 mila euro a toccata).
Numeri ancora più significativi se alle toccate di Royal Caribbean si sommano quelle di MSC Crociere (che movimenta ogni anno a Genova oltre 700 mila passeggeri), ma ancora distanti da Venezia, una delle capitali mediterranee delle crociere che l’anno passato ha visto transitare 654 navi con a bordo poco meno di 1,8 milioni di passeggeri. L’indotto del business crociere nella Laguna è impressionante: secondo i dati di Risposte & Turismo, ogni crocierista spende in media 181 euro per una spesa diretta dei passeggeri che ammonta ogni anno a circa 323 milioni di euro. A questa somma va poi aggiunta una spesa media diretta per approdo di ogni nave pari a circa 244 mila euro più una spesa indiretta (forniture, ecc.) stimata in oltre 159 milioni di euro. Per accogliere al meglio navi e passeggeri, il Venezia Terminal Passeggeri ha in previsione di investire nei prossimi tre anni 32 milioni di euro. Ciò nonostante c’è chi, in Laguna, non vorrebbe veder transitare nel bacino di San Marco questi giganti dei mar, mentre al Terminal Passeggeri sta investendo per rendere sempre più ecosostenibile l’ormeggio delle grandi navi con  il nuovo sistema di approvvigionamento elettrico da banchina.
Un report di UBS sul mercato crocieristico sottolinea che, nonostante l’effetto Concordia e l’attuale sfavorevole momento congiunturale, le prospettive di crescita per il mercato delle vacanze a bordo rimangono incoraggianti. L’European Cruise Council stima che i crocieristi rappresentino oggi solo l’1% della popolazione europea, pari a 6 milioni di persone sui 500 complessivi nel continente: un dato significativo, che mette in evidenza le straordinarie prospettive di espansione e crescita di tutto il comparto. “L’Europa – ha ricordato alcuni giorni fa all’Isola del Giglio Roberto Martinoli, delegato ECC per l’Italia – nel 2011 ha registrato 6 milioni di crocieristi, pari al 30% del mercato globale. Un dato in crescita del 9% rispetto al 2010 e dell’11,52% medio annuo negli ultimi 7 anni. In questo scenario, il nostro Paese gioca un ruolo fondamentale: con 920.000 crocieristi nell’ultimo anno, è infatti al terzo posto dopo UK e Germania”.


Louis dice addio alla Sapphire
 
Sydelle Navigation Corporation, filiale del gruppo cipriota Louis plc, ha venduto la nave da crociera Sapphire, operata sotto il marchio Louis Cruise Lines, alla Taymouth Ltd. (St. Vincent) a un prezzo di circa 3,3 milioni di dollari. Louis ha precisato che tale cifra rappresenta il valore della nave iscritto nei registri della società e che, pertanto, dall’operazione non deriva alcun utile o perdita. La nave è stata costruita nel 1965 dal Cantiere Navale Felszegi di Muggia (Trieste) e nel 2002 è entrata a far parte della flotta di Louis Cruise Lines, che l’ha successivamente ritirata dal servizio a fine 2010.

Nicola Capuzzo

TAG : crociere
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