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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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14/10/21 11:32

Di padre in figlio (ma non solo): lo shipping e il passaggio generazionale

I racconti di Bisagno, Negri, Risso e Gavarone nella serata organizzata dal Propeller di Genova, tornato… 'Al settimo cielo' dopo la pandemia: “Tempo, relazioni, formazione e coraggio i valori che ci ancorano alla tradizione, guardando però a tutto il mondo”. A Venezia squadra che vince non si tocca: Carnielli confermata alla presidenza del Propeller lagunare

Aldo Negri, Marco Bisagno, Giorgia Boi, Filippo Gavarone, Andrea Risso e Filippo Gallo

di Pietro Roth

 

Il passaggio fra generazioni visto come una vera e propria staffetta, quando i due corridori che si passano il testimone corrono insieme per qualche metro, per non perdere neanche un centesimo di secondo rispetto agli avversari. Una sfida di gruppo che però si basa sull’apporto – e la somma – del contributo dei singoli.

È stato questo il fil rouge della serata conviviale organizzata dal Propeller Club di Genova, che per la prima volta dopo la pandemia è tornato… ‘Al settimo cielo’, il ristorante all’ultimo piano del Grand Hotel Savoia con vista dominante sulla città e sul porto, abituale luogo di ritrovo per questi appuntamenti a lungo saltati – e trasformati in meeting on line – proprio a causa dell’emergenza sanitaria, con un incontro su Shipping Families e Blue Economy.

Dopo il saluto introduttivo della presidente Giorgia Boi e degli assessori Francesco Maresca e Ilaria Cavo, è stato il manager di Finsea Filippo Gallo a tenere le redini della discussione, moderando Marco Bisagno (T.Mariotti), Aldo Negri (Finsea), Andrea Risso (Cambiaso Risso) e Filippo Gavarone (Crystal Pool-Rimorchiatori Riuniti) proprio sul tema del passaggio generazionale nello shipping.

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Ed è stato Marco Bisagno a rompere il ghiaccio, raccontando di come sono andate per lui le cose. In mezzo, manco a dirlo, c’è una nave, la Galileo Galilei, che sarebbe poi diventata la Costa Riviera. “In quel periodo Costa stava attraversando un periodo difficile, era il 1985 – ha raccontato il Bisagno – Il lavoro era tutt’altro che facile, non ci eravamo mai cimentati prima in una trasformazione del genere, i rischi erano elevati. Per questo mio suocero non era dell’idea di accettare quella commessa. Però, insieme a mio genero, siamo riusciti a convincerlo, firmammo il contratto e iniziammo a lavorare: ci furono momenti difficili, non lo nego, ma alla fine tutto andò per il verso giusto. Ci venne reso merito di aver avuto una giusta intuizione e il passaggio generazionale, di fatto, si concretizzo in quel momento, in modo naturale, fisiologico”.

“Adesso, però, dobbiamo ricordarci che non siamo più un’azienda familiare – ha proseguito – O, meglio, siamo un’azienda portata avanti da nuclei familiari storici, ma con una holding e un consiglio di amministrazione alle spalle. Ogni mattina ci svegliamo e dobbiamo ricordarci che l’azienda non è più ‘nostra’, almeno per come eravamo abituati a vederla. Ma il cambiamento fa parte della vita e a volte è necessario. Guardiamo alle grandi famiglie genovesi del passato, non solo nello shipping: ne sono rimaste poche, proprio per l’incapacità di passare la mano al momento giusto”.

Un problema che non si pone in casa Finsea, dove per i fratelli Aldo e Raffaele Negri il punto di riferimento è stato - e continua ad essere – lo zio Luigi, “anche se non è facile affiancarsi e subentrare a chi ha fatto la storia di un’azienda, ma con lui è stato ed è tutto naturale ed è per noi una fortuna e un privilegio portare avanti quello che lui ha creato. Abbiamo diversificato molto il business (l’ultima mossa in tal senso è stata la newco formata con Multi Marine Services, nda) sin da quando prendemmo in mano il terminal SECH: il porto di Genova stava attraversando un periodo di crisi, rischiavamo che i nostri clienti prendessero altre strade e ci siamo dati da fare. Ma per gestire tutti questi profili differenti servono anzitutto le giuste risorse umane. Potrei parlare per ore, con il rischio di diventare banale, delle necessità che abbiamo in merito alle infrastrutture del nostri territorio, ma l’aspetto più importante sono proprio le persone e la loro formazione”.

Posizione condivisa da Andrea Risso, che sottolinea anche il valore del tempo, ormai liquido se non perso nell’era del ‘tutto e subito’, senza approfondimenti: “Troppo spesso si tende a correre, ad andare a 200 chilometri all’ora, e non sempre questo è sinonimo di efficienza e di cose fatte bene – le sue parole – Anzi, per questo spesso c’è bisogno di tempo. Ricordo quando qualche anno fa facemmo una joint venture con una società norvegese. All’inizio erano tutti molto scettici, sembrava non si fidassero troppo, poi con il tempo ci siamo fatti conoscere e con il passare degli anni siamo stati contatti da altre realtà”.

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L’importanza delle relazioni, quindi, fatte di contatti e conoscenze personali, “e la famiglia per definizione è attenta alle relazioni, alla coesione, all’interesse verso tutti i suoi membri: questo elemento è senz’altro un valore aggiunto”, ha detto ancora Risso.

Se per Finsea la diversificazione è stata nei rami di attività, Filippo Gavarone ha spiegato come per la holding di Rimorchiatori Riuniti questa sia avvenuta anche internamente alla famiglia, con una suddivisione dei ruoli chiara anche se non rigida: “Io mi occupo soprattutto della gestione tecnica e commerciale delle navi, Alberto Delle Piane segue il rimorchio portuale, Giacomo il settore offshore. Il fatto di essere un’azienda di tradizione famigliare ci consente di affrontare i momenti più difficili con maggiore unità”.

Tutti i temi della serata sono stati condivisi dal presidente onorario della Fratelli Cosulich, Andrea Cosulich, secondo il quale “oggi è indispensabile il lavoro di squadra, non esiste più un uomo solo al comando. Ricordo che sono a qualche tempo fa quando avevamo bisogno di assumere eravamo noi in prima persona a fare i colloqui. Oggi abbiamo un manager che si occupa di questo, e le cose sono migliorate in modo drastico. Bene quindi la tradizione familiare, ‘aprendosi’ però al mondo”.

I manager, appunto, spesso anello di congiunzione proprio all’interno del passaggio familiare. Come è proprio per Filippo Gallo all’interno di Finsea, “ma con una persona intelligente lungimirante come Luigi Negri la vita è più facile di quanto si possa immaginare – ha spiegato il diretto interessato – Certo, in generale, parliamo di un ruolo delicato, perché sei proprio nel mezzo tra il ‘vecchio’ e il nuovo che avanza e se le cose non vanno per il verso giusto diventa una posizione difficile. Poi ogni azienda e ogni gruppo fa storia a sé, io oggi posso dire con un pizzico di orgoglio di essere anche io una memoria storica di Finsea”.

 

A Venezia squadra che vince non si tocca: Carnielli confermata alla presidenza del Propeller lagunare

L'Assemblea Ordinaria dei Soci del Propeller Club Port of Venice ha confermato per acclamazione plebiscitaria l'Avv. Anna Carnielli alla Presidenza per il triennio 2021-2024, nominando membri del nuovo direttivo Gianni Rigon e Giuliano Godino (quali Vice Presidenti), Cristiano Alessandri, Gabriele Bevilacqua, Saul Mazzucco, Vincenzo Vitale, Francesca Messina, Raoul Guatti Giuliani. Roberto Pietropaoli é il nuovo Segretario e Tesoriere del Club, Presidente Onorario con diritto di voto è il Cav. Massimo Bernardo, past presidente del Club lagunare per decenni.

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