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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/05/19 13:37

Darsena di Genova: il TAR accoglie il ricorso di Ucina

Annullata la concessione condivisa tra Amico e I Saloni Nautici, disposta dall'authority a luglio 2018

Tutto da rifare sulla Nuova Darsena Nautica di Genova, spazio che l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, nel luglio 2018, aveva deciso di affidare congiuntamente al cantiere Amico & Co e I Saloni Nautici (ISN), società controllata da Ucina.

Accogliendo un ricorso avanzato nell'autunno dello scorso anno dalla stessa Ucina, che contestava la suddivisione delineata dall'authority – il 60% del compendio ad Amico, per 20 anni, e il 40% a I Saloni Nautici, per 4 anni – i giudici amministrativi del TAR hanno infatti annullato il provvedimento con cui Palazzo San Giorgio formalizzava il nuovo assetto della darsena.

In sostanza, il TAR ritiene che l’AdSP avrebbe dovuto informare per tempo la società I Saloni Nautici, cosa che non è stata fatta, di aver ricevuto un’istanza per le stesse aree anche da parte di Amico, di durata ventennale. La controllata di Ucina, infatti era convinta – secondo i giudici legittimamente, sulla base dei precedenti comportamenti dell’authority che aveva concesso solo rinnovi di breve durata, poco più che annuali – che non fosse possibile chiedere concessioni di durata maggiore a 4 anni per la nuova darsena (“appare del tutto ragionevole che la ricorrente, facendo affidamento sul permanere dei presupposti rappresentati dall’Amministrazione, non avesse prospettato una durata del provvedimento ampliativo superiore al quadriennio).

A tal proposito – scrive il TAR nella sentenza – “è condivisibile la prospettazione di parte ricorrente (ISN; ndr), secondo cui la modifica delle condizioni di riferimento iniziali avrebbe imposto un momento interlocutorio atto a consentire la rimodulazione dell’istanza sotto il profilo temporale”.

In definitiva, quindi, “la mancata comunicazione in ordine al mutamento del contesto pianificatorio che, fino a quel momento, si era frapposto al rilascio di concessioni di ampio respiro temporale ha fatto sì che la società ricorrente non sia stata posta in condizione di concorrere in maniera realmente paritaria con la controinteressata (Amico & Co; ndr)”. Motivo per cui i giudici hanno ritenuto di annullare gli atti di assegnazione delle concessioni.

Per quanto attiene poi la mancata pubblicazione dell’istanza di Amico, lamentata da ISN, il TAR ha respinto le giustificazioni dell’authority, secondo cui non sussisteva obbligo di pubblicazione, in quanto trattasi di istanza concorrente.

L’istanza de I Saloni Nautici è stata depositata in data 29 settembre 2017 e quella di Amico il 7 novembre 2017. Vero quindi che quella del cantiere è arrivata successivamente, ma – fanno notare i giudici – comunque prima che l’istanza di ISN fosse pubblicata, “ponendosi quindi a monte dell’atto concretamente finalizzato all’acquisizione di istanze in concorrenza”.

Si trattava quindi, secondo il tribunale amministrativo, “di istanza autonoma, come tale soggetta a pubblicazione”.

“Fondamentali esigenze di parità di trattamento e di trasparenza imponevano, quindi, uno specifico obbligo informativo (preliminare o intermedio) a carico dell’amministrazione”, che però ha comunicato a ISN di aver ricevuto l’istanza di Amico il 29 novembre 2017, a soli 8 giorni dalla scadenza del termine di pubblicazione, un periodo non sufficiente per consentire alla società controllata da Ucina di “di attivarsi consapevolmente nel senso indicato”, ovvero di modificare e adeguare la propria istanza.

Questa sentenza rimette quindi in discussione l'assetto di quell'area, ponendo anche una serie di questioni pratiche e immediate: la precedente concessione, in favore di Ucina, è infatti scaduta alla fine dello scorso anno, mentre i nuovi affidamenti sono stati ora annullati dal TAR. Quale operatore è quindi titolato ad occupare quelle aree in questa fase, e con quale 'copertura' normativa.

Al momento, da Palazzo San Giorgio, si limitano a far sapere che l'ente sicuramente si appellerà contro questa sentenza.

La Presidente di Ucina Carla Demaria ha invece dichiarato di “aver appreso con soddisfazione l’esito favorevole della sentenza del Tribunale Amministrativo che ha accolto il ricorso promosso dalla nostra associazione a tutela del Salone Nautico”.

“Il TAR – ha quindi aggiunto Demaria – si è preso il tempo necessario per approfondire le motivazioni del nostro ricorso sul cui esito siamo sempre stati fiduciosi. Oggi, a un mese dalla scadenza del mio mandato, sono particolarmente orgogliosa del lavoro svolto nella direzione di rafforzare la vocazione turistico-ricreativa del diporto nautico per la città e del Salone Nautico quale motore di sviluppo e promozione del settore e del territorio. Siamo come sempre aperti al confronto con le istituzioni nell’interesse superiore della collettività".

Di tenore opposto, naturalmente, la reazione di Amico & Co che, “pur avendo appreso l’intento dell’AdSP di ricorrere al Consiglio di Stato”, si dice preoccupata “per l’allungamento dei tempi dovuto all’avvio di un nuovo iter giudiziario, che di fatto blocca le sorti di un intero comparto e le chance di Genova di competere nel settore della grande nautica da diporto”.

Rilevando quindi che “la sentenza non ha espresso alcuna valutazione sul merito dei progetti di cui erano portatori I Saloni Nautici e Amico & Co, che hanno entrambi la propria valenza nella direzione di massimizzare l’utilizzo di una infrastruttura importante e strategica per Genova”, l’azienda guidata da Alberto Amico si augura che “le istituzioni e l’amministrazione, insieme alle società interessate, trovino il modo di uscire dall’impasse, per evitare un danno enorme legato all’incertezza dei tempi, al mancato utilizzo dell’infrastruttura e alla mancata realizzazione di investimenti destinati a riqualificare l’area, che in futuro dovrebbe ospitare un marina per l’accoglienza turistica di grandi yacht e lo svolgimento del Salone Nautico”.

 

Francesco Bottino

TAG : Nautica
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