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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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16/03/20 11:41

Crollano i bond di MSC Crociere quotati a Zurigo

Il valore dei titoli di debito si è più che dimezzato, mentre le compagnie sono alle prese con gli enormi costi legati al fermo delle flotte imposto dalla pandemia di coronavirus

di Francesco Bottino

 

MSC Crociere non è quotata in Borsa, a differenza dei suoi principali competitor internazionali, e quindi non sta vivendo la stessa situazione dal punto di vista finanziario (diversamente da quanto avviene in ambito operativo e commerciale, dove il blocco delle attività ha interessato tutti gli operatori del settore).

Se però non può crollare il titolo della shipping company fondata da Gianluigi Aponte, possono farlo, e lo hanno fatto, i due bond che la società ha emesso negli anni scorsi e che sono quotati alla Borsa di Zurigo: il valore a cui vengono scambiati i titoli di debito si è più che dimezzato nel corso dell'ultimi mese.

Il primo dei due bond si chiama MscCrus 16-21, ammonta complessivamente a 195 milioni di franchi svizzeri, è stato emesso il 28 novembre 2016 e maturerà alla stessa data del 2021. Fatto 100 il valore di scambio con cui il titolo ha debuttato sulla piazza di Zurigo ormai 4 anni fa, guardando il grafico disponibile sul sito ufficiale della SIX-Swiss Exchange, la principale piazza finanziaria elvetica, si nota come il bond sia sempre rimasto sopra a tale valore, raggiungendo il picco massimo di 105,5 a dicembre 2019, per poi iniziare progressivamente, ma molto rapidamente, a calare dal 21 febbraio scorso. Al momento, il bond ha un valore di 49,95 punti.

Dinamica analoga, ma ancor più accentuata, ha interessato l'altro bond emesso da MSC Crociere e quotato a Zurigo. Si tratta del MscCrus 17-23, che ammonta complessivamente a 335 milioni di franchi, è stato emesso il 12 luglio 2017 e va in scadenza il 12 luglio 2023. Anche in questo caso, il suo valore sul mercato è rimasto supra ai 100 punti fino al 21 febbraio, quando ha iniziato a scendere sempre più vorticosamente, vino a raggiungere i 30 punti attuali.

Al momento, comunque, è molto probabile che non siano, o quantomeno non siano solo, i mercati finanziari la prima preoccupazione dei grandi gruppi crocieristici internazionali: la sospensione delle attività annunciata da tutte le principali compagnie del avrà costi enormi.

Secondo quanto spiega a Ship2Shore un esperto del settore, al momento tutte le navi sono infatti ferme, ma comunque pronte a ripartire entro un mese, nella speranza che la situazione possa risollevarsi rapidamente. Questo significa che a bordo ci sono gli equipaggi, i generatori sono in moto, le cambuse vengono rifornite: tutti costi a cui aggiungere le spese portuali, le spese di ufficio, di amministrazione e finanza delle compagnie. Il tutto a fronte di ricavi azzerati in questo momento.

Stimare precisamente l'impatto economico di questa situazione è molto difficile, perché a seconda della dimensione delle navi i costi cambiano, ma è evidente che il contraccolpo sarà enorme: è verosimile ipotizzare che nessuna compagnia possa resistere in questo stato di cose per più di 6-9 mesi, senza un sostegno esterno. Altrettanto plausibile è che tutte le principali società del settore si siano già mosse per chiedere ai propri finanziatori moratorie, dilazioni delle scadenze ed eventuali ristrutturazioni del debito.

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