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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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01/10/16 11:58

Crociere: contrazione nel 2017, ma senza allarmismi

I numeri, presentati all’Italian Cruise Day, non spaventano: preoccupa invece la “scelta rischiosa” di condividere il know-how cantieristico europeo coi costruttori asiatici

ICD 2016 La Spezia

~~La Spezia - Era forse scontato e prevedibile che anche il comparto crocieristico, cresciuto costantemente in anni di crisi generalizzata di quasi tutti gli altri settori economici, prima o poi mostrasse qualche segnale di rallentamento, ma ora è arrivata la conferma scritta nero su bianco.
A certificare il calo previsto nel 2017 è Risposte Turismo, in occasione della sesta edizione dell'Italian Cruise Day, evento diventato ormai un 'classico' per l'industria crocieristica nazionale che quest'anno si è svolto a La Spezia, e che per la prossima edizione ha già trovato casa a Palermo.
A tenere banco durante la kermesse è appunto il segno meno previsto per il 2017 dallo studio Italian Cruise Watch, analizzato però senza eccessivi allarmismi e percepito piuttosto come l'andamento fisiologico di un prodotto, la crociera, ormai maturo, almeno in Occidente. Diverso ovviamente il discorso per l'Asia, che cresce come meta e sopratutto come bacino d'utenza, ma che viene nominata più volte a La Spezia anche per un altro motivo: il rischio che i cantieri del Far East, e cinesi in particolare, possano scippare il patrimonio di know-how dei colleghi di Francia, Germania e Italia, gli unici paesi al momento in grado di realizzare le cruiseship di ultima generazione.
A lanciare l'allarme è Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di MSC Crociere e Presidente di CLIA Europe (presente all'Italian Cruise Day proprio in questa seconda veste), che ricorda innanzitutto “l'eccezionale contributo economico ed occupazionale generato in Europa dall'industria delle crociere: 41 miliardi e 360.000 addetti nel 2015, con un ruolo primario giocato dall'Italia, principale beneficiario con 4,5 miliardi e 103.000 addetti”. Un impatto rilevante cui contribuisce anche la cantieristica: “Attualmente ci sono 48 navi, il cui valore unitario si avvicina ormai al miliardo di euro, in costruzione in Europa. Siamo gli unici a saper realizzare questi mezzi, e io voglio invitare tutti a fare in modo che questo importante patrimonio di competenze resti nel Vecchio Continente. Abbiamo già visto nel settore merci cosa può succedere quando si va in estremo oriente per costruire velocemente navi a basso costo con poca attenzione alla qualità: eccesso di offerta, oversupply e difficoltà generalizzata per tutto il mercato”.
Sul tema torna anche Luigi Merlo, ex Presidente dell'Autorità portuale di Genova e attuale consulente del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio in materia di portualità, che dopo aver illustrato i benefici che anche l'industria delle crociere potrà trarre della riforma della governance portuale, esprime totale condivisione “per le preoccupazioni avanzate da Piefrancesco Vago sulla possibilità che, a causa di scelte rischiose, il prezioso know-how europeo in tema di costruzione delle navi da crociera possa essere scippato dai cantieri asiatici”. In entrambi i casi il riferimento, non esplicitato ma chiaro, è alle recenti iniziative di Fincantieri che ha costituito una joint-venutre con il gruppo navalmeccanico cinese China State Shipbuilding Corporation per realizzare in Cina navi da crociera destinate mercato locale per il gruppo Carnival.
Dopo i saluti introduttivi di Comune di La Spezia e Regione Liguria, del  Presidente dell'Autorità portuale di La Spezia, nonché ospite dell'Italian Cruise Day, Lorenzo Forcieri e di Kristijan Pavic, Presidente di MedCruise, tocca quindi a Francesco di Cesare, Presidente di Risposte Turismo, scendere nel dettaglio dei numeri raccolti nell'ultima edizione dell'Italian Cruise Watch, che come detto certifica il buon andamento del settore crocieristico nel 2016 preannunciando però un 2017 in netta, per quanto contenuta, flessione. La previsione di Risposte Turismo per il prossimo anno, basata sui dati raccolti dai primi 30 porti italiani (su 50 scali attivi nelle crociere) che totalizzano il 97% del traffico complessivo, parla infatti di un totale di 10,9 milioni di crocieristi movimentati in Italia, con un calo del 3,6% rispetto agli 11,7 milioni di passeggeri con cui si dovrebbe chiudere il 2016 (+2,5% su base annua). In diminuzione anche le toccate nave che si attesteranno nel 2017 a quota 4.754 (-4,8%), così come le movimentazioni dei singoli porti: al vertice resterà Civitavecchia con 2,2 milioni di passeggeri (-4,4%), seguita da Venezia che però arretra di un considerevole 12,5% a 1,4 milioni e poi da Napoli, che fa segnare la contrazione più significativa, -25%, attestandosi a quota 1 milioni di crocieristi e scendendo quindi a livello di Genova, per cui la stessa cifra costituisce un più contenuto -4,8%, davanti a Savona che con i suoi 980.000 passeggeri previsti per il 2017 resterà stabile su base annua.
Questi dati, secondo di Cesare, non devono destare preoccupazione: “Si tratta di un calo contenuto, e comunque fisiologico per un prodotto ormai maturo sui mercati occidentali. L'importante è il trend di lungo periodo, che vede l'Italia sempre al di sopra della soglia dei 10 milioni di crocieristi negli ultimi 7 anni”. Un'oscillazione dei valori sembra quindi normale, anche in considerazione dell'ottimo andamento sperimentato nel 2016, in cui il Belpaese “si è confermato leader europeo per gli imbarchi, i transiti e l'impatto economico. Terzo invece, dietro Germania e Gran Bretagna, per numero di clienti del comparto: su questo – auspica il Presidente di Risposte Turismo – si potrebbe lavorare per diffondere ancor di più il prodotto crociere sul mercato italiano”.
Delineato il contesto grazie alle previsioni contenute nell'Italian Cruise Watch, tocca ai rappresentanti delle compagnie e dei porti fornire la loro visione sullo stato e sulle prospettive dell'industria crocieristica in Italia.
E in tema le compagnie concordano: investire in innovazione, sia delle navi che dell'offerta di itinerari, è fondamentale. Ne è convinto Marco Zanetti, VP Revenue Management, Air&Sea, Itinerary Planning di Costa Crociere, che ricorda proprio l'attenzione dell'armatore genovese rispetto alla sostenibilità ambientale a alla ricerca di nuove proposte di viaggio. Anche Leonardo Massa, Country Manager di MSC Crociere, ribadisce l'impegno sul fronte degli investimenti - “nei prossimi 10 anni accoglieremo 10 nuove navi in flotta” - e della ricerca di nuove destinazioni: “Siamo stati tra le prime compagnie a toccare Cuba anche d'inverno. Dall'Italia per portare in nostri passeggeri sull’isola faremo 2 voli charter a settimana, più dei collegamenti regolari della compagnia di bandiera”. Per Gianni Rotondo,  Direttore Generale Italia di Royal Caribbean, è importante presidiare l'intera filiera, dalla vendita del prodotto agli spostamenti fino al servizio in porto, “motivo per cui RCCL è presente come azionista in molti dei principali terminal crocieristici italiani”.
E proprio del ruolo delle stazioni marittime parla Tommaso Cognolato, CEO Terminal Napoli, che ricorda come per un terminal “sia fondamentale garantire ai propri clienti, e ai loro passeggeri, qualità del servizio, efficienza e sicurezza, specie in un periodo di incertezza come quello attuale”.
Sulla complessa situazione geopolitica del Mare Nostrum interviene anche Lorenzo Forcieri, secondo cui “le crisi dei paesi nordafricani, e l'instabilità che ne è conseguita, hanno forse giovato temporaneamente ad alcuni altri porti europei, ma sul lungo termine danneggeranno tutto il Mediterraneo, meta che viene ora percepita da molti (americani in primis) come rischiosa nel suo complesso”.
Franco Napp, Amministratore Delegato di Trieste Terminal Passeggeri, torna a focalizzare infine l'attenzione sulle caratteristiche che deve avere un terminalista per intercettare nuovo traffico crocieristico: “Il mercato, e con esso le esigenze degli armatori, muta molto rapidamente, e bisogna riuscire a rispondere alle richieste con altrettanta celerità. Noi ci abbiamo provato e il risultato è stato più che soddisfacente: nel 2015 le nostre movimentazioni sono cresciute in misura esponenziale, e quest'anno realizzeremo il nostro record storico, che contiamo poi di superare nel 2017”.

Francesco Bottino

Cagliari presenta il nuovo terminal

Solo 7 mesi per costruirlo, da dicembre 2015 a luglio 2016, un milione di euro di investimento privato e la possibilità di espandersi per rispondere all’evoluzione dei traffici.
In occasione dell'Italian Cruise Day Cagliari Cruise Port presenta la sua nuova struttura dedicata ad accogliere i passeggeri in transito nel porto sardo che, spiega Valeria Mangiarotti, marketing manager della port authority, “ha registrato buone performance nel 2016 e nel 2017 prevede di crescere ulteriormente, in controtendenza rispetto all'andamento del mercato”.
La società, partecipata da RCCL, Aloschi e VTP e guidata da Karina Santini in qualità di Presidente e dal Direttore generale Antonio Di Monte, ha una concessione di 15 anni (a partire dal 2013) “sui piazzali (10.000 mq) del Molo Rinascita e sull'area dove sorge il terminal (1.200 mq di cui 650 coperti) – spiega Di Monte – mentre le banchine (una da 450 e una da 480 metri, più l'accosto in testa da 150 metri) sono pubbliche, ma con priorità di accosto per le crociere. Il traffico merci è peraltro già stato interamente dirottato al Porto Canale, dove presto verranno riposizionate anche le linee ro-ro”.
La struttura è stata finanziata dal fondo Jessica, localmente gestito dal Banco di Sardegna, e servirà il crescente traffico crocieristico cagliaritano: “Nel 2016 abbiamo registrato 300.000 passeggeri e 100 navi, e il prossimo anno miglioreremo ulteriormente questi numeri, con la speranza in futuro di poter diventare anche home-port per alcuni itinerari” conclude Di Monte.


I porti liguri soddisfatti del loro 2016 crocieristico

Lorenzo Forcieri e Gianluigi Miazza, Presidente dell'Autorità portuale di Savona, parlano durante l'Italian Cruise Day in occasione dell'ormai consueta conferenza stampa dell'associazione Ligurian Ports (che riunisce i tre scali della Liguria) e non nascondo la soddisfazione per i numeri registrati durante l'anno in corso, che sul versante delle crociere ha visto Genova, Savona e La Spezia movimentare un totale di 2,6 milioni di passeggeri, il 23% del totale nazionale.
“Il mantenimento di un ruolo di leadership è stato consentito dalla grande attenzione riservata agli investimenti in infrastrutture e in servizi ai passeggeri. Una strategia che ha premiato i nostri sforzi, e che ci consentirà di ottenere buoni risultati anche il prossimo anno, nonostante un contesto generalizzato di leggera flessione”  dichiara Miazza.
Forcieri guarda al futuro, che per La Spezia significa la nuova stazione marittima che dovrà essere costruita da APLS Investimenti, società attualmente controllata dall'authority ma che a breve dovrà essere privatizzata: “Il processo è iniziato nel 2013 ma ha dovuto superare una serie di ostacoli. Ma ormai siamo prossimi alla pubblicazione di un bando europeo per la cessione del capitale di APLS Investimenti”. L'argomento sarà affrontato in un Comitato portuale fissato per il prossimi 6 ottobre, decisione che ha destato, nel porto ligure e non solo, alcune perplessità circa l'opportunità di prendere una decisione così rilevante in una fase di profonda trasformazione del sistema di governance dei porti. Ma Forcieri non ha dubbi sulla correttezza delle scelte operate: “Si tratta di approvare un bando di gara, e non di affidare concessioni pluridecennali che influenzano l'assetto di un porto. E in ogni caso – conclude il Presidente dell'authority spezzina – abbiamo sottoposto la questione al Ministero dei Trasporti, che nei giorni scorsi ci ha risposto non riscontrando alcun problema nel procedere col bando”.

 

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