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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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17/05/18 18:09

Cresce il segmento marine del RINA

Il gruppo chiude il 2017 con ricavi a 437 milioni ed EBITDA a quota 51,7 milioni, in lieve calo sull’esercizio precedente

Crescono il segmento marine, quello delle certificazioni e quello di trasporti e infrastrutture, cala l’oil&gas. È questo in estrema sintesi l’andamento dell’esercizio 2017 del RINA, messo nero su bianco nel bilancio consolidato che l’assemblea del gruppo genovese ha approvato oggi, e mandato in archivio con ricavi pari a 437 milioni di euro e un EBITDA di 51,7 milioni di euro.

I due risultati, spiega una nota del gruppo, sono in leggero calo (-2,5%) rispetto a quelli relativi al 2016, in cui il giro d’affari e l’EBITDA proforma (ovvero, includendo anche gli effetti dell’acquisizione del gruppo Edif dal mese di gennaio anziché dall’agosto 2016, momento in cui l’operazione si era concretizzata) erano stati rispettivamente di 448 milioni e 54 milioni. I valori “non proformati”, precisa la nota, mostrerebbero invece una crescita del 10% sui ricavi e del 8,4% sull’EBITDA.

Nel dettaglio, RINA migliora la performance del settore marine (che registra un +3% in termini di crescita di ricavi e del 7% dal punto di vista della flotta in esercizio classificata, a fronte di un aumento medio riscontrato dalle società di classificazione appartenenti all’IACS del 2,5%), in cui mantiene posizioni di leadership nei segmenti di traghetti passeggeri e ro-ro, yachting e navi da crociera (quest’ultimo sia in termini di flotta in esercizio classificata, sia di nuove costruzioni, grazie a un orderbook di oltre 2 milioni di GT in cui sono incluse anche le prime unità alimentate a GNL, “nonché le più capaci in termini di passeggeri trasportabili mai realizzate”). Nel complesso, la flotta classificata ha raggiunto i 40 milioni di GT, mentre l’orderbook di nuove costruzioni è pari a circa 500 navi, per oltre 4,5 milioni di GT.

In crescita (+4%) anche il settore della Certificazione, “con un ulteriore rafforzamento del primato del RINA in Italia nell’ambito dei principali schemi certificativi, nel numero di siti certificati, nei settori tradizionali e nel settore agroalimentare”. La nota del gruppo cita inoltre risultati positivi ottenuti anche dalle attività di certificazione “in ambito automotive e ambientale, dello standard ISO 37001 anticorruzione e di supporto alle imprese per l’attestazione Industria 4.0”.
In aumento del 2% il settore dei trasporti e infrastrutture, risultato ottenuto “non solo attraverso i molteplici servizi offerti, ma anche grazie alla loro internazionalizzazione”.

In calo, come detto, il settore oil&gas, in cui il gruppo perde circa il 9%, performance che RINA ha cercato di compensare puntando sul segmento dell’upstream e su aree geografiche meno toccate dalla crisi, come Malesia, Mozambico e Messico.

“Il 2017 si è chiuso con risultati in linea con l’anno precedente, nonostante il permanere della difficile situazione a livello globale del settore oil & gas e dell’incertezza causata dal processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea – ha commentato il presidente e amministratore delegato Ugo Salerno. “Si è trattato di un anno di consolidamento per il RINA, culminato nella presentazione del nuovo brand che oggi rappresenta l’azienda nella sua veste ancora più digitale e focalizzata sulla sostenibilità”.

 

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