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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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26/06/20 09:56

Continuità e rinnovamento al vertice del cluster marittimo portuale

Eletti i vertici della Federazione del Mare: Mattioli confermato presidente per un altro biennio, Martin succede a Lombardi alla segreteria

Lombardi e Mattioli

Mario Mattioli è stato confermato all’unanimità per un secondo mandato biennale quale presidente della Federazione del sistema marittimo italiano (Federazione del Mare), l’organizzazione che riunisce il cluster nazionale delle attività marittime.

Il Consiglio ha nominato vicepresidenti Anton Francesco Albertoni (Confindustria Nautica), Luigi Giannini (Federpesca) e Vincenzo Petrone (Assonave) mentre Laurence Martin, capo del servizio relazioni internazionali di Confitarma, è stata nominata segretaria generale succedendo a Carlo Lombardi, che ha ricoperto l’incarico dal 2010, dopo aver seguito la Federazione a partire dalla sua costituzione nel 1994. Vicesegretari generali sono stati nominati Francesco Giannotti (Assoporti), Marco Paifelman (Federagenti) e Marina Stella (Confindustria Nautica).

“Ringrazio il Consiglio della Federazione del Mare che mi ha voluto confermare presidente dell’organizzazione del cluster marittimo italiano. È per me un grande onore, come lo è per gli armatori che presiedo, e riaffermo l’impegno a battermi per una rappresentanza sempre più efficace di tutta l’economia marittima sia presso il legislatore, il governo, le amministrazioni, sia presso l'opinione pubblica e le altre realtà associative, in Italia e all'estero” ha dichiarato Mattioli, ribadendo la sua idea di una Federazione aperta a tutte le organizzazioni marittime che ancora non ne facciano parte o ne siano uscite, in primis quelle della logistica.

“Il cluster marittimo sta affrontando una difficile sfida a seguito della crisi sanitaria ed economica, ma è pronto a cogliere le opportunità che si presenteranno con la ripresa. Al momento, non siamo in grado di valutare la gravità dell’impatto della pandemia da Covid-19, che ha gravemente colpito l’intera economia del mondo, incluse ovviamente le attività marittime, per lo più fortemente integrate nel commercio internazionale, di cui rappresentano il principale vettore. È evidente che le ripercussioni dipenderanno dall’evoluzione della pandemia e dalla capacità di riavviare l'attività economica. I confini sono stati chiusi, la domanda mondiale è diminuita, la produzione è stata ridotta o addirittura fermata, per non menzionare l’impossibilità di effettuare i cambi di equipaggio, che sta creando una situazione molto difficile per tutti i marittimi delle unità sia mercantili che da pesca” ha concluso Mattioli, cogliendo l’occasione della celebrazione in tutto il mondo del Seafarers’ Day per rendere omaggio a tutti i marittimi italiani, per il ruolo che svolgono sulle unità navali a favore del benessere di tutti, garantendo anche a costo di gravi sacrifici il commercio marittimo e le forniture essenziali per la nostra vita quotidiana.

Infine, il Presidente si è riallacciato al dibattito che in questi giorni vivacizza le cronache marittime per propugnare l’istanza di chi vuole riunire il cluster marittimo-portuale, laddove ancora diviso.

“Questi tempi richiedono collaborazione, solidarietà e una visione ottimistica del futuro; vi sono due segnali importanti, registrati durante la crisi pandemica. È stato riconosciuto il ruolo fondamentale del settore marittimo-portuale in Italia: di recente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha affermato che in Italia l’economia del mare, pur essendo sottovalutata, è la risorsa più potente. Altro segnale importante, la nuova governance di Confindustria include un vicepresidente con delega specifica all’Economia del mare; l’Italia è una potenza manifatturiera con disponibilità limitata di materie prime, i cui approvvigionamenti giungono per lo più via mare, una terra in gran parte peninsulare, con molte isole e città costiere, il cui sviluppo non ci sarebbe stato in passato, e non ci sarebbe oggi, senza l’impronta delle attività marittime sulla loro realtà sociale ed economica.

La nostra realtà richiede una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo specie da quando le competenze marittime sono state progressivamente disperse tra più dicasteri, compromettendo le possibilità di elaborazione di una politica nazionale del settore e di una sua promozione in ambito europeo”.

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