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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/05/18 16:26

Come eravamo quando Genova era veramente Superba

In un volume le foto inedite di Pillola – illustrate da Sirianni – raccontano i ‘ruggenti’ anni ’50 e ’60 sotto la Lanterna ‘Meravigliosa’ dei grandi affari e delle sontuose feste private

“Genova torna a essere meravigliosa” campeggia su un enorme poster – ben visibile dalla strada sopraelevata - che la nuova giunta municipale di centro destra ha posto sopra ad un immobile pubblico presso l’area della Fiera la cui destinazione d’uso è oggetto di discussione, ma che diventa un po’ il simbolo di quel ‘lifiting’ globale che il sindaco Marco Bucci ha imposto alla sua città per farla tornare a conquistare la leadership mediterranea che le spetta di diritto.

E che Zena fosse non solo ‘number one’ del Mare Nostrum ai tempi della Repubblica per cinque secoli, ma che fosse ancora ‘meravigliosa’ solo mezzo secolo fa, lo ricordano bene due attenti osservatori – e per certi versi anche protagonisti – di quell’epoca d’oro sotto la Lanterna; due ‘arzilli’ ottuagenari i quali, nei rispettivi ruoli di cronista e ‘paparazzo’ hanno voluto dare alle stampe un (forse primo di una serie) volume che appunto immortalasse, attraverso oltre 200 scatti in bianco e nero d’antan, con il collante di alcuni capitoli descrittivi, come viveva, lavorava e soprattutto si divertiva la ‘Genova Bene’ degli anni ’50 e ’60.

Alcune delle più blasonate famiglie – in parte anche con quarti di nobiltà, e molte con radici affondate nello shipping, da sempre l’attività territoriale preponderante – del capoluogo ligure, che all’epoca era anche uno dei tre indiscussi capoluoghi dell’economia nazionale (traguardo da riesumare, verso il quale anela appunto l’attuale amministrazione municipale), sono effigiate dalle foto originali e uniche (con parecchi inediti, riesumati da polverosi e disordinati archivi nei cassetti, riempiti a partire dal lontano 1953) di Alessandro Vermini; un nome che a Genova direbbe poco, salvo poi fare tornare alla mente di tutta la ‘popolazione che conta’ il personaggio folcloristico (ma sempre professionale), quando si nomina il grazioso vezzeggiativo con cui è da sempre e universalmente conosciuto fin da ragazzino: Pillola (senza alcun legame farmaceutico, ma in virtù del suo dinamismo esasperato ed esasperante, appunto da pillola impazzita).

A mettere ordine cronologico, con un’efficace collocazione nell’evoluzione sociale dell’epoca, a tanto materiale (ma solo in parte, perché si potrebbe riempire un’enciclopedia, con tutte le foto scattate in oltre 60 di carriera dal Vermini) ha pensato l’abile e arguta penna di un altro ‘mostro sacro’ della comunicazione locale; il giornalista Vittorio Sirianni, detto anche il Maurizio Costanzo di Genova, per avere per primo inventato negli anni ’70 i Talk Show sulle reti private delle prime emittenti libere (di cui era stato autentico pioniere nazionale nel 1974), e di cui è tuttora conduttore, avendo fatto nel suo sessantennale percorso professionale un po’ tutto l’arco costituzionale delle TV private genovesi e liguri.

“Riandare agli anni felici, quando Genova era vibrante, culturalmente avanzata, economicamente in primo piano. La città viveva di porto, navi, acciai, società petrolifere, trading, ancora non schiava del tradizionale e conservativo ‘maniman’ (termine dialettale intraducibile, che in italiano si può rendere approssimativamente con un “non sia mai che succeda qualcosa….”). I poteri forti si radunavano attorno ai tavoli di club esclusivi, nei locali alla moda della Riviera (più di Levante che di Ponente) e tra le mura amiche delle ‘case’ (spesso ville patrizie) per feste di famiglia e private” spiega nell’introduzione Sirianni.

Quasi per miracolo, a volte facendo acrobazie ma comunque sempre risultando presente – e non sempre su invito esplicito dei padroni di casa… - Pillola riusciva spesso ad essere testimone esclusivo di questi incontri più o meno ufficiali, che fissava nei suoi impareggiabili scatti sovente arditi, talvolta rubati, sicuramente originali.

Illustrati sono così tanti nomi ‘bellissimi’ dell’establishment genovese (di cui molti hanno tuttora le proprie discendenze al vertice della classe dirigente). “Quella meravigliosa Genova” riporta a noi i grandi imprenditori, i politici, gli amministratori, le donne e gli uomini dello spettacolo, le feste nelle lussuose case, i compleanni dei bimbi, i grandi balli, i personaggi del Lido e altre curiosità attraverso bellissime immagini nelle quali i protagonisti appaiono sempre eleganti e composti.

Grande dunque può essere considerata la fortuna, sia per chi aveva vissuto in prima persona quegli episodi felici e ora gradisce rivedersi a distanza di mezzo secolo, ma ancora più a chi per motivi anagrafici o semplicemente di ‘casta’ ne era stato escluso, di poter oggi apprezzare questo patrimonio fotografico, di cui S2S anticipa solo pochissime istantanee.

Il merito di avere convinto Pillola a pubblicare parte del suo archivio segreto lo si deve ad un manipolo di cinquantenni – il notaio Federico Solimena, l’armatrice Alessandra Grimaldi, l’agente marittimo Alfonso Clerici e lo spedizioniere Fabrizio Parodi – i quali con una diplomatica azione ai fianchi ma soprattutto con una dispendiosa ricognizione e rassegna di tutto lo scibile fotografico disordinatamente accumulato da Pillola in sei decenni di attività, hanno potuto dare un contributo essenziale (non solo con le proprie forze fisiche) alla divulgazione di tali accattivanti contenuti.

La pubblicazione è stata lanciata una prima volta – invero senza troppi clamori – alla fine dello scorso anno, durante un incontro pubblico al Palazzo Ducale alla vigilia di Natale - ed è ancora disponibile nelle librerie meglio fornite dall’editore concittadino De Ferrari.

Ma la ‘saga’ del fotoreporter più conosciuto (non necessariamente il più abile) di Genova non finisce qua. Pillola, che è tuttora in incessante attività, nelle ultime pagine del libro si è infatti formalmente impegnato ad un attesissimo sequel: “Questa straordinaria cavalcata di foto ha commosso il mio archivio, che mi ha infatti chiesto di continuare a tenerlo aperto, anzi di spogliarlo delle altre centinaia di scatti che custodiva gelosamente. Sono le foto che raccontano la storia della nostra città, dei suoi personaggi, del suo lavoro, dei suoi drammi e dei suoi successi, dei suoi tramonti e delle sue bellezze durante quasi 60 anni” scrive il fotografo. “Grazie agli amici che mi hanno spinto a questa prima avventura, sto già lavorando per altri volumi, per proseguire nella riscoperta di quella da tutti amata ‘meravigliosa’ Genova che speriamo – come ha promesso il Sindaco – torni ad essere tale anche nei prossimi 60 anni”.

 

Angelo Scorza

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