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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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24/11/22 11:04

Che idea quella degli appartamenti galleggianti autopropulsi e autosufficienti!

Tra gli investitori di ArkUp Livable Yachts, una start-up di Miami, anche Giampiero Soncini, che ha messo a frutto il suo know-how in ambito navale

di Angelo Scorza

 

Il payoff di ArkUp è ‘Avant-gard life on water’: vita d’avanguardia sull’acqua, perché suo scopo principale è mostrare una vita sostenibile del futuro, basata sull’acqua e sull’innovazione marina.

L’iniziativa è nata da due giovani francesi, Arnaud Luguet e Nicolas Derouin, entrambi residenti a Miami, Florida, nel 2016; di qui è partito un ‘rivolo’ tricolore a fomentare adeguatamente l’impresa.

 “L’idea di ArkUp Livable Yachts mi piacque sin dall’inizio, per cui diventai il primo investitore curando la parte ‘navale’, dato che si trattava di costruire una villa galleggiante - ve n’erano già diverse in circolazione - ma autosufficiente (ovvero con una propria produzione di energia elettrica ed acqua), autopropulsa, di grosse dimensioni e costruita con il principio del jack-up rig, ovvero con 4 gambe idrauliche che le permettessero di sollevarsi dall’acqua in bassi fondali” spiega a Ship2Shore Giampiero Soncini, manager e imprenditore spezzino (con origini emiliane) a tutto campo con la sua KZM Ltd, nome molto conosciuto in ambito di forniture navali di tecnologie stato dell’arte nelle sue svariate militanze in corporation specializzate intorno al mondo lungo 50 anni di carriera.

“Per il design, ci siamo rivolti a Koen Olthuis, architetto olandese che con il suo Water Studio è considerato un po’ il Renzo Piano delle costruzioni sull’acqua. Mentre la parte ingegneristica è stata curata da Arnaud, la parte gestionale da Nicolas e la parte navale dal sottoscritto”.

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La ‘barcasa’ è una dimora galleggiante mobile, che può ormeggiare ovunque (non solo presso il molo di un marina) e si può adattare ai cambiamenti climatici e all’innalzamento dei mari, problemi assai sentiti nell’attualità del XXI secolo. Da chi la produce viene pubblicizzata come un’abitazione che è un mix, unendo l’arte di vivere francese, la tradizione marittima olandese e tecnologie moderne di ‘smart automation’, essendo dotata di un sistema idraulico che le permette di sollevarsi su delle palafitte che possono essere dispiegate a una profondità di 6 metri per evitare onde elevate; e con pannelli solari da 36 kW e fino a 1.000 batterie che secondo i progettisti sono sufficienti a rendere la casa autonoma anche senza collegamenti alla rete.

L’acqua piovana viene raccolta dal tetto e purificata per renderla potabile; per internet, tv, telefono e radio vengono utilizzati diversi sistemi di comunicazione. La casa è azionata da una coppia di propulsori azimutali elettrici da 100 kW che le consentono di raggiungere 7 nodi di velocità.

Il primo ‘vascello residenziale’ ArkUp 1 ha avuto lo scafo costruito in Olanda, con arredo dalla brasiliana Artefacto, e poi trasferito su una nave multipurpose in Florida dove è stato ultimato e presentato al pubblico al Miami Boat Show del 2019, registrando un successo incredibile. “Abbiamo avuto centinaia di articoli su tutti i giornali del mondo, Cina compresa. E sia National Geographic che Netflix ci hanno dedicato uno speciale” ricorda con entusiasmo Soncini, che poi passa allo ‘scandaglio’ il progetto. “Il concetto è quello di creare - soprattutto sulle zone costiere minacciate dall’aumento del livello delle acque - delle ville in grado di autosostenersi, di spostarsi, senza rinunciare alla sicurezza (resistono fino a venti di 270km/h e a uragani forza 4, mentre a forza 5 devono essere ormeggiate ad un molo) ed al lusso, in quanto si tratta comunque di ville su due piani, di spazio totale di 440mq di cui 270mq interni e 170mq esterni. Visto il successo sul mercato, il concetto si sta ora espandendo verso interi villaggi e città su acqua, ristoranti, hotel e così via”.

Anche se pare che un problema potrebbe essere quello della produzione in serie, a fronte di una domanda crescente, perché non si trovano in giro per il mondo molti cantieri in grado di eseguirne la realizzazione di quello che a prima vista è niente più di un parallelepipedo di vetri e terrazze.

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“Abbiamo due tipologie di ville: quella ‘standard’, che costa 5.5 milioni di $, nonché villette più piccole, non autopropulse e senza le ‘gambe’, che costano dai 600.000 $ fino a 1 milione di $, a seconda degli interni scelti per l’arredo; sotto questo profilo la villa viene realizzata customizzata in base alle esigenze del cliente come design interno ed esterno, rifiniture e dotazioni tecnologiche”.

Dopo aver immediatamente ‘bucato’ il mercato nel suo esordio a Miami tre anni fa, ArkUp ora si attende un boom anche fuori dagli States.

“Per ora abbiamo venduto solo negli USA, ma ovviamente speriamo di vendere in Europa in paesi ricchi di corsi d’acqua ideali (fiumi, fiordi, laghi), in Asia ed ovviamente nel GCC, dove c’è già un enorme interesse per ciò che facciamo” conclude Soncini, che ha da poco festeggiato mezzo secolo di carriera nello shipping, di cui la prima metà in ambito istituzionale (14 anni in Marina Militare e 12 nella NATO) e la seconda metà nell’impresa privata (Xantic, SpecTec, Volaris, IB Marine).

Il business plan di ArkUp  Livable Yachts è davvero ambizioso, e punta ad applicazioni in svariati ambiti: beach club con piscina, arena di intrattenimento, ristoranti, condomini modulari, resort turistici ecc.

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