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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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25/03/20 16:09

Certificazioni navali, nella giungla delle proroghe arrivano le ispezioni da remoto

La diffusione del Coronavirus comporta ritardi anche in questo campo. Rina, d’Amico e Registro Liberiano avviano un’operazione pilota

Come è avvenuto nel caso dell’installazione degli scrubber, con diversi armatori che si erano rivolti a cantieri di Paesi poi colpiti duramente dall’epidemia di COVID-19 con conseguenti ritardi, l’incerta situazione dello shipping a livello globale investe anche il campo delle certificazioni navali, con l’impossibilità in taluni casi di rispettare le scadenze per evidenti motivi di forza maggiore.

Per questo sono state introdotte alcune proroghe, di diversa durata a seconda del campo di applicazione. Per quanto riguarda la certificazione statutaria, le navi rientranti nell’ambito di applicazione della SOLAS (la convenzione IMO per garantire la salvaguardia della vita umana in mare) potranno ottenere un’estensione della validità di questo certificato per un periodo non superiore ai 3 mesi, per consentire all’imbarcazione di raggiungere un porto dove sia possibile la visita ‘on site’.

Per le navi rientranti nell’ambito di applicazione del DPR 435/91 bisogna fare riferimento all’articolo 8 della legge 616/62: “La validità dei certificati di sicurezza o di idoneità può essere prorogata dall’Autorità marittima per un periodo non superiore ad un mese”. L’articolo citato prevede, inoltre, che se la validità di uno dei certificati di sicurezza o idoneità scade quando la nave si trova in un porto estero, l’Autorità Consolare può prorogarla per un periodo non superiore a cinque mesi al fine di permettere alla nave di completare il viaggio per l’Italia. In tale contesto viene precisato che qualora l’Autorità Consolare non sia raggiungibile, la proroga sarà rilasciata dall’Autorità Marittima competente in Italia. A tal riguardo sono in corso valutazioni di ordine tecnico-giuridico per valutare la possibile estensione - limitatamente al periodo di emergenza – delle disposizioni contenute nella Regola 14(e) della SOLAS 74 come emendata anche per le navi non ricadenti nell’ambito di applicazione della stessa. Il decreto Legge del 17 marzo scorso, comunque, prevede in questo ambito una proroga sino al 15 giugno 2020 come previsto dal comma 2 dell’articolo 103.

Infine, per le navi rientranti nell’ambito del Decreti Legislativo 45/2000 trova applicazione l’articolo 8 che al comma 2 prevede che “la validità del certificato può essere prorogata dalle Autorità marittime per una durata massima di un mese a decorrere dalla data di scadenza del certificato stesso”. A seguito di specifico quesito, la Commissione Europea ha accettato la proposta che possano essere applicate - giustificandone adeguatamente i motivi – le disposizioni contenute nella Regola 14(e) della SOLAS 74 come emendata, ovvero la concessione di una proroga della certificazione unionale da 1 a 3 mesi.

Per quanto riguarda la certificazione di classe, la Associazione Internazionale delle Società di Classificazione Navale (IACS, International Association of Classification Societies) considera il COVID-19 come situazione di forza maggiore e quindi ogni singolo caso viene gestito a sé dall’ente di certificazione, in consultazione con l'Autorità di Bandiera per gli aspetti statuali. Ogni qualvolta venga richiesta una proroga di classe è prevista una visita occasionale a bordo, non sempre possibile visto il quadro generale della situazione.

In questo scenario il RINA ha dato il via alle visite ispettive da remoto, approfittando dell’apertura arrivata in tal senso dal Registro Navale della Liberia (LISCR), secondo al mondo per grandezza. In un’operazione pilota, sarà d’Amico a sfruttare i vantaggi di questa tecnologia sulla sua flotta.

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“Il settore dello shipping sta affrontando una sfida senza precedenti e sente su di sé la responsabilità di garantire il normale andamento del commercio internazionale anche durante questa crisi. Per assicurare la continuità delle operazioni, proteggere il personale dal rischio di esporsi al virus e migliorare l’efficienza delle ispezioni sulle navi, è vitale essere flessibili e adattare le procedure alla situazione. La tecnologia RINA, ben rodata e affidabile, facilita le normali operazioni sulla nostra flotta, rendendo accessibili le navi quando lo spostamento dei surveyor è quasi impossibile”, ha commentato Alfonso Castillero, COO di LISCR.

RINA ha iniziato a sperimentare le ispezioni da remoto nel maggio 2019, nell’ambito di un più ampio progetto di digitalizzazione dell’azienda. Le soluzioni digitali comprendono ispezioni, registri bordo elettronici, training con la realtà virtuale e, in generale, tecniche di verifica da remoto. Dal maggio 2019 al febbraio 2020 RINA ha effettuato circa 300 ispezioni da remoto, mentre per il marzo 2020 ci si attende un deciso aumento delle richieste, con più di 60 ispezioni in programma. “Oltre agli strumenti per la remote inspection come droni e ROV, utilizziamo anche un sofisticato set con telecamera da applicare su un casco protettivo e una nuova app per lo smartphone. Quest’ultima è molto apprezzata, perché una volta scaricata sul cellulare gli ispettori del RINA possono prendere il controllo del dispositivo e ispezionare la nave attraverso un ingegnere del posto”, ha spiegato Nello Sulfaro, CEO di RINA Services.

Sulla stessa lunghezza d’onda Salvatore d’Amico, Fleet Director dell’omonima compagnia di navigazione: “Ormai da anni, il Gruppo d’Amico collabora con RINA per applicare all’industria dello shipping la tecnologia, che in questo momento più che mai, si rivela indispensabile per ispezionare le navi a distanza quando la possibilità dei tecnici di andare a bordo è estremamente limitata”.

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