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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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30/07/18 03:58

Caso Merlo-MSC, spazzato via ogni divieto

Dopo i casi Bettolo e Napoli Dry Docks, anche le Universiadi certificano l’inutilità della delibera Anac. Ma non tutti concordano

Non c’è nemmeno bisogno di attendere il Tar: che i giudici a novembre la annullino o meno, la delibera Anac sul caso Merlo-MSC e la legge italiana sul pantouflage sono carta straccia, almeno per buona parte della pubblica amministrazione.

A certificarlo è quanto sta avvenendo in relazione alle Universiadi in programma a Napoli nel 2019. Si ricorderà, infatti, che fu il commissario governativo preposto a quell’evento, Luisa Latella a richiamare il divieto per la pubblica amministrazione di contrattare con MSC e sue emanazioni, negando la possibilità di sottoscrivere un contratto di noleggio della MSC Lirica (aggiudicatasi il relativo bando per l’alloggio degli atleti.

L’Anticorruzione a marzo scorso aveva accertato che l’assunzione dell’ex presidente dell’Autorità Portuale di Genova Luigi Merlo da parte di MSC avvenuta nel gennaio 2017 configurava un caso di pantouflage. La norma sul pubblico impiego vieta ad un privato di assumere il funzionario di un’amministrazione che abbia esercitato nei suoi confronti provvedimenti autorizzativi e concessori. Inoltre la legge dispone, accertata la violazione, il divieto triennale per il privato in questione di contrattare con l’amministrazione pubblica. Da cui la decisione di Latella.

Mentre sulle Universiadi scoppiava il finimondo per le difficoltà organizzative legate anche alla sistemazione degli atleti, il Tar respingeva la richiesta di MSC di sospendere la delibera Anac. Intanto però, proprio l’Authority presieduta da Raffaele Cantone – notoriamente nel mirino della componente leghista del nuovo esecutivo – del più importante caso di pantouflage dell’amministrazione pubblica italiana cominciava a sottolineare a più riprese (persino nella relazione annuale al Parlamento) soprattutto la mancata individuazione da parte della norma “dell’autorità competente a garantire l’esecuzione delle conseguenze sanzionatorie”. Come dire, noi possiamo anche accertare la violazione ma non sta a noi eccepire se un’amministrazione deciderà di contrarre con MSC.

Di fatto un via libera a quel che effettivamente accadrà appunto con le Universiadi. Ammesso che si tengano (il Governo, irritato dalla fermezza di Regione e Comune sulla data del luglio 2019, si è appena sfilato passando la palla agli enti locali) la Regione ha già fatto sapere che la soluzione navi e il noleggio di MSC Lirica (e di alcuni traghetti GNV, la procedura è in sospeso) sono la prima scelta, mentre Latella, per la quale “nulla è cambiato” in merito alla possibilità di firmare il noleggio, è stata silurata.

Altri amministratori pubblici, del resto, avevano interpretato antiteticamente delibera e divieto. È il caso dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale di Genova e Napoli, Paolo Emilio Signorini e Pietro Spirito, che nelle scorse settimane hanno firmato atti concessori con società controllate da MSC (Consorzio Bettolo in Liguria, Napoli Dry Docks in Campania). Più che sufficiente per i presidenti dei due porti, evidentemente, l’acrobazia sillogistica sul pilatismo di Anac: se non può esserci sanzione, non può esserci divieto.

Una lettura che, anche senza esser giuristi, suona più come “se non c’è il vigile, possiamo andare a 180”. Anche perché, e il Tar lo ha confermato negando la sospensiva della delibera Anac chiesta da MSC, “per il divieto a contrarre, deve comunque darsi a luogo a pronunce della pubblica amministrazione che possono essere oggetto di successive impugnative”. Il divieto, cioè, può esser fatto valere in tribunale. Dove un amministratore pubblico dovrebbe fare il possibile per non finire.

“L’impugnativa è ammissibile, ma dovrebbe essere un’Autorità portuale, in autotutela, ad annullare questo atto prima che i revisori lo contestino. O, peggio, qualche procura” spiega uno dei più quotati amministrativisti di Genova, docente universitario di lungo corso, che preferisce restare anonimo data la portata del caso. Valutazione condivisa da un ex revisore dei conti di un’Autorità portuale italiana: “La norma va certamente interpretata, come fatto da Latella, nel senso che, accertata la violazione, deve essere la pubblica amministrazione stessa ad esercitare il divieto. Se capitasse a me, segnalerei certamente atti del genere, che hanno evidenti ricadute erariali”.

 

Andrea Moizo

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