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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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31/07/18 17:54

“Caro Presidente Conte ti scrivo”

Lettera aperta di Lamberto Tacoli (Nautica Italiana) al nostro Premier per scongiurare che i dazi di Trump penalizzino l’export tricolore di yacht negli USA

Ha preso letteralmente carta e penna Lamberto Tacoli, presidente di Nautica Italiana – riconfermato al timone per un ulteriore triennio all’ultima tornata di fine giugno 2018 all’assemblea di Milano – per redigere un appello al nostro Premier, impegnato in visita ufficiale negli Stati Uniti.

Scopo dichiarato della missiva è quello di scongiurare che i dazi di Trump penalizzino l’export tricolore di yacht negli USA; quel che sarebbe una vera beffa, considerando come l’industria della barche da diporto di lusso sia uno dei carri più vincenti della nostra attuale economia nel contesto internazionale.

“Signor Presidente, mi pregio di scriverLe, a nome di Nautica Italiana, Associazione che rappresenta le principali aziende italiane del comparto nautico, significative del 80% del valore della produzione cantieristica. In occasione del suo storico incontro con il Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump, mi rivolgo a Lei per condividere un appello a proteggere l’export della nautica italiana, che riguarda centinaia di milioni di euro di imbarcazioni da diporto, componentistica ed accessori, prodotti da aziende italiane e commercializzati negli USA” è il preoccupato incipit di Tacoli, lesto a manifestare le propri ansie.

“Purtroppo, le notizie riguardanti l'applicazione di possibili dazi, che in questo momento vedono contrapposte Usa ed Europa, hanno messo in allarme i mercati, le Aziende, e i distributori, da una sponda all'altra dell'oceano, turbando un delicato equilibrio che si sta ricreando dopo anni di crisi profonda. Val la pena ricordare che le Aziende italiane produttrici di yacht sono in assoluto leader mondiali, ed esportano mediamente il 90% della loro produzione. Il mercato USA rappresenta il 45% del valore di tale export. Parliamo di un comparto, quello nautico, che solamente in Italia genera un volume d'affari di oltre 4 miliardi di euro compreso l'indotto, che imprime un effetto volano non solo sulle coste ma sull'intero territorio nazionale, occupando, tra addetti interni ed esterni, della fornitura e della sub-fornitura, oltre 70mila unità lavorative”.

Ed ecco il monito del leader di Nautica Italiana, affiliata ad Altagamma, nata nel 2015 su iniziativa di importanti brand italiani per garantire rappresentatività al Made in Italy nautico, che conta oggi 110 aziende associate, con fatturato globale di 1,8 miliardi di euro e 4 mila addetti diretti.

“Se i dazi al momento minacciati dovessero effettivamente applicarsi anche nei confronti delle importazioni nautiche dall'Europa, ciò recherebbe un danno incalcolabile non solo all'industria nautica italiana, ma anche alla filiera USA, considerando che gran parte della rete distributiva commerciale e dei siti dedicati ai servizi e all'assistenza negli Stati Uniti, sono gestiti da imprenditori e addetti americani. Troppo spesso la Blue Economy, e con essa la nautica, pur costituendo un asset strategico del Made in Italy, fa meno notizia rispetto ad altri settori, come ad esempio l'automotive. In tal senso, auspichiamo che la sensibilità del Governo da Lei presieduto abbia a cuore anche le sorti del nostro settore”.

Tacoli rammenta di avere avuto modo di apprezzare in un recente convegno a Palermo l’attenzione del Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi “le cui parole sono per noi motivo di fiducia nell'azione che l'Esecutivo svolgerà per assicurare pieno sostegno ad un'importante componente dell'economia del Paese, troppo spesso trascurata” conclude amaramente Tacoli. 

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