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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/07/18 15:35

Cantieristica navale, la ripresa c’è ma non per tutti

Al fianco del boom delle navi da crociera e alla crescita delle costruzioni di navi da ricerca, rimane in stallo l’offshore, mentre per i traghetti si intravede una crescita moderata

Se il 2017 è stato definito da Assonave l’anno della ripresa selettiva, la ragione risiede principalmente nel diverso andamento dei segmenti del mercato delle nuove costruzioni navali.

Nella sua relazione, il presidente Petrone li ha passati in rassegna, fornendo per ognuno di essi un quadro che ha tenuto anche conto delle prospettive future, cominciando con le prospettive per navi per trasporto merci.

Iniziando con le portacontainer, i volumi di nuove costruzioni nel 2017 risultano in crescita e l’incremento della domanda, insieme alla buona disponibilità di offerta, fa prevedere un trend di crescita a medio e lungo termine, trainato dalla crescita economica. In miglioramento risulta anche il mercato delle portarinfuse, sebbene in questo caso si prevede che, a causa della persistente sovraccapacità, i nuovi ordini di petroliere e navi cisterna a GNL cresceranno ai relativi incrementi di traffico via mare.

Riguardo i segmenti non cargo, oltre a prevedere un elevato livello di demolizione di pescherecci, e un conseguente incremento delle nuove costruzioni, nella sua relazione Assonave ipotizza una ripresa anche degli investimenti in mezzi per esplorazione e ricerca sismica, così come per le navi oceanografiche di ricerca, i cui ordini saranno sostenuti sia dalle più mature economie occidentali (per via dello svecchiamento delle flotte) sia dalle economie emergenti, nella loro ricerca di nuove fonti energetiche e materie prime. Insieme queste dinamiche dovrebbero garantire una domanda di nuove costruzioni per i prossimi 10-15 anni. Al contempo, grazie alle opportunità di sfruttamento dell’Artico, si creerà una domanda di nuove e più avanzate navi speciali rompighiaccio.

Passando alle navi passeggeri, relativamente ai traghetti nel 2017 la domanda mondiale è stata pari a circa 560mila tonnellate di stazza lorda compensata (-16% sul 2016), con 11 ordini per mezzi superiori ai 150 metri di lunghezza, 20 per mezzi tra i 100 e i 150, e 32 per unità inferiori ai 100 metri. Il portafoglio ordini per ferry superiori ai 150 metri ammontava a fine 2017 a 17 mezzi, di cui 8 a GNL. Nel complesso secondo Assonave la domanda di nuove costruzioni è in leggera ripresa, e, nonostante si tratti di un mercato maturo, anche la previsione è quella di un moderato aumento della domanda di nuovi mezzi, a causa dell’attuale livello di obsolescenza della flotta. A conferma di questa affermazione il primo trimestre del 2018 ha visto 9 nuovi ordini per mezzi superiori ai 150 metri, uno per una unità tra i 100 e i 150 metri e 15 ordini nel segmento inferiore ai 100.

Risulta evidente a tutti invece il boom del mercato delle navi da crociera. Il 2017 ha registrato ordini per 23 navi con stazza lorda superiore a 10.000 tsl (contro le 25 del 2016), per un totale di 71.200 letti bassi (45.162 nel 2016).  Del totale, 12 commesse sono state acquisite (contando anche i MOA) dalla sola Fincantieri insieme alla controllata Vard. Il portafoglio ordini a fine 2017 contava il numero record di 80 navi (225.600 mila letti bassi) pari a oltre 9 milioni di tsl, contro i circa 4,2 milioni del 2007, anno ‘picco’ dell’era pre-crisi.

Il trend di mercato si è confermato anche nel primo trimestre 2018, con 8 ordini di navi con stazza superiore alle 10.000 tsl (mentre due sono state le unità in consegna). Includendo anche i MOA il portafoglio ordini comprendeva 84 navi, pari a oltre 230.000 letti bassi.

Quanto al futuro, si prevede che l’attuale livello di crescita permanga nel breve-medio termine, mentre per il lungo periodo bisognerà considerare anche fattori come stabilità politica, tendenze generali del turismo internazionale, crescita economica, prezzo del petrolio, e sviluppo della popolazione abbiente.

Passando poi al segmento delle navi offshore al servizio dell’industria oil&gas, secondo Assonave l’aumentato prezzo del petrolio ha portato a una ripresa delle attività offshore e all’avvio della correzione dell’over-supply degli ultimi anni, che però ancora non ha generato un’apprezzabile domanda di nuovi mezzi: nel 2017 non sono stati registrati infatti ordini di rigs e supply vessels, ad eccezione di pochi OSV di modesta dimensione. Non sono però molto rosee le prospettive per il futuro di lungo periodo: secondo l’associazione, il fattore chiave per la domanda di nuove costruzioni rimarrà il prezzo del petrolio e soprattutto la ratio tra tale prezzo e i costi di estrazione e di produzione. Oltre a queste variabili, soggette a volatilità, continueranno però a pesare anche la crescente presenza di ordini speculativi e lo scarso stato di regolamentazione del mercato, fattori che faranno sì che questi “picchi e crolli potranno ripetersi anche in futuro”.

Tuttavia, grazie al petrolio tornato stabilmente sopra i 60 dollari al barile, secondo l’associazione nel breve periodo “i nuovi ordini torneranno, anche se molto probabilmente a livelli ben più ridotti rispetto all’ultimo decennio, e con estrema differenziazione da segmento a segmento”. Detto questo, anche il primo trimestre 2018 ha confermato la situazione di stallo, con nessun ordine di rig e solo due per unità OSV.

Nel segmento militare sono invece stati perfezionati ordini per circa 16 miliardi di euro (66 unità) contro i 12,9 (60 unità) del 2016 (+31% in valore).  La domanda mondiale è stata caratterizzata dal perfezionamento di programmi indirizzati per la quasi totalità a costruttori domestici, mentre nel 2016 il 66% in valore delle commesse era riconducibile a mercati export. Nel primo trimestre del 2018 sono stati perfezionati ordini per un valore di circa 8,0 miliardi (43 unità), per il 57% in valore riconducibili al mercato domestico.

Infine, la nautica da diporto: Assonave, sulla base dei dati di Nautica Italiana, riferisce di una crescita dell’11% nelle vendite di imbarcazioni di nuova costruzione, un +19% nel fatturato complessivo e un +13% nel valore della sola produzione cantieristica, per un totale di 22,9 miliardi di euro (contro i 20,6 miliardi del 2016). Il portafoglio ordini mondiale di imbarcazioni oltre i 30 metri di lunghezza ha raggiunto nel 2017 le 314 unità (+10,2% rispetto al 2016), delle quali quasi la metà (49%) sono state appannaggio di cantieri italiani.

Relativamente ai soli megayacht (oltre i 60 metri) lo scorso anno sono stati perfezionati 13 ordini (contro i 17 del 2016), dato in flessione per il terzo anno consecutivo, e solo uno di questi ha riguardato un mezzo oltre i 100 metri, mentre sono stati consegnati 18 mezzi.

Il trend nel primo trimestre 2018 appare in ripresa, con 7 nuovi ordini (contro i 3 dello stesso periodo dell’anno precedente), di cui però un solo mezzo supera i 100 metri. Nel complesso a fine trimestre il portafoglio ordini contava 99 mezzi, 55 per unità di dimensioni comprese tra 60 e 79,9 metri, 28 unità di dimensioni comprese tra gli 80 e i 100, e 16 unità di lunghezza superiore a 100 metri.

Nel complesso, secondo Assonave il mercato della nautica da diporto sta consolidando la ripresa, rimanendo un po’ più fiacco solo per le grandi e grandissime dimensioni.

F.M.

TAG : Cantieri
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