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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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25/03/20 16:17

Bocciatura in extremis per l'ipotesi nave ospedale ad Ancona

Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha annunciato che Palaindoor della città è stato ritenuto più adatto ad ospitare i malati di coronavirus

Sembrava mancare solo l'ufficialità alla decisione di approntare un ospedale di emergenza a bordo della AF Claudia. La soluzione è stata invece scartata dalle autorità dopo il sopralluogo a bordo condotto ieri, a vantaggio del Palaindoor, palazzetto dello sport della città, che alla fine è stato ritenuto più adatto.

A darne notizia è stato ieri sera il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, in autoisolamento perché nei giorni scorsi è stato a contatto con Guido Bertolaso (risultato positivo al Covid-19), che ha condotto la fase di analisi e valutazione insieme a Patrizia Arnosti: “È di poco fa la comunicazione dello staff di Guido Bertolaso, che ha annunciato che la nuova struttura dedicata ai 100 posti letto di terapia intensiva sarà realizzata al Palaindoor di Ancona". L'impianto è stato "sia per la sua collocazione strategica, sia per il fatto che questa dispone di una impiantistica più facilmente adattabile alle esigenze sanitarie rispetto all'ipotesi della nave" ha aggiunto Ceriscioli.

L'ipotesi di utilizzare il traghetto di Adria Ferries come ospedale aggiuntivo per la gestione dell'epidemia da coronavirus era emersa nei giorni scorsi, al fianco di altre come appunto il Palaindoor, alcuni terminal passeggeri dismessi dell'aeroporto, e due strutture in area portuale, ovvero l'ex Tubinar e l'ex Carbonile, che comprende un magazzino da 10mila metri quadrati in concessione al gruppo Frittelli Maritime Group (FMG) dell'imprenditore Alberto Rossi, cui fa capo anche la stessa Adria Ferries.

La 'soluzione galleggiante' piaceva per l'ampiezza degli spazi a disposizione, perché già adatta sia dal punto di vista della capacità dei gruppi elettrogeni, sia degli impianti di aerazione, ma anche per via del suo possibile riposizionamento futuro in altri scali della Penisola (e non), quando dovesse venire meno la fase acuta dell'emergenza di Ancona e delle Marche. Alla stampa marchigiana Alberto Rossi ha spiegato che però l'incertezza rispetto alla durata dell'emergenza, così come il fatto che non ci potessero essere rassicurazioni rispetto a un successivo riutilizzo della nave in altri porti (e quindi non fosse possibile approntare un piano in questo senso) hanno portato a scartare questa ipotesi.

 

F.M.

 

 

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