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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/03/20 18:55

Blocchi alla frontiere, ora anche la circolazione delle merci è a rischio

Appello di ESPO e ALIS alla Comunità Europea. Nel mirino Croazia, Slovenia, Austria e Ungheria

Le immagini dei massi posizionati in fretta e furia in una delle strade di confine secondarie fra l'Italia e la Slovenia rischia di essere la rappresentazione plastica delle difficoltà a trasportare merci da un Paese all'altro, anche all'interno dell'Unione Europea.

La sospensione del trattato di Schenghen (libera circolazione di beni, servizi e persone all'interno del territorio comunitario) rischia di creare serie ripercussioni su tutta la catena logistica, e quindi anche sull'approvigionamento dei beni di primaria necessità. ALIS, l'associazione che riunisce le imprese della logistica sostenibile, ed ESPO, l'associazione dei porti europei, lanciano l'allarme: "La Comunità Europea si dia da fare affinché sia garantita la libera circolazione delle merci".
"Il trasporto merci, ritenuto ad ogni livello un settore strategico e fondamentale per non fermare il Paese e per garantire l’approvvigionamento dei beni essenziali, da quelli sanitari a quelli alimentari, sta già affrontando notevoli criticità legate all’emergenza da Covid-19. A ciò si aggiungono da giorni i blocchi alle frontiere disposti da alcuni Paesi, che non permettono così il regolare flusso delle merci italiane e che ostacolano pertanto anche la salvaguardia della sicurezza", spiega il Direttore Generale di Alis Marcello Di Caterina, facendo riferimento in particolare ad Austria, Slovenia, Croazie Ungheria.
“Apprezziamo che il Governo italiano abbia immediatamente fatto sentire la propria voce, attraverso l’intervento diretto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli coordinato con la Farnesina e con gli altri Ministeri interessati. Prendiamo inoltre atto delle Linee Guida adottate dalla Commissione Europea per la gestione delle frontiere in questa fase emergenziale, che - aggiunge il Direttore Generale di ALIS -invitano gli Stati membri a garantire l'integrità del mercato unico delle merci, in particolare delle catene di approvvigionamento, mantenendo naturalmente come obiettivo principale la tutela della salute pubblica dei cittadini europei. Siamo altresì d’accordo nell’individuazione di un’azione collettiva e coordinata a livello comunitario per garantire la libera circolazione e la regolarità dei flussi di trasporto, così come per evitare disposizioni non pre-annunciate ed adottate unilateralmente”.

Del tutto simile la posizione di ESPO. In una nota, l’associazione ricorda come i porti europei stiano facendo quanto possibile per garantire la continuità operativa degli scali, proteggendo i lavoratori dai rischi di un ulteriore contagio da Coronavirus. “Mentre è inevitabile che il movimento delle persone possa essere contingentato e controllato, è essenziale invece che le merci continuino a viaggiare senza limitazioni. I porti europei invitano la Commissione e tutti gli Stati membri a dare priorità a questa necessità, per poter rifornire i punti di distribuzione dei beni essenziali”, riferisce la nota

“Stiamo vivendo momenti eccezionali per tutti, ma è essenziale che la catena logistica continui a funzionare come sempre. Ai porti e agli operatori dei trasporti viene chiesto di continuare a lavorare per garantire gli apporivigionamenti dei beni di prima necessità, ma devono essere messi nelle condizioni di farlo”, aggiunge il Presidente di Espo, Eamonn O’Reilly.

Gli fa eco il segretario generale Isabelle Ryckbost: “Il 90% del commercio con Paesi terzi e un terzo di quello infra comunitario avviene grazie ai porti. In tempi di emergenza, gli scali hanno un ruolo fondamentale per soddisfare i bisogni primari dei cittadini e delle strutture sanitarie. I porti europei hanno intrapreso questa sfida con senso di responsabilità e dovrebbero poter contare sul supporto dell’Unione Europea e degli Stati membri”.

Anche l’EFIP (European Federation of Internal Ports) interviene sull’argomento, invitando le Autorità europee e Nazionali “ a garantire che le frontiere rimangano aperte per il trasporto di merci e facilitino la fornitura ininterrotta di merci attraverso le frontiere. L'EFIP è particolarmente preoccupato per le segnalazioni di restrizioni attualmente in vigore per la navigazione interna tra le frontiere inter-UE. Tali casi di interruzione della catena di approvvigionamento avranno gravi ripercussioni negative in un momento in cui dovrebbero essere mantenute e sostenute”.

 “In questo momento difficile, è necessario adottare le misure corrette per garantire che l'Europa continui a rifornire i propri cittadini e che i porti interni siano fondamentali per queste critiche catene di approvvigionamento europee. Sottolineiamo quindi la necessità che gli Stati membri riconoscano questo ruolo e aggiornino le loro misure e linee guida di conseguenza”, il commento di Friedrich Lehr, Presidente dell'EFIP.

P.R.

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