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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/06/19 18:43

Balzarini fuori dal gruppo Wellard con il benestare di Intesa Sanpaolo

La società australiana non è in grado di rimborsare l’obbligazione convertibile da 20 milioni di dollari emessa nel 2017

Balzarini Mauro (Wellard) FB

Mauro Balzarini non è più il vertice di Wellard e la società australiana che si occupa del trasporto via mare di bestiame vivo è alle prese con difficoltà finanziarie che non le consentono di rimborsare i titoli obbligazionari emessi nell’aprile del 2017 per 20 milioni di dollari. Fra le immediate conseguenze, oltre all’uscita di scena di Balzarini, c’è anche la messa in vendita di una nave della flotta (probabilmente l’ammiraglia Ocean Shearer).

È questo, in estrema sintesi, l’epilogo che riguarda la vita della società australiana di logistica ed esportazioni avviata nel 1979 da Emilio Balzarini, padre di Mauro (la famiglia di origini bresciane ancora oggi ha una partecipazione del 15% in Wellard Group Holdings), e che dal 2015 è stata quotata all’Australian Stock Exchange raccogliendo 289 milioni di dollari. In quei giorni (il debutto al listino borsistico avvenne il 10 dicembre 2015) il valore della singola azione era di 1,39 dollari e la capitalizzazione superava i 550 milioni di dollari mentre oggi il titolo vale 3,9 centesimi e la capitalizzazione supera appena i 20 milioni di dollari.

In una comunicazione pubblica rivolta ai mercati finanziari Wellard ha reso noto dapprima il default a rimborsare il prestito obbligazionario convertibile ottenuto nel 2017 (il cui ammontare residuo è di circa 15,5 milioni di dollari) e poi ha spiegato che sta cercando di approntare un piano di ristrutturazione finanziaria che consentirebbe di fare cassa. Come spiegato dallo stesso presidente esecutivo John Klepec però, non c’è certezza sulla possibilità che questo piano vada a buon fine nel breve periodo. nel frattempo la società non ha potuto fare a meno di interrompere l’accordo di standstilll con gli obbligazionisti (fra questi figurano Black Crane Capital Ltd, Penta Asset Management Ltd e TradeInvest Asset Management Company  Ltd) anche se da parte di quest’ultimi non è stata ancora decisa alcuna azione e si sono detto interessati a negoziare una possibile soluzione ritenuta accettabile. Il tasso d’interesse del titolo obbligazionario è schizzato al 21% annuo mentre originariamente era del 6%.

Oltre a ciò Wellard aveva comunicato nei giorni scorsi al mercato anche che Mauro Balzarini non è più l’amministratore delegato della società né fa parte del team di governo dell’azienda separando per la prima volta dopo 40 anni il nome della sua famiglia dal colosso delle esportazioni di bestiame. Già dal 2017, per la verità, il suo ruolo era stato notevolmente ridimensionato al vertice dell’azienda nonostante avesse mantenuto il ruolo di amministratore delegato.

L’uscita di Balzarini da Wellard è stata possibile, rivela sempre la società in una nota agli investitori, anche a seguito di un accordo fra lo stesso e la società in merito al finanziamento da quasi 60 milioni di dollari che l’istituto di credito italiano Intesa Sanpaolo aveva concesso all’imprenditore di origini bresciane per l’acquisto della nave Ocean Shearer consegnata dal cantiere navale Cosco Dalian nel 2016. Più nello specifico il prestito era vincolato alla presenza dell’imprenditore italiano al vertice della società ma a quanto pare la banca avrebbe acconsentito a non esercitare la clausola che avrebbe imposto il rimborso immediato del finanziamento residuo per effetto del mancato rispetto delle condizioni pattuite.

Dal 2017 il primo azionista del gruppo Wellard è la società cinese Fulida group che detiene una partecipazione azionaria del 24,5% a fronte di un’iniezione di capitale pari a 52 milioni di dollari.

Nicola Capuzzo

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