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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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24/03/20 15:37

Assalto a Solimare anche da chi continua a percepire sovvenzioni

I contributi pubblici a CIN, Siremar e Toremar non sono mutati, sebbene il servizio sia stato ridimensionato. Ma per migliaia di dipendenti si preannuncia il taglio degli stipendi: sindacato sull’attenti, Ministero muto e altri armatori impegnati a chiedere intervento finanziario dello Stato

di Andrea Moizo

 

Si è aggiunta quella di Toremar alle richieste già presentate da diversi armatori (fra cui GNV, Moby, CIN Tirrenia, Siremar) di avviare le procedure per l’attivazione del fondo Solimare per un cospicuo numero dei propri dipendenti (nel caso di specie 205 marittimi e 19 amministrativi), per un totale che, secondo fondi sindacali, supererebbe le 1.200 unità.

Ad eccezione di Moby e Grandi Navi Veloci, le altre sono tutte compagnie che percepiscono una sovvenzione pubblica per buona parte dei servizi che prestano, statale per CIN e Siremar, regionale per Toremar. Per tutte gli oneri legati agli obblighi di servizio pubblico sono già diminuiti o diminuiranno, a partire dal fatto che la Capitaneria, in ragione delle restrizioni al traffico passeggeri legate al coronavirus, ha già acconsentito ad una riduzione delle tabelle di armamento che permetterà agli armatori di sgravarsi in breve tempo dei costi del marittimi in turno particolare. Ancor più significativo, poi, che per le compagnie regionali molte linee siano state sospese o gli orari ridotti.

Meno corse, meno costi ma sovvenzioni invariate (e per giunta già incassate o quasi, dato che è previsto il versamento entro marzo del 70%). Sovvenzioni la cui ratio, naturalmente, è garantire agli armatori, a fronte del servizio di continuità territoriale, la copertura dei costi anche laddove i ricavi da mercato siano fisiologicamente inesistenti, irrilevanti o comunque insufficienti diversamente a giustificare l’effettuazione di un collegamento.

La procedura di attivazione di Solimare, che è un fondo gestito da INPS ma cui contribuiscono solo datori e lavoratori del settore, prevede che le compagnie avviino preliminarmente un confronto col sindacato, anche se l’esito non è vincolante per la decisione da parte dell’Istituto. “I contorni del quadro sono ancora molto indefiniti” commenta Natale Colombo, responsabile nazionale di Filt Cgil per i marittimi: “Gli armatori per gli amministrativi ci hanno comunicato i numeri per i quali si chiede Solimare sul totale degli impiegati, ma non l’hanno fatto per i marittimi, di cui non conosciamo la platea complessiva. Siamo disponibili ad ogni valutazione, ma ci aspettiamo dagli incontri che faremo un’importante integrazione delle informazioni avute finora”.

“Anche l’attuale disponibilità complessiva del fondo è un parametro da valutare. Come senz’altro il tema sovvenzioni statali, sebbene ciò non tolga che i richiedenti siano, come gli altri, contributori di Solimare. Il tutto va poi analizzato anche alla luce degli ulteriori strumenti disponibili per far fronte alla crisi in atto: utilizzo delle ferie pregresse, congedi parentali, etc” aggiunge Salvatore Pellecchia, omologo di Fit Cisl.

Se la cautela è la cifra sindacale a livello nazionale, localmente qualche tensione la si registra, almeno per quel che concerne la riduzione delle tabelle. Una nota di “assoluto dissenso” è stata espressa al riguardo di Toremar dalle segreterie regionali dei sindacati confederali: “La richiesta che ci è pervenuta non è giustificata dalla riduzione del numero dei passeggeri trasportati. Le funzioni delle figure professionali che si vorrebbero ridurre sono collegate al solo esercizio della nave, indipendentemente dal numero dei passeggeri a bordo”. E, argomentata la cosa, la nota ricorda appunto che le unità in questione (6 traghetti) “svolgono servizio di continuità territoriale soggetta a Contratto di Servizio Pubblico con la Regione Toscana, la quale si fa anche garante dei costi per eventi straordinari come la situazione attuale”.

Il Ministero, al solito, tace, mentre compatto, almeno a livello associativo, appare il fronte armatoriale. Una nota di Confitarma (che parla solo dell’associata Siremar) ricorda ad esempio come “il servizio da e verso le Isole Minori della Sicilia è stato fortemente ridimensionato” con conseguente “privazione per Siremar dei ricavi da mercato”. Ma dei costi dice che “rimangono immutati anche se il viaggio sia effettuato per trasportare solo un ammalato o un’autobotte o un carico di derrate alimentari” (il che peraltro è la ratio della percezione di sovvenzione pubblica), dimenticandosi che si abbattono se il viaggio non viene effettuato. Insomma per la Confederazione il tema non si pone e l’obiettivo, per evitare che il plafond venga esaurito, è ottenere, come è stato chiesto al Ministro De Micheli, che vengano integrate le risorse del Fondo Solimare con uno stanziamento straordinario”.

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