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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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11/06/18 08:48

Aponte, le mani sulla città di Genova

Il secondo armatore al mondo scioglie la riserva su Calata Bettolo e firma la concessione, mentre Vago presenta il nuovo mega-gioiello delle crociere MSC Seaview e mette un presidio ancor più forte sulla genovesità della compagnia. Ma per vedere il primo container operato dal Consorzio Bettolo occorrerà attendere sino al 2022. Intanto Schenone approfitta e porta a casa il rinnovo della concessione per il SECH sino al 2045

Genova – Coronando i migliori auspici di Regione Liguria e Comune di Genova, arriva (in extremis) proprio sulla grande torta delle crociere la ciliegina dei container.

La tanto agognata firma di Aponte & C. (Schenone e Soci) sulla concessione ultratrentennale di Calata Bettolo con il Presidente dell’AdSP Paolo Emilio Signorini c’è, e dunque il governatore Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci possono tirare un sospiro di sollievo su quella che rischiava di diventare la grande incompiuta del primo scalo marittimo nazionale (quello che il Governatore ama per l’appunto definire il ‘porto d’Italia’) e andare più rilassati alla cerimonia che li aspetta a Ponte dei Mille.

Tutto come nelle migliori favole imprenditoriali, dunque, il gran pomeriggio genovese dello shipping e della portualità, che ha visto due ribalte limitrofe e complementari.

Quella principale e scenografica della MSC Seaview, il nuovo scintillante mega-gioiello delle crociere che, a dispetto di stazza e numeri impressionanti, grazie anche allo stile Made in Italy del designer che riflette il mantra della compagnia, non è affatto una mostruosità pacchiana come purtroppo spesso accade nelle moderne crociere, al crescere irrimediabile della dimensione e della facilities di bordo verso standard mai raggiunti prima.

E quella minore da ‘scagno zeneize’ ma strategicamente assai più decisiva (per le sorti dell’economia cittadina, pur senza sminuire l’apporto al PIL territoriale delle crociere) di Palazzo San Giorgio, a poche centinaia di metri dall’ormeggio del nuovo colosso turistico dei mari.

Chissà se è servito l’aut-aut posto da Piazza De Ferrari e da Palazzo Tursi solo pochi giorni fa, ovvero se fosse già tutto previsto e si attendesse l’occasione della diretta televisiva per dare l’annuncio auspicato da tutti, che fa seguito a quell’altro di pochi giorni fa sul buon esito della trattativa di MSC con il gruppo Messina.

Sventato dunque, con la firma apposta in calce alla concessione da Diego Aponte  e Franco Zuccarino (MSC Cargo), Giulio Schenone (GIP Gruppo Investimenti Portuali) e Paolo Emilio Signorini (Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale), il rischio paventato che andassero nella discarica i molti denari pubblici riversati su quell’area, e che il porto storico avesse nel bel mezzo la classica cattedrale nel deserto; un mancato utilizzo che, secondo Regione Liguria e Comune di Genova, “avrebbe provocato danni giganteschi alle prospettive di sviluppo dello scalo del capoluogo ligure” (scrivevano in una nota ufficiale le due istituzioni locali), riportando indietro la lancetta del tempo; ricordiamo che la prima cerimonia (poi clamorosamente abortita all’ultimo istante, fatto  che già lasciava presagire i disagi di là da venire) di messa in posa della prima pietra data al 2006. Per realizzare la nuova Calata Bettolo, l'AP di Genova aveva già investito 213 milioni di euro (altri 35 sono a bilancio) mentre 136 milioni li metterà il terminalista concessionario.

Ma – a parte che è sempre bene tutto quel che finisce bene – tra le parti non v’è mai stata una ‘guerra’ o divergenze clamorose, come invece riportato da alcune fonti, bensì solo due visioni differenti; da un lato MSC che vuole investire nel terminal a tutti i costi anche se il Business Plan societario non pare essere così remunerativo dell’investimento; dall’altro soci finanziariamente più accorti come sono certi fondi internazionali i quali prima di dare il disco verde a certi esborsi hanno bisogno di qualche maggiore garanzia circa un ritorno certo sull’investimento prodotto.

È toccato dunque al figlio primogenito del tycoon sorrentino dello shipping mettere la sigla al contratto e ‘dire 33’(gli anni di durata iniziale della concessione), per buona pace della collettività.

Più precisamente, due sono gli atti sottoscritti nell’ufficio del presidente dell’AdSP: il primo riguarda la nuova concessione al Consorzio Bettolo - partecipato da MSC al 65% e da GIP controllata dai fondi Infravia e Infracapital al 35%; formalmente le società operative si chiamano rispettivamente Itaterminaux Sàrl (MSC) e Seber Srl (GIP) - per un nuovo terminal allestito con ulteriori investimenti pubblico-privati che aumenterà sensibilmente la capacità del sistema portuale che fa capo all’Autorità Portuale bicefala di Genova e Savona.

“Il nuovo terminal sarà attrezzato con mezzi altamente tecnologici per ospitare le mega ships” si legge nella frettolosa nota ufficiale di Palazzo San Giorgio. “Dopo oltre quindici anni credo che la sottoscrizione della concessione con Consorzio Bettolo sia una notizia attesa per tutto il porto di Genova”  ha commentato il presidente Signorini. “Il nuovo terminal, al cui lay out abbiamo duramente lavorato nei mesi scorsi,  prevede a regime fino a 800.000 TEUs;nei prossimi anni ci porremo l’obiettivo di raggiungere 500-600.000 TEUs. Sarà un terminal in grado di ospitare navi portacontainer più grandi anche in connessione con i lavori sulla nuova diga, gestito da due soci con una grandissima competenza:, il secondo più grande armatore al mondo e fondi americani, francesi e inglesi in grado di fornire tutte le competenze tecnologiche e il know-how necessario per l’armonizzazione del terminal. Inoltre abbiamo investimenti previsti per l’accessibilità viaria e ferroviaria in grado di non far impattare l’uscita delle merci dai terminal con la viabilità urbana. Nei prossimi due anni lavoreremo duramente per avviare celermente l’operatività”.

Il secondo atto sottoscritto è relativo invece alla proroga per un terminal già operativo chiamato a rinnovare i propri mezzi operativi per far fronte alle grandi navi ‘giramondo’.

“Sono particolarmente contento poter sottoscrivere la proroga della concessione fino al 2045 a pochi giorni di distanza dal compleanno del primo quarto di secolo di SECH; 25 anni sono passati e altri 25  ne abbiamo di fronte” ha dichiarato ancora Signorini. “SECH è un terminalista fondamentale per il porto di Genova con oltre 335.000 TEUs lavorati nell’ultimo anno, un piano di investimenti molto significativo per oltre 120 milioni di euro per i prossimi anni e ricadute positive per l’occupazione già in questa prima fase con nuove assunzioni. Credo che, insieme ad altri provvedimenti che stiamo adottando per il nostro sistema portuale, questo traguardo sia la conferma che il porto è in salute e che operatori validi e nuovi (ricordiamo che SECH ha avuto una transizione importante dalla famiglia che lo ha creato ad un assetto proprietario con nuovi Fondi)  scelgono i nostri porti nel segno di un dinamismo che fa ben sperare per il futuro”.

L’intero complesso territoriale che comprende Calata Sanità(SECH) e Calata Bettolo (Consorzio Bettolo) potrà dunque operare  circa 900 mila TEUs grazie alle sinergie che potranno essere messe in atto come ad esempio la gestione dei parchi ferroviari.

Simili i dati previsionali rilasciati dai due concessionari soci,che sono più precisi anche sulla data di avvio dell’operatività, rimandata al 2022 (dunque circa un ventennio dall’inizio dei lavori): “il terminal avrà una capacità iniziale di 720mila TEUs e sarà equipaggiato con 6 gru di banchina in grado di servire portacontainer con capacità oltre i 20mila TEUs. È previsto che il terminal diventi operativo nel 2022 e serva sia le navi di MSC che i clienti di Seber”.

“L’accordo siglato rappresenta un momento di grande importanza per il sistema portuale ligure, raggiunto grazie alla preziosa collaborazione delle istituzioni locali, che hanno dimostrato di saper fare sistema a beneficio del tessuto economico regionale; non vediamo l’ora di poter contare su un terminal pienamente operativo. Siamo cresciuti del 10% nel primo quarto del 2018, i volumi non mancheranno” ha dichiarato dopo la firma Diego Aponte, Presidente e CEO di MSC Group.

“Lo sviluppo di Bettolo garantirà l’accosto delle grandi navi portacontainer nello scalo ligure e sarà complementare alla nostra presenza nell’adiacente terminal SECH” è stato il più laconico commento di Giulio Schenone, CEO di Gruppo Investimenti Portuali Spa

“È una giornata storica; non vuol dire che il terminal Bettolo domattina inizierà a scaricare i contenitori ma come diceva Mao Tze Tung anche la più lunga delle marce inizia con un passo, che andava fatto e credo sia un passo di non ritorno" esulta invece il presidente della Regione Giovanni Toti, felice di aver sbloccato i tempi della firma con l'ultimatum dato la scorsa settimana ai due soci.

Angelo Scorza

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