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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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28/02/19 15:58

Anche ormeggiatori e operatori intermodali ‘contro’ le alleanze container

In un documento congiunto Feport, ETA, EBA, UIRR e altre sigle hanno chiesto la revoca dell’attuale schema normativo dell’UE che esonera i consorzi dalla normativa antitrust standard

Non solo rappresentanti di spedizionieri e caricatori: ‘contro’ le alleanze tra big del trasporto container – più precisamente: a favore di una revisione del Consortia Block Exemption Regulation dell’UE, che concede alle intese tra liner di derogare rispetto alla normativa antitrust standard - si sono schierate anche altre sigle, rappresentanti di varie attività e funzioni del sistema dei trasporti a livello comunitario.

L’occasione è stata un incontro organizzato alcuni giorni fa a Parigi dall’ITF (l’International Transport Forum), organismo dell’OCSE che sul tema si era già espresso con un report dal titolo “The Impact of Alliances in Container Shipping” in cui criticava l’attuale regolamentazione ritenendola causa di minor varietà di servizi marittimi e di un peggioramento dell’offerta ai caricatori, così come fonte di instabilità nel settore.

Scopo dell’incontro era quello di dare spazio a uno scambio di opinioni e posizioni rispetto allo schema di esenzione, che come noto scadrà nell’aprile del 2020 e rispetto al quale nei mesi passati avevano già dato esplicitato il loro parere negativo CLECAT (la European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services) e le italiane Fedespedi e Confetra.

Anche dal vertice parigino è quindi uscito un documento congiunto che esprime una critica piuttosto ferma all’attuale sistema. Oltre che dalla stessa CLECAT, il testo porta la firma di FEPORT (che rappresenta i terminalisti portuali privati europei, con l’adesione anche di Assiterminal), ETA (EuroTug Owners, che raccoglie le compagnie di rimorchio), European Boatmen Association (l’associazione degli ormeggiatori, che ha tra i soci anche ANGOPI), più vari rappresentanti di operatori dei trasporti fluviali (come European Barge Unione e IWT European Inland Waterway Transport) nonché UIRR (associazione degli operatori intermodali), GSF ed ESC (quest’ ultimi due, rappresentanti e a livello globale ed europeo dei caricatori).

Tutte concordano nel dire che gli sviluppi degli ultimi 5 anni richiedono una profonda revisione della attuale regolamentazione, invariata dal 2009, e nel considerarla obsoleta dato che ormai la maggior parte dei carrier opera all’interno dei consorzi e che la concentrazione di mercato è aumentata.

Allo stesso tempo, le associazioni ritengono anche che quella che dovrebbe essere una “importante condizione” a giustificazione dell’esistenza dell’esenzione, cioè il garantire vantaggi alla clientela, non sia più soddisfatta, così come non è migliorata la qualità né la produttività dell’offerta.

Al contrario, gli utenti dei servizi e i loro fornitori spiegano di soffrire per una situazione di mercato “sbilanciata”. La ovvia conclusione derivante da queste premesse, per le associazioni che hanno sottoscritto il documento, è che la Commissione Europea dovrebbe abrogare l’attuale Block Exemption Regulation (a meno di sottoporla a profonda revisione). Le associaizoni conlucdono la nota affidando le valutazioni alla DG Competition, “guardiano” della corretta implementazione delle regole del Trattato delle regole costitutive dell’Unione Europea.

F.M.

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