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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/11/20 11:27

Anche Maersk e Hapag Lloyd sfuggono al contagio da coronavirus

I numeri del bilancio in continuo miglioramento grazie a noli elevati e blank sailing: il colosso danese chiude il Q3 con un EBITDA in crescita del 39%, quello tedesco nei primi nove mesi del 2020 ha visto il risultato netto crescere di 241 milioni di euro

La politica dei blank sailing, unita a noli elevati e a prezzo del bunker in riduzione continua a fare bene ai profitti dei global carrier. Come nel caso di ONE, anche gli ultimi numeri resi noti da colossi come Maersk e Hapag Lloyd vanno in questa direzione.

Nel terzo trimestre dell’anno il gruppo danese ha visto crescere il suo EBITDA di 39 punti percentuali, portandolo a 2,3 miliardi di dollari nonostante entrate in calo dell’1,4%. “Un risultato – si legge in una nota diffusa da Copenaghen – figlio di un rigoroso controllo dei costi, una gestione agile della capacità di trasporto e di una forte spinta sulla digitalizzazione, oltre che di una ripresa della domanda rispetto al secondo trimestre”.

“Nonostante il coronavirus abbia influiti negativamente per la gran parte delle nostre attività – commenta il CEO Søren Skou – la nostra strategia ci ha portato ad avere guadagni rilevanti e una crescita del flusso di cassa”.

A trainare questi risultati il settore Ocean che, nonostante un calo dei volumi del 3,6%, ha visto un miglioramento della redditività pari a 511 milioni di dollari, con conseguente crescita dell’EBITDA del 25,4%. Le cose sono andate bene anche per la business unit Logistics&Service: i ricavi sono cresciuti dell11%, la redditività del 44%, portando a un EBITDA di 131 milioni di dollari rispetto ai 91 milioni dello stesso periodo del 2019.

Un flusso di cassa di 3 miliardi di dollari (se si considerano i primi nove mesi dell’anno) ha permesso a Maersk di redistribuire liquidità agli azionisti, finanziare acquisizione e ridurre l’indebitamento netto, che si attesta a 10,8 miliardi rispetto agli 11,7 registrati alla fine dell’anno scorso.

“Questi risultati ci consentono di guardare con fiducia alla fine dell’anno – prosegue Skou – anche se rimaniamo consapevoli dell’elevato livello di incertezze che genererà la pandemia anche nei prossimi trimestri”. Al momento, tuttavia, le previsioni per la chiusura dell’anno finanziario restano ottimistiche: Maersk stima di arrivare al 31 dicembre con un EBITDA compreso tra gli 8 e gli 8,5 miliardi di dollari, rispetto alla forbice fra 7,5 e 8 annunciata a ottobre e nonostante un calo della domanda di trasporto containerizzato che dovrebbe diminuire, sempre su base annuale, fra il 4 e il 5%.

Hapag Lloyd ha invece diffuso i dati cumulati del primi nove mesi, che vedono un aumento dell’EBITDA del 20,4% rispetto al 2019. In crescita anche il risultato netto del gruppo, incrementato di 272 milioni di dollari (a quota 605 milioni) in confronto con l’anno precedenti. Scendono dell’1% i ricavi, “fatto da attribuire principalmente agli effetti della pandemia, fra cui un calo della domanda nel secondo semestre e una conseguente diminuzione del 3,5% del trasporto containerizzato”. Il liner tedesco fa sapere anche che i noli medi sono aumentati del 2%, mentre le spese per il trasporto sono diminuite del 6%.

“Abbiamo ottenuto buoni risultati grazie ad una gestione rigorosa dei nostri costi e alla ripresa del mercato nel terzo trimestre – conferma Rolf Habben Janse, CEO di Hapag Lloyd – Tuttavia, la pandemia continua a rappresentare un rischio elevato nel settore della logistica”.
 

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