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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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24/03/20 22:00

Anche Grimaldi Holding e Corsica Ferries si rivolgono al Solimare

La compagnia genovese vorrebbe applicarlo a metà degli equipaggi. Fumata grigia per CIN (attaccata da USB), accordo sindacale raggiunto per Siremar

di Andrea Moizo

Mentre sono partiti i confronti fra chi ha già fatto richiesta e i sindacati confederali, si allunga la lista delle compagnie armatoriali intenzionate a ricorrere al fondo Solimare per l’integrazione salariale dei dipendenti per far fronte al calo di attività legato all’epidemia di coronavirus.

Alla lista già nota, infatti, dovrebbe aggiungersi a breve Corsica Ferries, mentre lo ha fatto per certo la società genovese Grimaldi Holding, che gestisce in time charter i ro-pax Tenacia e Forza in servizio per la spagnola Trasmediterranea. Contrariamente ai colleghi Trasmediterranea ha già indicato a Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti il numero complessivo dei marittimi, confermando le stime dei giorni scorsi sui possibili effetti della stretta al traffico passeggeri sugli equipaggi: l’attivazione di Solimare, infatti, è stata chiesta per circa la metà della forza lavoro a bordo, vale a dire 38 dei 75 marittimi. Significativo, poi, che la richiesta sia stata fatta per la massima durata possibile, vale a dire 13 settimane (che sono prorogabili trimestralmente fino a un massimo complessivo di 52 settimane in un biennio mobile), segno che la cautela su un’eventuale ripartenza post epidemia è massima.

Identica durata proposta da Caronte&Tourist per 168 marittimi e 50 amministrativi. Nel caso della compagnia delle famiglie Franza e Matacena il primo step della procedura di attivazione si è già concluso, nel senso che i rappresentanti locali del sindacato confederale hanno già firmato (in bianco, almeno stando al documento pervenutoci in redazione) il verbale d’accordo con la società.

Diverso il caso di CIN. “Aspettiamo che ci mandino la proposta di verbale, ma non sono troppo ottimista per una rapida chiusura, ci sono diverse zone d’ombra” spiega Paolo Fantappiè, responsabile marittimi della segreteria nazionale di Uiltrasporti a conclusione del primo odierno incontro (tenutosi, in teleconferenza, in via congiunta a quello per Moby, che ha chiesto Solimare per 176 amministrativi e 38 marittimi del Turno Particolare). “Innanzitutto occorre che la compagnia ci fornisca una crewing list completa su cui misurare la richiesta avanzata per 366 marittimi in CRL, 29 in TP e 162 amministrativi. CIN, poi, dovrebbe a nostro avviso procedere a confronti su base territoriale e non vogliamo assolutamente sottoscrivere verbali che prevedano le riduzioni di tabelle di armamento prospettateci, perché si tratta in realtà di tagli alle tabelle minime di sicurezza” conclude Fantappié, auspicando in generale “un intervento ministeriale ad integrazione di un fondo che con i 16 milioni di euro oggi a disposizione a Pasqua rischia di essere esaurito”.

Intanto, quanto al ricorso a Solimare e alla riduzione delle tabelle di armamento da parte di compagnie operanti in sovvenzione con lo Stato, è stata USB – Unione Sindacale di Base a diffondere oggi una nota durissima, definendolo “forsennato”. Nel mirino in particolare proprio la compagnia del gruppo Onorato: “Le attuali tabelle di armamento per unità passeggeri di CIN prevedono la possibilità di ridurle sino ad una trasportabilità minima di 499 passeggeri. Fermo restando che la sovvenzione percepita (72 milioni di euro l’anno) copre i costi di gestione per assicurare la continuità territoriale indipendentemente dal trasportato, non si capisce perché il Comando Generale dovrebbe concedere una ulteriore riduzione, visto che tale regalo si tradurrebbe solo in un maggior incasso per la compagnia a danno dei lavoratori e del servizio offerto”.

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