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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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04/02/19 09:18

Altre prove di fidanzamento tra offerta e domanda di servizi di trasporto e logistica all’ombra delle istituzioni

Più protagonisti che comprimari dal mondo dello shipping, della portualità e delle spedizioni alla terza edizione dello SMI Shipping Meets Industry di Milano, dove la supply chain si specchia nei suoi pregi e difetti confrontandosi coi caricatori e con la governance

Dal nostro inviato

 

Milano - Infrastrutture, geopolitica e logistica, tecnologie informatiche e dei trasporti, specializzazioni verticali, riforme e novità normative.

Queste a grandi linee le tematiche principali al centro della terza edizione della Shipping, Forwarding & Logistics Meet Industry - più semplicemente SMI – la manifestazione ideata da Carlo Silva (ClickUtility), con la decisiva collaborazione di Alsea, Assologistica e The International Propeller Clubs, che dal 2017 si tiene al Centro Congressi di Assolombarda in piena city milanese.

Una 2-giorni che ha ormai consolidato un proprio status ben definito nel variegato panorama degli eventi congressuali (con piccola appendice espositiva al suo interno) di settore, e che costituisce, ad inizio d’anno, alla ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia, un ampio momento di confronto tra offerta e domanda di servizi di trasporto e logistica all’ombra delle istituzioni, spettatori interessati.

Anche nell’edizione 2019 a Milano sono sfilati più protagonisti che comprimari, provenienti dal mondo dello shipping, della portualità e delle spedizioni, che costituiscono globalmente la supply chain, pronta a specchiarsi nei suoi pregi e difetti ed a mettersi in piena discussione con altri stakeholders, correlandosi coi clienti caricatori, i detentori delle merci, e soprattutto con la governance, supremo arbitro determinante l’economia e l’operatività alla resa dei conti.

Il messaggio che si evince non è una novità: l’appuntamento che promuove nei fatti il continuo e urgente confronto tra le aziende dei settori produttivi e gli operatori dello shipping, della logistica, delle spedizioni e dei trasporti merci, persegue – e spesso raggiunge – l’obiettivo di trovare una quadra fra esigenze non contrapposte ma che necessitano affinamento e affiatamento; di pervenire ad un accordo sinergico per agire insieme verso il raggiungimento di interessi comuni, peraltro nel rispetto assoluto delle rispettive identità e ruoli specifici nella catena di tutte le categorie di operatori.

Il tutto con un solo grande e univoco disegno: affrontare ‘tutti insieme appassionatamente’ le sfide comuni, interagendo con le istituzioni, come spiegano i rappresentanti degli enti organizzatori.

“Promuoviamo da sempre questo evento perché crediamo fortemente nella necessità di creare una forte partnership tra il mondo della logistica, delle spedizioni e dei trasporti ed il mondo industriale. L'alleanza è oggi ancora più urgente di fronte alle sfide che insieme dobbiamo affrontare, a partire da quella della fragilità delle nostre infrastrutture, ma anche la concorrenza internazionale, l'introduzione delle nuove tecnologie dell'informazione e dei trasporti, le novità normative come le ZLS” spiega Betty Schiavoni, Presidente di Alsea.

“Le crisi logistiche e dei trasporti merci degli ultimi 18 mesi e la crescente concorrenza internazionale anche nelle nostre aree di presenza tradizionale, come il Mediterraneo, hanno reso ancora più urgente la stretta collaborazione tra operatori delle filiere produttive, della logistica e dei trasporti. Non si tratta solo di ottenere gli interventi puntuali che mettano la nostra infrastruttura logistica all'altezza delle sfide e in grado di soddisfare le esigenze di tutti gli attori, ma di lavorare insieme per integrare le nuove tecnologie, per cambiare mentalità nei confronti della competizione internazionale, per valorizzare al massimo le riforme e le novità normative, per estendere il concetto di filiera produttiva includendo logistica e trasporti come fattori primari” commenta Andrea Gentile, Presidente di Assologistica.

"La terza edizione dello SMI è la più completa da sempre. Il focus sulle fragilità infrastrutturali e sulle possibili soluzioni e quello su geopolitica e logistica sono di attualità scottante, come anche l'attenzione posta, nelle sessioni verticali, su piccole e medie imprese, Made in Italy, introduzione strategica di nuove tecnologie informatiche (la blockchain) e di trasporto, e altre di grande interesse, come porti e retroporti e ZES e ZLS. Il concetto è: confrontiamoci tra committenti e fornitori ma agiamo anche di concerto sugli argomenti dove gli interessi profondi sono comuni. La filosofia degli International Propellers Clubs è da sempre questa” conclude Riccardo Fuochi, Presidente di The International Propeller Club Port of of Milan.

Tutti e tre i manager e rappresentanti delle rispettive associazioni di categoria sono stati tra i panelist della sessione istituzionale che ha aperto i lavori, incentrata su una tematica ‘rovente’: conoscere per deliberare, affrontare di petto l’urgenza ed emergenza della questione infrastrutturale.

Dopo lo stimolante intervento di indirizzo del viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi, si è entrati a capofitto nel dibattito sulle infrastrutture con alcune relazioni ad alto contenuto informativo, politico e metodologico.

Il sistema infrastrutturale italiano nel contesto europeo e mediterraneo è sinonimo di fragilità e impone uno sviluppo necessario; la qualità dei nostri corridoi logistici in prospettiva internazionale, giudicata dalle imprese committenti, rileva deficienze e urge interventi al servizio del ruolo dei porti liguri, che rimangono porta d’ingresso e d’uscita d’Italia e d’Europa

Questo in sintesi il messaggio condensato dal panel istituzionale, introdotto dall’eclettico chairman di sessione Umberto Masucci, Presidente nazionale dei Propeller Clubs.

Corre sullo stesso binario di Rixi la battagliera Claudia Maria Terzi, Assessore alle Infrastrutture, Trasporti, e Mobilità Sostenibile, Regione Lombardia.

“Anche noi abbiamo elaborato un ferrobonus regionale a fianco a quello statale per incentivare le aziende ad usare la rotaia; attualmente l’86% delle merci va su gomma anche in Lombardia, ma abbiamo avuto già un ottimo riscontro, tanto che investiremo 1,8 milioni di euro all’anno per questa cura del ferro regionale, un’azione che pensiamo di rendere sistematica.

Non a caso sto proprio andando da RFI a ridiscutere il loro impegno sulla ferrovia.

Noi vogliamo continuare un dialogo con le categorie del mare per riordinare una serie di norme che si trascinano da tempo; la Regione Lombardia si era dimenticata da troppo tempo del Ti.Bre, ora occorre lavorare sulla procedura in attesa della realizzazione.

E poi stiamo facendo un grande lavoro per la mappatura sul trasporto eccezionale, anche se non abbiamo granchè collaborazione da parte dei Comuni” lamenta in conclusione la bionda assessore leghista.

Un esperto manager delle ferrovie di stato quale Mario Castaldo, già direttore generale di FS Cargo e ora Presidente del Gruppo Trasporti, Logistica e Infrastrutture, Assolombarda, ha portato il suo contributo sulla materia delle merci sui binari.

È stata poi l’ondata di mare genovese salita a Milano a prendere la ribalta.

Andrea Benveduti, Assessore allo Sviluppo Economico con deleghe a Porti e Logistica, Regione Liguria, forte della propria esperienza di ex CFO di un’impresa di trading, ha ammesso di “non avere  mai potuto leggere piani di sviluppo organico della logistica in 25 anni di attività nel settore. Prendiamo esempio dalla Svizzera, che col tunnel nel Gottardo ha fatto ottimi lavori; e non diciamo che in uno stato sovrano non ci sono i soldi, si tratta principalmente di volontà di fare”.

Marco Bucci ha rammentato come “investire nella  nostra città vuol dire investire su Nord Ovest e sull’Italia intera, perché il 50% delle merci italiane passa dal nostro porto. Ma l’ultimo nuovo km di autostrade è stato fatto 41 anni fa, ed egualmente io che ho 60 anni non ricordo alcuna nuova linea ferroviaria da quando sono nato; dobbiamo recuperare il terreno perduto”.

Il sindaco di Genova e commissario straordinario all’emergenza Morandi ha poi vagheggiato un grande progetto: “Pensiamo a una sola città metropolitana, un revival dell’antico GeMiTo che, grazie ai collegamenti veloci da fare, potrebbe accorciare drammaticamente le distanze dalla nostra città a Milano (133 km) e Torino (156 km); sarebbe la più ricca città metropolitana d’Europa.

I 250 milioni di costo del nuovo ponte sono poca roba, eppure hanno raggiunto una visibilità mondiale, e sono una sfida per recuperare credibilità, che vale molto più dei 14 miliardi delle altre grandi opere su cui siamo impegnati: Terzo Valico, Nuova Diga e Gronda. Col nuovo viadotto vogliamo dare un segnale forte alla città, alla nazione e al mondo, facendo una cosa bella al giusto prezzo e in maniera veloce. Dobbiamo lavorare tutti insieme, non solo l’amministrazione, cittadini e operatori”.

Nei loro speech istituzionali, Riccardo Fuochi, Presidente del Propeller Club Port of Milan, ha “posto l’accento sulle ZES, portando l’esempio virtuoso della Polonia, diventato nuovo temibile concorrente con le sue 14 ZES”.

Mentre Betty Schiavoni, Presidente di Alsea, ha annotato che “ogni governo inizia dei lavori ma non si sa mai quando li finisce; questi temi li trattiamo da troppi anni, chiediamo una modernizzazione del paese attraverso la rete infrastrutturale”.

Andrea Gentile, Presidente di Assologistica, ha parlato dei mali strutturali dell’Italia, niente di nuovo sotto il sole tricolore: “Tutti concordiamo sul fatto che le infrastrutture (strade, autostrade, ferrovie, porti, aeroporti) rappresentino lo ‘scheletro di un Paese, quell’ossatura indispensabile a consentire di far muovere cittadini e merci; e che infrastrutture efficienti e connesse siano il presupposto fondamentale per consentire un’efficace circolazione e favorire l’internazionalizzazione del nostro Paese e il suo completo inserimento nella rete dei corridoi trans-europei e nell’area mediterranea”.

Primo tra i relatori dei diversi keynote speech, Daniele Testi di Contship Italia, ha rilevato che “i porti italiani sono per la maggior parte (84%) gateway. Dunque la sfida dei porti oggi si gioca sulla supply chain e sulla competitività generale e globale. In questo senso qualche risultato lo abbiamo ottenuto; pensiamo ai 20 mila container svizzeri, che possono sembrare poca roba, ma prima il valore era 0, mentre finalmente il 4% dei container svizzeri ora passa dall’Italia,

Abbiamo elaborato un indice che esprime il grado di soddisfazione in maniera diversa, indicando gap precisi da regione a regione, il che diventa un limite alla competitività”.

Proseguendo sulle stesse impronte, Alessandro Panaro di SRM-Intesa Sanpaolo, ha presentato un nuovo studio focalizzato su un campione di imprese che esprime il 52% dell’interscambio e del 40% del PIL italiano. “Si tratta di aziende attive in import ed export che rappresentano un terzo del nostro commercio via mare; la conclusione univoca è che il sistema logistico ligure, e segnatamente Genova, anche per il Nord Est, è il porto di riferimento assoluto; dunque un nodo da tutelare e potenziare”

La ribalta è poi passata agli accademici: Oliviero Baccelli del CeRT della Bocconi (e consigliere di amministrazione di TELT), Giovanni Satta, Ricercatore, Dipartimento di Economia, Cieli, Università di Genova, Francesco Parola, Professore Associato, Università di Genova, e infine Marco Ponti, Esperto della Struttura Tecnica di Missione, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

“La scala del ferro è insufficiente, ci vogliono treni lunghi e pesanti. Poi riscontriamo altre defaillances nello scopo e nella gittata. Occorre guardare contemporaneamente a più mercati e oltre il proprio giardino. Per decenni ci siamo fossilizzati sui soliti orticelli locali, mentre ci vuole una capacità di puntare a mercati lontani tecnicamente ma appetibili per il trasporto ferroviario. E ci vuole pure una certa dose di resilienza alla senescenza e ai deficit di manutenzione” ha concluso il professore genovese Parola.

Il consueto ‘castigatore’ di certi malcostumi Ponti ha presentato il solito discorso sulla ‘spesa pazza pubblica’ in materia di grandi opere, annotando gli insegnamenti ricevuti dalla Banca Mondiale nel periodo in cui ha lavorato per questa. “Il ministro Delrio, con cui ho collaborato, ha fatto una shopping list da 132 miliardi senza troppi scrupoli, priva di valutazioni costi e benefici, e neppure con considerazioni finanziarie. Ma quando ci sono di mezzo i soldi pubblici è moralmente proibito prendere decisioni politiche senza aver fatto prima i conti!”

Il pittoresco e polemico docente e consulente milanese ha provocatoriamente rammentato, sulla base della sua lunga esperienza, che “di solito le opere quando terminate costano il 50% in più e danno il 50% in meno dei benefits previsti perché le analisi sono fatte a uso e consumo dei proponenti del progetto, che ovviamente dicono: costa poco in fondo, facciamola, poi si vedrà…”

Da notare anche alcune presenza di eccezione, operatori non logistici ma provenienti dal fronte mare.

Molta curiosità ha suscitato l’inattesa presenza di Cecilia Battistello, numero uno di Contship Italia, la quale per una volta abdicando al suo naturale ruolo di primadonna, ha lasciato spazio ai relatori del palinsesto. “Provengo dalla linea, settore che adoro, ma dopo 47 anni in attività, e forte dell’esperienza che mi viene da operare 13 terminal internazionali – non solo quelli italiani ma anche in Russia, Germania e Marocco – annoto che i problemi raccolti a questo tavolo sono più che altro conseguenze di tante questioni. A ognuno il suo mestiere, che i porti facciano i porti!”

Il presidente degli agenti marittimi italiani, Gian Enzo Duci, ha rilevato che “la riforma del 2016 non ha toccato molte cose che doveva riformare: manca il regolamento concessioni, continuiamo a lavorare senza il coordinamento che non difettava neanche alle repubbliche marinare. Il Comitato di Gestione è un luogo dove si incontrano unicorni. La legge esclude tutti gli esperti, come il professore che ha un minimo e irrilevante trascorso aziendale. Nel momento in cui un sindaco uscente si autonomina e non dà le dimissioni quando poi arriva nuova giunta, ma di che cinghia di trasmissione logistica parliamo? Influenza decisamente di più il Propeller!” si rammarica il leader di Federagenti.

Marcando visita per motivi di salute l’atteso armatore Vincenzo Onorato, è spettato al secondogenito Alessandro tenere bene il campo per conto del conglomerato Moby-Tirrenia. “I porti Spa sono un traguardo; in futuro, vista la necessità di investire, ci sarà bisognò di dare spazio ai privati, come abbiamo fatto noi a Catania dove abbiamo creato occupazione e traffici” ha rilevato Onorato Jr.

Lo scenario si è ampliato dall’Italia al mondo nella seconda giornata, grazie ad un panel di alto livello scientifico, economico ed istituzionale, alla risultante dell’influenza reciproca e complessa tra logistica e geopolitica; tema attualissimo trattato con una visione ampia, scoprendo il ‘grande gioco planetario’ di cui anche l’Italia – con significati presenza dei vertici della Marina Militare - e gli operatori della logistica e del trasporto devono occuparsi.

A corredo del canovaccio principale si sono tenute alcune sessioni speciali: la logistica e i trasporti per le PMI; il project cargo, il factory-to-foundation e i trasporti eccezionali; blockchain for Logistics and Manufacturing e IoT, dalla Supply Chain alla distribuzione, dai trasporti alle dogane; porti e settori economici: la necessaria specializzazione post-riforma, quali prospettive?; oltre la confezione: la qualità complessiva della logistica come caratteristica distintiva del Made in Italy; l’evoluzione a breve e medio termine del veicolo per il trasporto merci; le ZES e le ZLS, quali contenuti, quali sinergie?

Tra i sostenitori di una manifestazione densa di contenuti, APM Terminals, Gruppo AP Moller Maersk, che ha schierato Paolo Cornetto, managing director di APMT Vado Ligure Spa, intervenuto nella sessione di apertura a presentare il futuro Vado Gateway, nuovo terminal container e multipurpose savonese che – dichiarazioni del numero uno della struttura in Italia – ormai pronto all’80% come infrastrutturazione e sovrastrutture dopo l’arrivo recentissimo delle ultime dotazioni di equipment,, aprirà i battenti operativi entro fine 2019. “Questa struttura all’avanguardia è destinata a cambiare profondamente lo scacchiere logistico del Nord Italia, arricchendo l'offerta di servizi di trasporto a disposizione delle aziende, con un corredo di funzionalità innovative, come un gateway di accesso fortemente automatizzato che ridurrà i tradizionali tempi morti di molti terminal ad evitare il formarsi di code di congestionamento. L'appuntamento di Milano è per noi un contesto ideale per presentare il terminal al mondo delle imprese” ha dichiarato Cornetto.

“Nella logistica la guida autonoma dovrà necessariamente portare alla condivisione dei dati relativi alla merce e alle infrastrutture, un Internet of Logistics per cogliere tutti i vantaggi del veicolo del futuro” è il succo dell’analisi fatta da Massimo Marciani, nuovo presidente del FLC Freight Leaders Council. Il salto tecnologico verso il digitale, attraverso la condivisione automatica delle informazioni relative al servizio di trasporto multimodale porterà nel lungo termine diversi benefici. L'interconnessione dei veicoli consentirà di trasmettere informazioni in tempo reale per la pianificazione dinamica delle attività della supply chain. La capacità dei veicoli autonomi di dialogare con altri mezzi e, potenzialmente, con le infrastrutture, consentirà di gestire senza l'intervento di operatori la movimentazione all'interno dei depositi o dei piazzali. Ma se gli operatori non saranno in grado di mettere in piedi un sistema telematico adeguato, il dialogo non ci sarà e potremmo correre il rischio di sprecare un’occasione”. 

La manifestazione ambrosiana ha visto Federagenti e Spediservices quali partner istituzionali, ricevendo i patrocini di Regione Lombardia, Commissione Europea, AICE, Anacer, ANIMP, API, Assoferr, Assolombarda, Confitarma, Federchimica, Federazione del Mare, Fedespedi, Fercargo, Freight Leaders Council, Istituto Internazionale delle Comunicazioni, OITA, SEA, SOS Logistica e WISTA Italia.

 

Angelo Scorza

 

 

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