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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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20/12/18 17:57

Alleanze container: si schierano i favorevoli e i contrari

Si chiude la consultazione della Commissione Europea sul prolungamento delle esenzioni alla normativa antitrust per i liner: ad avere inviato pareri anche Assarmatori, Federagenti, Fedespedi, Confetra, ECSA e ICS

Si è chiusa quest’oggi la finestra aperta dalla Commissione Europea per l’invio di contributi sul tema del prolungamento del Consortia Block Exemption Regulation, lo schema normativo che permette agli operatori del trasporto marittimo di container di stabilire alleanze in deroga alla normativa comunitaria ‘standard’ in materia di antitrust.

Come noto, l’attuale impianto scadrà nell’aprile del 2020 e per quella data la Commissione dovrà aver già deciso se, e nel caso a quali condizioni, prorogarlo.

Ad essersi già schierato contro un eventuale prolungamento è stato nelle scorse settimane l’ International Transport Forum (OCSE) che in un report firmato da Olaf Merk, Lucie Kirstein and Filip Salamitov aveva bocciato l’attuale sistema ritenendolo causa di una minor varietà di servizi marittimi e di un peggioramento dell’offerta ai caricatori, nonché fonte di instabilità all’interno del comparto, a danno in particolare di terminal portuali, autotrasportatori e linee marittime minori.

Il fronte dei contrari ha guadagnato oggi il ‘no’ ufficiale anche di Fedespedi, Confetra e Clecat (la European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services), che richiamandosi proprio al report OCSE hanno fatto sapere di avere espresso parere negativo all’ipotesi di una “proroga incondizionata” del Regolamento di Esenzione, e anzi di ritenere necessario che la Commissione europea definisca al più presto “linee guida chiare e trasparenti e sistemi di monitoraggio e controllo effettivo per il settore”, per scoraggiare “comportamenti potenzialmente collusivi e oligopolistici” che creino “un forte sbilanciamento contrattuale a favore delle compagnie di navigazione, a scapito di porti, terminalisti e logistica in generale”.

Secondo il presidente Roberto Alberti l’attuale schema ha permesso il sorgere di tre alleanze che agiscono come oligopoli, “una situazione insostenibile” il cui prezzo più alto viene pagato dalla merce, “con una sempre minore possibilità di scelta e un servizio spesso di bassa qualità in termini di tempistiche, flessibilità ed efficienza”. Alberti ha quindi chiesto alla UE di svolgere un ruolo di vigilanza per “garantire una reale concorrenza nel settore dello shipping”, invocazione simile a quella di Confetra. Anche la confederazione, per voce del suo numero uno Nereo Marcucci, ha auspicato che la Commissione Europea svolga il suo “compito di arbitro del mercato”. Marcucci ha voluto chiarire di non essere “pregiudizialmente contro la proroga, sempre che ovviamente i benefici per il mercato che da essa sarebbero scaturiti siano dimostrati e misurati”, ma di vedere con sfavore una sua estensione che “non si ponga il problema” di evitare che la condizione di oligopolio creata dalle alleanze ‘lato mare’ si vada a replicare anche ‘lato terra’.

Nel frattempo, anche il ‘fronte del sì’ ha però radunato le sue truppe.

ECSA (rappresentante degli armatori europei), ASA (che raccoglie quelli asiatici), la ICS (International Chamber of Shipping) e il World Shipping Council hanno infatti diffuso una nota in cui spiegano di avere sottoposto le loro valutazioni alla Commissione (il documento completo è consultabile qui), in cui hanno elencato quelli che sono a loro dire i vantaggi garantiti dalle alleanze.

I quali sono sintetizzabili in quattro punti: che i VSA (vessel sharing agreement) sono una parte fondamentale della struttura del network del trasporto marittimo di container; che il Consortia Block Exemption Regulation ha fornito dal 1995 uno schema giuridico trasparente relativamente ai VSA a operatori attivi da e verso i porti europei; che, nonostante le recenti fusioni, il settore rimane a ‘basso tasso di concentrazione’ e ‘ad alto tasso di concorrenza’, con noli che restano a livelli dimezzati rispetto a quelli di vent’anni fa; che, infine, l’esenzione aiuta a ridurre i vettori a ridurre le emissioni inquinanti perché permette un utilizzo più efficiente dello spazio sulle navi.

Al coro dei favorevoli si sono aggiunte infine anche le voci di Assarmatori e Federagenti, che pure hanno fatto sapere di avere sottoposto il proprio contributo alla Commissione Europea, riassumibile in tre argomentazioni. La prima, in linea con quella di ECSA, ICE, WSC e ASA verte sui noli, le cui rate sono rimaste “bassissime”. Secondo Assarmatori e Federagenti, inoltre, l’esistenza di alleanze

F.M.

TAG : Container
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