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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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06/11/18 12:45

Al via (con un contributo di Costa) il nuovo brand di Carnival in Cina

Firmati i contratti per la costruzione delle prime due navi destinate alla jv con CSSC, che però intanto inizierà a operare dal 2019 con Costa Atlantica e più avanti con Costa Mediterranea

Assume finalmente piena concretezza il progetto che porterà alla nascita delle prime navi da crociera realizzate in Cina e parallelamente a quello un nuovo brand destinato al mercato locale, progetto in cui sono coinvolte a vario titolo Fincantieri, Carnival e la corporation statale CSSC e indirettamente – ma è notizia di oggi – anche Costa Crociere.

Dopo una lunga lista di intese e accordi di massima che si sono succeduti negli ultimi anni, da Shanghai, dove in questi giorni è in corso la fiera China International Import Expo, è arrivato ora l’annuncio della firma dei contratti per la costruzione delle due navi, che saranno destinate a CSSC Carnival Cruise Shipping Limited, la joint venture tra Carnival Corporation (come socio di minoranza) e CSSC che opererà come nuovo brand crocieristico destinato al mercato locale.

Con l’occasione sono anche stati meglio precisati i dettagli relativi all’accordo, che alla fine prevede due cruise ship - del valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari – più ulteriori 4 unità in opzione, come previsto già nel MOA siglato all’inizio dello scorso anno. La prima delle due navi sarà consegnata entro il 2023. In un evento dal titolo China Cruise Shipping che si è svolto nei giorni scorsi a Schenzen, il general manager di CSSC Jincheng Yang aveva peraltro confermato che le navi saranno di classe Vista (pertanto con stazza lorda di circa 133.500 tonnellate, 323 metri di lunghezza e capacità complessiva di 6.400 persone)  e che la seconda unità è attesa già per il 2024.

CSSC Carnival Cruise Shipping Limited inaugurerà la sua attività ben prima, però. Già in passato era stata ventilata la possibilità che, in attesa delle newbuilding, la compagnia potesse iniziare a operare acquistando unità già sul mercato. E così infatti sarà: le cruise ship in questione saranno due navi del marchio ‘cugino’ (in quanto parte dello stesso gruppo Carnival) Costa Crociere – con cui la jv ha raggiunto un accordo per il relativo acquisto -, precisamente la Costa Atlantica (85.861 tonnellate di stazza e 2.210 passeggeri totali), che entrerà in servizio per la compagnia già entro la fine del 2019, e la gemella Costa Mediterranea, che arriverà “in una data ancora da definire”.

Costa Crociere, ha precisato Carnival, continuerà a operare sul mercato cinese, in cui è attiva dal 2006, e per il quale peraltro riceverà due navi, la Costa Venezia (in arrivo nel 2019) e la sua gemella, operativa dall’autunno 2020. Data per la quale Costa Asia, messe in conto appunto la fuoriuscita di Costa Atlantica e questi due nuovi ingressi, avrà incrementato la sua capacità di circa il 37%.  

Tornando ai contratti annunciati oggi, come già noto le navi saranno realizzate da SWS (Shanghai Waigaoqiao Shipbuilding), controllata della stessa CSSC. Fincantieri – che proprio ieri ha annunciato la sigla dei contratti per la nascita di un polo industriale legato al settore delle crociere nella stessa Shanghai – sarà invece partner di CSSC Cruise Technology Development in una joint venture che fornirà in licenza a SWS la piattaforma tecnologica e una serie di servizi tecnici, tra i quali attività di project management, gestione della catena di fornitura e vendita di sistemi e componenti fondamentali della nave.

 

Da rilevare infine che la formalizzazione dei contratti è avvenuta negli stessi spazi della fiera China International Import Expo, e ad apporre le firme necessarie sono stati, per conto di CSSC Carnival Cruise Shipping Limited, Michael Thamm, in quanto AD del Gruppo Costa e a capo di Carnival Asia, e Yang Jincheng, Direttore Generale di CSSC, mentre per Fincantieri era presente l’AD Giuseppe Bono. All'evento hanno partecipato anche l’Amministratore Delegato di Carnival Corporation, Arnold Donald, e Lei Fanpei, Presidente di CSSC, così come il sottosegretario italiano all’Economia Michele Geraci.

Mentre Thamm ha voluto sottolineare che “la nuova joint venture integra la nostra presenza nel mercato e rafforza il nostro impegno per aiutare la Cina a diventare un mercato crocieristico di riferimento”, CSSC, per voce del Chiarman Lei Fanpei ha descritto l’iniziativa come “una decisione strategica” che crea una “partnership win-win” che consentirà di costruire “un’intera catena industriale, che va dalla progettazione alla costruzione di navi da crociera, compresa la supply chain”.

Da parte sua Bono ha ribadito la posizione già espressa in passato rispetto alla collaborazione con i partner orientali, sottolineando come la Cina sia “una realtà che non bisogna temere ma che, al contrario, va accompagnata perché è questo stesso grande Paese a chiedercelo, riconoscendo così la nostra leadership nel comparto”.

F.M.

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