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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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14/01/20 17:32

Al Salaam Boccaccio, a rischio l’immunità giurisdizionale del RINA

L’avvocato generale suggerisce alla Corte di Giustizia di respingere l’eccezione invocata dalla società genovese: a giudicarla per i risarcimenti dell’incidente da oltre 1.000 morti potrebbe essere un Tribunale italiano

Un Tribunale italiano può pronunciarsi sulle responsabilità di RINA Spa per l’affondamento, avvenuto nel Mar Rosso il 2 febbraio 2006 con oltre 1.000 morti, del traghetto Al Salam Boccaccio 98.

È questa l’opinione dell’avvocato generale della Corte di Giustizia europea cui si rivolse nel 2018 il Tribunale di Genova, dopo che, in prima battuta, aveva invece accolto (nel 2012) l’eccezione di immunità giurisdizionale addotta dalla società di certificazione e classificazione. RINA era stato convenuto in giudizio da Stefano Bertone e Marco Bona in rappresentanza di circa 150 famigliari delle oltre 1.000 vittime, accusato in particolare di negligenza nella verifica del rispetto delle prescrizioni della normativa internazionale, in particolare l’International Safety Management Code, e della violazione dei canoni di diligenza circa la stabilità e lo scarico in mare dell’acqua antincendio.

La prima eccezione pregiudiziale di RINA fu accolta per la Spa: la nave, costruita ed esercita da Tirrenia, era passata nel 1999 ad un armatore egiziano che la iscrisse sotto bandiera panamense. RINA aveva continuato ad effettuare attività di controllo e classificazione ma in qualità di RO (Recognized Organization) di Panama. Da cui la decisione del Tribunale di accogliere l’eccezione per RINA Spa, respingendola invece per RINA Ente (cioè l’organismo che, prima della trasformazione in società per azioni, nello stesso 1999, eserciva la medesima attività quando la nave ancora batteva bandiera italiana).

Su questo versante – la responsabilità di RINA fino al 1999 – la causa è proseguita e il giudizio è al momento pendente in Cassazione, mentre Bertone e Bona ne hanno dovuta avviare un’altra per convincere il Tribunale genovese a rivolgersi nel 2018 alla Corte lussemburghese sull’immunità addotta da RINA.

L’avvocato generale ha oggi espresso in proposito l’opinione che “le operazioni di classificazione e di certificazione in questione non possono essere considerate esplicazioni dell’esercizio di prerogative dei pubblici poteri”. E che “non sussiste inequivocabilmente una norma di diritto internazionale consuetudinario – vale a dire una prassi effettiva accettata come se fosse una norma vincolante – che permetta agli enti di classificazione e di certificazione come quelli interessati di avvalersi dell’immunità giurisdizionale degli Stati in circostanze come quelle del caso di specie”.

Resta da vedere se la Corte accoglierà tali suggerimenti. E, ad ogni modo, come poi li declinerà rispetto alla richiesta del Tribunale di Genova. Dopodiché, eventualmente, la causa passerà ad esaminare le ulteriori eccezioni sollevate da RINA. Certo è che la probabilità che ad accertare la sussistenza e l’entità delle responsabilità imputategli dai parenti delle vittime sia un Tribunale italiano e non uno panamense è cresciuta.

A.M.

TAG : RINA
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