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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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09/11/09 10:34

Adriatic LNG apre le porte del rigassificatore di Rovigo

Il direttore tecnico Ing. Mangia svela tutti i particolari tecnici dell’impianto appena inaugurato al largo delle coste venete e la catena logistica del gas in arrivo dal Qatar

Con l’inaugurazione ufficiale tenutasi nei giorni scorsi alla presenza dell’Emiro del Qatar e del Presidente del Consiglio dei Ministri, oltre che dei vertici delle aziende partner del progetto, il terminale di rigassificazione di Rovigo entra nel vivo della sua operatività. L’impianto è stato progettato, costruito e viene gestito da Terminale GNL Adriatico (Adriatic LNG), la joint venture tra Qatar Terminal Limited (45%) – affiliata di Qatar Petroleum – ExxonMobil Italiana Gas (45%) ed Edison (10%). Il direttore tecnico del rigassificatore, l’Ing. Carlo Mangia, apre le porte dell’impianto a Ship2Shore svelando i particolari tecnici delle nuove soluzioni ingegneristiche adottate ed i risvolti economici che questa nuova struttura avrà sia sul mercato energetico sia sullo shipping.

Ing. Mangia quante e che tipo di navi hanno scalato finora il terminale?
“Fino ad oggi abbiamo ricevuto cinque navi metaniere: la Dukhan è stata la prima nave di gas naturale liquefatto (GNL) che è arrivata al terminale Adriatic LNG il 10 agosto 2009. Si tratta di una metaniera di tipo Moss Sphere, lunga 297,5 metri, con una capacità di carico di 137.000 metri cubi. Il gas è stato impiegato per raffreddare i serbatoi e le condutture del terminale e ha costituito una tappa fondamentale verso la sua operatività. La gran parte del gas destinato al terminale proverrà dal giacimento North Field, al largo della costa del Qatar, il più grande giacimento al mondo di gas naturale non associato a petrolio, con riserve recuperabili stimate nell’ordine di 25.000 miliardi di metri cubi. Per coprire i 7.139 km (4.436 miglia) della rotta dal Qatar all’Adriatico sono state appositamente commissionate da RasGas cinque navi a doppio scafo: la Fuwairit (capacità 138,000 m3), Maersk Ras Laffan (138,000 m3), Al-Marrouna (151,700 m3), Al-Areesh (151,700 m3) e Al-Daayen (151,700 m3)”.

Quali volumi vengono trasportati e quali rotte segue il ciclo logistico di approvvigionamento del gas naturale?
“Il gas naturale liquefatto viaggia ad una temperatura costante e a pressione atmosferica su speciali navi metaniere, progettate e costruite secondo rigorosi standard di sicurezza. L’industria del GNL ha permesso di collegare alcuni dei più grandi giacimenti di gas al mondo, spesso lontani e difficili da raggiungere, con i Paesi che necessitano di nuove fonti di approvvigionamento. Il trasporto del GNL via nave rende disponibili queste risorse energetiche in parti del mondo che, altrimenti, sarebbero quasi irraggiungibili. Al terminale Adriatic LNG è previsto l’arrivo di navi provenienti per lo più da Ras Laffan, che copriranno con cadenza bisettimanale i 7.139 km della rotta dal Qatar al Mare Adriatico”.

Una volta rigassificato, qual è la catena distributiva del GNL?
“Dopo essere stato riportato al suo stato originale, il gas viene trasferito nel metanodotto che collega il terminale alla terraferma e, successivamente, alla rete nazionale del gas, pronto per essere inviato al consumatore finale. Dall’impianto parte una prima condotta da 30 pollici, lunga 40 km - progettata e costruita da Snamprogetti - che attraversa 15 chilometri sotto il fondale marino e prosegue per 25 chilometri nell’entroterra, trasportando il gas fino alla stazione di misura di Cavarzere, in provincia di Venezia. Da qui, un’altra condotta, di proprietà di Edison Stoccaggio, trasporta il gas per 84 chilometri fino al nodo della rete di distribuzione nazionale, vicino a Minerbio, in provincia di Bologna”.

Quali sono gli impianti di ormeggio e le prestazioni di scarico del terminale?
“Le strutture d’ormeggio, i cosiddetti Mooring Dolphins, sono formate da una base (un parallelepipedo in cemento armato alto circa 7 metri) sormontata da due colonne in cemento armato (alte circa 28 metri), collegate tra loro da un ponte in acciaio (lungo circa 63 metri e largo 8,5 metri). I “Mooring Dolphins” sono stati realizzati nel cantiere navale dell’Arsenale di Venezia e progettati per accogliere metaniere di stazza diversa. Una volta completate, le due strutture, del peso di circa 9.000 tonnellate ciascuna, sono state rimorchiate per un tragitto di 50 chilometri da Venezia al Mare Adriatico e, successivamente, poggiate sul fondale marino alle estremità est ed ovest del rigassificatore, al quale sono state collegate con passerelle di acciaio. Sono stati poi installati speciali bracci di scarico, progettati per poter operare nell’ampia gamma di condizioni ambientali proprie di un terminale offshore, che hanno la funzione di trasferire il GNL dalla nave alle condotte che lo inviano ai serbatoi di stoccaggio del terminale. L’intero sistema è stato progettato e collaudato per funzionare in piena sicurezza durante le fasi di ormeggio, scarico e disormeggio delle navi, anche in caso di condizioni meteo-marine avverse. Il terminale Adriatic LNG, a regime, potrà immettere nella rete nazionale fino a 8 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno, pari a circa il 10% del consumo nazionale”.

I servizi ausiliari di ormeggio e rimorchio da quali aziende vengono forniti?
“Per assistere le metaniere nel tratto finale del loro viaggio e per garantire i più alti standard durante le operazioni di ormeggio, Terminale GNL Adriatico ha siglato una serie di accordi di lungo periodo con società di servizi marittimi di riconosciuta affidabilità. Questi includono uno staff di piloti e squadre di ormeggiatori per l’assistenza nelle fasi di ormeggio ed una nave per le forniture logistiche al terminale.
Inoltre, una flotta dedicata, composta da quattro rimorchiatori, è stata realizzata da Adriatic Towage a supporto delle operazioni del terminale, per accompagnare, assistere, ormeggiare e disormeggiare le navi metaniere. Sono stati fatti studi approfonditi e realizzati speciali corsi di formazione per garantire l’arrivo e la partenza in sicurezza delle navi di GNL, in un’ampia gamma di possibili condizioni meteorologiche. Tutti i servizi sono stati sviluppati seguendo gli standard di sicurezza richiesti dalla competente Capitaneria di Porto di Chioggia. Le operazioni di attracco sono eseguite da personale altamente qualificato, tra cui piloti ed ormeggiatori appositamente addestrati”.

Nicola Capuzzo

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