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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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02/11/18 15:11

Scambio di informazioni fiscali tra gli Stati

Sempre più stringenti, rileva lo Studio TCL, i controlli internazionali da parte del Fisco volti a contrastare frodi ed evasioni

Si rafforzano i controlli da parte del Fisco volti a contrastare i sempre più frequenti fenomeni di frode ed evasione fiscale internazionale.

A tal fine l’azione delle Amministrazioni finanziarie si concretizza nella prevenzione e nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, attuato mediante lo scambio automatico di dati ed informazioni tra gli Stati in un’ottica di cooperazione.

Un grosso balzo in avanti nella lotta all’evasione fiscale si registra con l’approvazione della IV Direttiva antiriciclaggio (Direttiva 2015/849/UE). Mentre in precedenza, infatti, potevano essere utilizzate in campo tributario solo quelle informazioni che costituivano oggetto dell’obbligo di registrazione e conservazione da parte dei soggetti obbligati, con la nuova Direttiva, invece, viene introdotto l’obbligo di scambio automatico di segnalazioni di operazioni sospette. In questo modo tutte le informazioni anti money laundering raccolte durante le ispezioni e i controlli antiriciclaggio possono essere utilizzate ai fini fiscali, garantendo la completa interazione tra il procedimento antiriciclaggio e quello amministrativo tributario.

In parallelo, viene rivisto e ampliato il ruolo delle FIU (Financial Intelligence Unit), unità di informazione finanziaria che si occupano di analizzare e ricostruire il percorso dei flussi finanziari ‘sospetti’, identificarne le possibili finalità sottostanti e comunicare alle controparti estere interessate eventuali segnalazioni riguardanti un altro Stato membro, sempre in un’ottica di collaborazione internazionale. Ciò comporta un significativo cambiamento nelle modalità di svolgimento degli obblighi antiriciclaggio in capo a intermediari bancari e finanziari, professionisti (tra cui commercialisti, avvocati, notai, consulenti del lavoro, revisori legali), agenzie immobiliari, società di recupero credito, prestatori di servizi di gioco, ecc.

Un ulteriore potenziamento della disciplina si ha con la V Direttiva antiriciclaggio (Direttiva 2018/843/UE) che introduce le seguenti principali novità:

  • una regolamentazione più rigida con riferimento alla valuta virtuale, per evitare che le monete virtuali siano utilizzate per coprire fenomeni di riciclaggio di denaro o finanziamento al terrorismo;
  • per quanto concerne le carte prepagate, la riduzione della soglia massima (da € 250 a € 150) richiesta per l’identificazione del soggetto titolare della carta prepagata;
  • introduzione tra i soggetti destinatari della normativa di galleristi, antiquari, commercianti in opere d’arte, a condizione che il valore dell’operazione sia pari o superiore a € 10.000;
  • implementazione della cooperazione tra le FIU;
  • potenziamento dei controlli sulle operazioni che coinvolgono paesi esposti ad alto rischio di riciclaggio.

Le novità introdotte con la IV Direttiva e V Direttiva antiriciclaggio hanno quindi importanti riflessi sull’attività degli organi controllori, al fine di garantire un’adeguata attività nel contrasto al riciclaggio e nella lotta al terrorismo, pur sempre nel rispetto di alcuni fondamentali capisaldi, quali la riservatezza del segnalante, come previsto dal D.lgs. 231/2007.

 

Fabrizio Moscatelli

Chiara Vurruso

 

PKF - Studio TCL Tax Consulting Legal

Genova – Milano

 

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