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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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28/02/20 16:59

Prorogato il fondo per gli eredi delle vittime dell’amianto nei porti

Lo Studio PKF TCL ha analizzato questo provvedimento e anche la disciplina in materia di inquadramento contrattuale degli skipper, alla luce dei chiarimenti forniti dall’INL

Il DL 124/2019 (convertito con la Legge 157/2019) ha introdotto un’importante novità in merito al fondo per gli eredi delle vittime dell’amianto nei porti (di cui all'art. 1 co. 278 della L. 208/2015, disciplinate dal DM 27.10.2016.), prevedendone l’estensione anche per il biennio 2019-2020. L'operatività del Fondo in esame infatti era inizialmente fissata solo per il triennio 2016-2018 ed è stata prorogata per altri due anni dalla Legge di Bilancio 2020.

A tal proposito l'INAIL, con la circolare del 7 Febbraio 2020 numero 4, fornisce le prime istruzioni operative relativamente alle procedure e modalità di erogazione delle prestazioni di tale Fondo.

Si precisa infatti che il fondo in esame ha l’obbiettivo di concorrere alla copertura delle spese relative al risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, nei confronti degli eredi dei lavoratori (anche non soggetti all'obbligo assicurativo presso l'Istituto) deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate, contratte per l'esposizione all'amianto nell'esecuzione delle operazioni portuali nei porti in cui abbiano trovato applicazione le disposizioni della L. 257/92.

Il fondo prevede la copertura solo dei danni già accertati giudizialmente e liquidati con sentenza esecutiva (non necessariamente passata in giudicato) o verbale di conciliazione giudiziale.

Le domande di prestazione devono essere presentate entro e non oltre il 2 Marzo 2020, da ciascuno dei soggetti beneficiari, con la modulistica e le modalità chiarite dalla circolare INAIL (via PEC, raccomandata A/R). Si ricorda infine che l'importo delle prestazioni erogate dal Fondo è stabilito dall'INAIL.

 

Chiarimenti dall’INL sull’inquadramento contrattuale dello skipper come lavoratore domestico a bordo di imbarcazioni da diporto.

 

Si procede ad analizzare la disciplina in materia di inquadramento contrattuale degli Skipper, alla luce dei chiarimenti forniti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha emanato la nota numero 1366 del 13 Febbraio 2020, con la quale fornisce alcuni chiarimenti in merito al corretto inquadramento contrattuale dello skipper impiegato in imbarcazioni da diporto e se lo stesso sia inquadrabile come lavoratore domestico.

In via preliminare si precisa che, l’attività lavorativa svolta a bordo delle imbarcazioni (comprese quelle da diporto), qualunque essa sia, determina automaticamente l’inquadramento del lavoratore nel ruolo della gente di mare, con la conseguente applicazione della normativa di riferimento.

In base al disposto dell’art. 115 R.D. n. 327/1942 (Codice della Navigazione), la gente di mare può essere riclassificata in tre categorie, nell’ambito delle quali devono essere iscritti tutti i lavoratori che prestano la propria opera a bordo di navi e barche.

Nella prima sono ricompresi tutti i lavoratori addetti ai servizi di macchina e di coperta quali capitani, marinai e mozzi; nella seconda i soggetti che svolgono le funzioni di camera, di cucina e gli addetti ai servizi; infine, nella terza categoria rientra il personale addetto al traffico locale nonché alla pesca costiera.

La figura dello skipper o ufficiale di navigazione, ai sensi dell’art. 36, comma 2, D.Lgs. n. 171/2005 (Codice della nautica da diporto), risulta appartenere al personale iscritto nel ruolo della gente di mare e rientra all’interno della prima categoria.

L’attività principale svolta dallo skipper consiste, infatti, nell’essere al comando dell’imbarcazione da diporto e sovraintendere a tutte le operazioni relative alla navigazione; ciononostante questo inquadramento non preclude la possibilità di svolgere anche mansioni accessorie o strumentali rispetto all’attività principale tra cui quelle di un lavoratore domestico.

Pertanto, anche nel caso in cui lo skipper sia l’unico soggetto addetto allo svolgimento anche di attività “domestiche”, come attività accessorie, il fatto di essere già inquadrato nella prima categoria del ruolo specifico della gente di mare, esclude la possibilità di comunicare l’assunzione dello skipper quale lavoratore domestico.

 

PKF Studio TCL Genova Milano

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