APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
02/08/18 17:38

CR7 e gli altri: cosa dice la normativa sul trasferimento in Italia degli ‘high net worth individuals’

Dallo studio TCL anche un commento rispetto alle novità introdotte nel 2018 riguardo la tassazione dei dividendi

I recentissimi accadimenti nell’ambito del calciomercato dell’estate 2018 hanno portato alla ribalta il regime fiscale opzionale della flat tax per i neo residenti in Italia, introdotto dalla Legge di bilancio 2017 e disciplinato dall’art. 24-bis del TUIR.

Tale regime, istituito al fine di attrarre investimenti esteri nel nostro Paese, permette alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia di beneficiare di un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero: l’opzione prevede infatti l’applicazione di una tassazione forfettaria pari a € 100.000 per ogni periodo d’imposta per cui viene esercitata, con la possibilità di estendere il regime anche ad uno o più familiari. In questo caso la soglia è pari a € 25.000 per ogni familiare interessato dall’opzione.

L’accesso al regime per le persone fisiche e i loro familiari è subordinato al possesso di due requisiti:

  • il trasferimento della residenza fiscale da un Paese estero in Italia;
  • che la persona fisica non sia stata fiscalmente residente nel territorio dello Stato per un periodo almeno pari a nove dei dieci periodi d’imposta precedenti all’inizio del periodo di validità dell’opzione.

 

L’unica esclusione è prevista per le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate realizzate nei primi cinque anni di validità dell’opzione, per le quali la tassazione resta ordinaria: l’intento è quello di evitare che il trasferimento del proprio domicilio in Italia sia condotto con finalità non del tutto trasparenti.

Una volta accertata la sussistenza dei requisiti e avuto accesso al regime, l’opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno, salvo il caso in cui venga chiesta la revoca o siano decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità.

Ma quali sono i vantaggi derivanti dall’accesso a tale regime?

L’opzione per il regime dei “neo-domiciliati” risulta particolarmente conveniente per i cosiddetti “high net worth individuals”, ossia tutti quei soggetti con redditi esteri elevati (per esempio derivanti da contratti di sponsorizzazione per i calciatori) che trasferiscono la propria residenza in Italia, non solo per l’applicazione di un’imposta sostitutiva particolarmente vantaggiosa sui redditi prodotti all’estero, ma anche perché l’accesso al regime permette loro di non pagare IVIE e IVAFE sulle attività estere nonché di essere esclusi dall’obbligo di monitoraggio per le attività detenute all’estero (quadro RW della dichiarazione).

Da rilevare anche gli effetti positivi sull’economia italiana: è chiaro infatti che l’ingresso in Italia di persone fisiche in possesso di elevati patrimoni aumenta le possibilità di crescita del nostro Paese, sia dal punto di vista degli investimenti che si auspica di attrarre nel nostro Paese sia con riferimento ai livelli occupazionali e quindi al benessere collettivo.

 

 

Barbara Pollicina

Chiara Vurruso

PKF - Studio TCL Tax Consulting Legal

www.studiotcl.com  –  www.pkf.com

Genova  –  Milano

 

 

Tassazione dei dividendi, le novità introdotte a partire dal 1° gennaio 2018

 

A partire dal 1° gennaio 2018 è cambiata la disciplina di tassazione dei dividendi: per effetto di tali modifiche, contenute nella Legge di bilancio 2018, il regime di tassazione degli utili qualificati viene equiparato a quello degli utili non qualificati, con applicazione dell’aliquota pari al 26%.

È previsto un periodo transitorio durante il quale ai dividendi derivanti da partecipazioni qualificate deliberate dall’1.1.2018 al 31.12.2022, ma prodotti fino al 2017, si applica ancora il previgente regime impositivo (DM 26.5.2017), in base al quale gli utili derivanti da partecipazioni qualificate percepiti da soggetti residenti concorrono alla formazione del reddito complessivo:

  • per il 40% del loro ammontare à in caso di utili prodotti fino all'esercizio in corso al 31.12.2007;
  • per il 49,72% del loro ammontare à in caso di utili prodotti dall'esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2007 e fino all'esercizio in corso al 31.12.2016;
  • per il 58,14% del loro ammontare à in caso di utili prodotti dall'esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2016.

L’adozione di tale regime transitorio garantisce il mantenimento del regime previgente per tutte le delibere assunte fino al 31.12.2022, nell’ottica di tutelare tutti coloro che, pur avendo deliberato la distribuzione dei dividendi prima dell’1.1.2018, non hanno effettuato la relativa attribuzione delle somme entro il 31.12.2017.

Le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2017 si estendono anche agli utili derivanti dalla partecipazione in società estere a fiscalità ordinaria, per cui anche in questo caso viene esteso alle partecipazioni qualificate il regime delle partecipazioni non qualificate.

Pertanto i redditi da partecipazione non confluiranno più nel reddito complessivo ma saranno soggetti a imposta sostitutiva del 26%. Questo purtroppo determina, per effetto dei “cervellotici” meccanismi fiscali, la perdita del credito d’imposta relativo alle ritenute subite all’estero sullo stesso dividendo (di fatto si ha in molti casi una doppia tassazione).

Auspichiamo che questo perverso meccanismo possa essere oggetto di modifiche.


Fabrizio Moscatelli

 

PKF - Studio TCL Tax Consulting Legal

www.studiotcl.com  –  www.pkf.com

Genova  –  Milano

Stampa