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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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19/09/17 18:03

Al via a Genova la nuova edizione di Zones Portuaires

Terzo appuntamento per la kermesse annuale che si propone di far incontrare porto e città

Per quanto intrinsecamente legati, i rapporti fra le città e le aree portuali su cui esse si affacciano sono spesso complessi, fatti di circospezione e diffidenza, anche laddove abbiano tradizione ultramillenaria.

È il caso di Genova, dove il festival internazionale Zone Portuaires, la cui terza edizione comincerà giovedì, si pone l’obiettivo di avvicinare la cittadinanza alle banchine, per uno scambio tra lo spazio urbano e quello al di là delle cinte doganali che si concretizzerà in un fitto programma di visite, spettacoli, workshop, laboratori, esposizioni, proiezioni, talk.

Gli eventi hanno luogo per la maggior parte nell’area interstiziale che al tempo stesso divide e tiene insieme Città e Porto, e sebbene il festival, con i workshop che lo precedono, si concentri in poco più di una settimana, il progetto è concepito come un dispositivo che attiva percorsi di ricerca e creazione culturale, oltre che di sensibilizzazione e partecipazione pubblica: questo fa sì che le attività, nelle loro fasi produttive e di elaborazione, si sviluppino durante tutti i mesi dell’anno e vengano realizzate in collaborazione con diversi soggetti, pubblici e privati, dalla scala territoriale a quella internazionale.

Nato a Marsiglia nel 2012 per iniziativa dell’omonima équipe, nel corso del tempo il festival è diventato occasione per lasciar emergere il fil rouge che lega le città portuali, le loro attività, la loro architettura, le persone che le abitano. Dal 2015 il Festival si tiene anche a Saint-Nazaire, sull’Atlantico, ed è approdato a Genova con l’obiettivo di contribuire alla contaminazione interdisciplinare sul tema del rapporto tra Città e Porto, al fine di rafforzarne il rapporto di reciproca conoscenza.

A Genova il Festival è realizzato dall’associazione U-BOOT Lab e promosso da MEDSEA Mediterranean Sea and Coast Foundation e da Incontri in Città (DAFiSt - UniGE). “Nel corso di questi tre anni Zones Portuaires a Genova si è sviluppato sempre di più come un progetto, come un dispositivo di indagine, di ricerca e di creazione artistica, oltre che come un festival” spiega Maria Elena Buslacchi, che nel 2015 ha portato a Genova il festival da Marsiglia.

“Il programma è la presentazione pubblica dei risultati di processi complessi che vedono coinvolte diverse realtà, locali, nazionali e internazionali. In questo senso Zones Portuaires diventa un dispositivo di riflessione, di progettazione e di produzione culturale che dura tutto l’anno e che nei giorni del festival costruisce occasioni straordinarie di scoperta del mondo portuale, non interferendo con la sua attività, ma illuminandola”.

 

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