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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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01/03/19 10:34

AIM Italia, un'opportunità per le PMI intenzionate ad aprirsi ai mercati finanziari

Stefano Quaglia (PKF Studio TCL), analizza i benefici derivanti dalla quotazione sul sistema multilaterale di negoziazione

Le PMI ad alto potenziale di crescita, che non soddisfano i requisiti per accedere alla quotazione ordinaria, ma che necessitano di nuovi capitali, per consolidare la propria posizione rispetto alla concorrenza, possono ricorrere all’AIM: un sistema multilaterale di negoziazione, dedicato interamente alle piccole e medie imprese, impegnate in progetti di crescita credibili e sostenibili all’interno di settori caratterizzati da una rapida espansione.

Le realtà di successo, che intendono sfruttare questa opportunità, devono necessariamente dimostrare: la presenza di una strategia chiara, un piano industriale sostenibile, una struttura finanziaria solida e adeguata alla realtà aziendale. Sono molti i requisiti sostanziali richiesti alle imprese in sede di quotazione, questo per sottolineare l’estraneità del mercato alle start-up innovative, nelle quali è presente l’idea imprenditoriale, ma mancano ancora le capacità reddituali e il posizionamento di mercato, necessari per convincere gli investitori a finanziare l’attività.

Gli operatori finanziari non basano le proprie decisioni di investimento solo sul bilancio d’esercizio, ma tendono ad avere una visione più ampia, che includa tutti i parametri necessari per analizzare le capacità dell’impresa di generare valore nel corso del tempo. Proprio per questa ragione è indispensabile sviluppare una equity story convincente, capace di attrarre gli Investitori Istituzionali e fidelizzare coloro che hanno già investito all’interno della società.

I requisiti formali per l’ammissione sono contenuti nel Regolamento AIM, in particolare è necessario: un flottante minimo del 10%, il bilancio del periodo amministrativo dell’anno precedente deve esser stato sottoposto a certificazione da parte di un revisore legale dei conti, è altresì necessaria la presenza di almeno 5 investitori istituzionali.

La PMI interessata a questa opportunità deve ricorrere ad un advisor finanziario indipendente (ad esempio una banca di investimento), per verificare la fattibilità dell’IPO e valutare il grado di apprezzamento potenziale della società da parte degli investitori.

Nel processo di quotazione gioca un ruolo fondamentale la figura del Nomad, quest’ultimo si occupa di effettuare l’attività di due diligence al fine di valutare se la società presenta i requisiti necessari per l’ammissione alle negoziazioni sul mercato. Il Nomad gestisce il processo di quotazione ed è responsabile della stesura del Documento di Ammissione.

I vantaggi principali connessi alla quotazione sono: l’aumento della visibilità nazionale ed internazionale, il rafforzamento del posizionamento della società sul mercato, e un considerevole aumento della forza contrattuale della società.

La quotazione moltiplica i benefici per gli azionisti in quanto accresce il valore mobiliare del titolo, e conferisce una maggiore liquidità al mercato, agevolando l’uscita di coloro che intendono disinvestire.

I principali costi connessi alla quotazione sono riconducibili alle consulenze tecniche, all’attività di due diligence legale e fiscale, al rilascio del Documento di Ammissione da parte del NOMAD, alla Comfort Letter rilasciata dal Revisore, ai Fee di listing, ed inoltre sono presenti costi variabili di collocamento che dipendono dall’entità del capitale raccolto. Nonostante questo il processo di quotazione è decisamente meno oneroso e più agevole rispetto ai canali tradizionali.

Dal punto di vista fiscale la legge N. 205/2017 concede un credito d’imposta alle piccole e medie imprese che iniziano una procedura di ammissione alla quotazione, nello specifico è riconosciuto un credito d’imposta fino ad un importo massimo di 500.000 euro, pari al 50% dei costi di consulenza sostenuti dal 1° gennaio 2018 fino alla data in cui si perfeziona la quotazione e, comunque, entro il 31 dicembre 2020.       

Inizialmente il mercato era costituito in prevalenza dai settori Green e Digital, ma nel corso degli ultimi anni si è assistito ad una rapida diversificazione settoriale, andando a coinvolgere anche società appartenenti al comparto industriale, dei servizi, della moda ed alimentare.

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio AIM Italia di IRTop è triplicato il numero delle società quotate rispetto al 2014; è cresciuto il valore della capitalizzazione media delle società segnando un +67% rispetto al 2014, ed il valore medio dei ricavi è passato da 28 a 43 milioni di euro.

Per le imprese che presentano i requisiti necessari per la quotazione, e che non sono intimorite dai mercati finanziari, la quotazione sull’AIM rappresenta un’occasione da non trascurare.

Stefano Quaglia
PKF Studio TCL - Tax Consulting Legal
Genova – Milano

Quale regime IVA applicare al trasporto passeggeri effettuato tramite imbarcazioni

Un’analisi della normativa in relazione a quanto definito dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 50/2018.

In base alle argomentazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 50/2018 il trasporto urbano effettuato con imbarcazioni, assimilabili ai taxi acquatici, è esente articolo 10 D.p.r. n. 633/1972.

In relazione alla modifica dell’10 D.p.r. n. 633/1972, introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, sono da considerare esenti da IVA solo i servizi di trasporto passeggeri effettuati, in contesto urbano, mediante veicoli da piazza (taxi) e quelle effettuate per mezzo di taxi acquei o da veicoli assimilabili a quest’ultimi, come gondole e motoscafi.

Di conseguenza i servizi di trasporto passeggeri effettuati con mezzi abilitati ad effettuare il trasporto marittimo, lacuale, fluviale e lagunare, che non rientrano nella categoria dei taxi acquei, scontano un’aliquota IVA al 5%. Le prestazioni di trasporto extraurbano, effettuate con qualsiasi mezzo, sono assoggettate ad IVA nella misura del 10%.

 

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