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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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05/11/19 16:45

Trieste rimane sola sulla Via della Seta

L’AdSP giuliana, in Cina per il secondo step degli accordi di marzo, accelera sulle piattaforme per l’export italiano. Resta a casa quella genovese, malgrado anch’essa avesse sottoscritto un MoU con CCCC in primavera

Unica delegazione portuale recatasi in Cina al seguito del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, quella dell’Autorità di Sistema Portuale di Trieste, capitanata dal presidente Zeno D’Agostino, ha dato seguito in queste ore al prosieguo degli accordi riguardanti lo scalo giuliano, firmati lo scorso marzo a margine della più larga intesa sottoscritta fra i governi dei due paesi sulla nuova Via della Seta.

L’AdSP, in particolare, ha firmato con la controparte cinese un accordo per la condivisione di un piano di fattibilità relativo ad uno dei tre cardini su cui si imperniavano le intese primaverili. D’Agostino avrebbe infatti individuato due potenziali piattaforme logistiche, a Nanchino e Canton (nelle aree ad alto potenziale economico di Guangzhou e di Jiangsu), ideali per fungere da retroporto di Shangai, Ningbo e Shenzen e base dell’export italiano in Cina, piattaforme da realizzarsi e gestire in partnership con CCCC - China Communications Construction Company.

“Col partner cinese condivideremo per il momento un piano di fattibilità. L’eventuale partecipazione diretta dell’AdSP è ovviamente un aspetto che dovrà essere discusso in un secondo tempo col nostro Governo. Ma è significativo che, in un momento in cui l’attenzione è puntata sugli investitori esteri nei porti italiani, sia l’Italia ad aver mosso un primo passo in territorio cinese, peraltro con un ruolo attivo del sistema pubblico” commenta D’Agostino. “Nella prospettiva di rafforzare il ruolo di tutte le strutture logistiche della regione portuale del Mare Adriatico Orientale – spiega inoltre una nota dell’AdSP – CCCC e il porto di Trieste collaboreranno anche per permettere l'attivazione nel territorio regionale da parte del gruppo cinese di uno o più magazzini”.

Non saranno invece firmati accordi ulteriori quanto agli altri due aspetti dei protocolli di marzo. Che prevedevano l’eventuale partecipazione cinese ad una parte residuale del progetto Trihub e la partecipazione congiunta AdSP-CCCC al progetto di sviluppo di un interporto a Kosice, in Slovacchia. “Trihub è una partnership per il potenziamento della funzionalità ferroviaria del porto di Trieste, finanziata per 200 milioni di euro, fra AdSP e RFI. E non potrebbe essere diversamente, dato che solo lo Stato italiano può metter mano allo sviluppo della propria rete ferroviaria. Gli investimenti sono già iniziati a Campo Marzio e lo saranno a breve anche a Villa Opicina e Aquilinia-Servola. In quest’ultimo frangente, ma non per la realizzazione delle stazioni, appannaggio di RFI, è possibile pensare al coinvolgimento di privati, anche esteri, per la l’implementazione, ancora eventuale, di terminal intermodali” spiega il presidente dell’AdSP.

Quanto a Kosice “il progetto va avanti, tanto che qui in Cina c’è anche una delegazione locale. Il lavoro dell’advisor incaricato dal governo slovacco, Deloitte, non è però terminato, per cui il prosieguo resta da definire” chiude D’Agostino.

Nessuno sviluppo, a quanto è dato sapere, invece, per il Memorandum of Understanding firmato dall’altra Autorità di Sistema Portuale partecipante all’intesa di marzo, quella di Genova. Già all’epoca la possibile partnership infrastrutturale con CCCC si era presto sgonfiata e la firma si limitò ad un fumoso e mai reso noto accordo di cooperazione. L’assenza dell’AdSP nella missione di Di Maio sembra indicare – l’ente non ha per il momento dettagliato – il congelamento di quell’accordo.

 

Andrea Moizo

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