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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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30/05/19 16:50

Trieste prepara il primo corridoio doganale internazionale d'Europa

AdSP e Dogane al lavoro, col supporto degli spedizionieri, per l'implementazione di un fast corridor ferroviario fra TMT e Interporto di Furnitz, in Austria. Superato il Pilot di Bruxelles

“Da qui a fine anno la componente informatica sarà pienamente operativa, l’ambizione è cominciare con la sperimentazione a settembre, posto che ovviamente la componente burocratico-amministrativa, che non compete a noi ma alle Dogane dei due paesi, sia rifinita”

A parlare è Alberto Cozzi, che per l’Autorità di Sistema Portuale di Trieste sta seguendo l’implementazione di un fast corridor doganale ferroviario dallo scalo giuliano, sul modello di quelli già avviati fra i porti del Tirreno e alcune sedi di sdoganamento inland. Corridoio che però, in questo caso, avrà sbocco in un altro paese, in Austria.

“Nel progetto, finanziato con fondi europei del programma Italia-Austria Smartlogi, ha parte attiva LCA Logistik Center Austria Süd, società che gestisce l’Interporto di Furnitz, presso Villach, in Carinzia, appena dopo il valico di Tarvisio. Noi stiamo sviluppando la piattaforma informatica, mentre le due Dogane stanno lavorando sull’armonizzazione burocratica” ha aggiunto Cozzi, evidenziando come tale attività sia stata resa possibile dal superamento della procedura Eu Pilot avviata da Bruxelles nei confronti dei fast corridor italiani. Superamento garantito dall’emanazione da parte dell’Agenzia delle Dogane, a inizio maggio, del nuovo disciplinare sui fast corridor.

“All’inizio il servizio sarà prestato solo per treni container in partenza dal Molo VII di Trieste. In un secondo momento si valuterà se e come estendere la cosa ai semirimorchi” ha proseguito il funzionario prima di concludere spiegando come “l’operazione sia stata condivisa ed anzi apprezzata dagli spedizionieri triestini”.

Precisazione necessaria. date le polemiche sorte a suo tempo sul Tirreno, e confermata dal presidente di ASPT, l’associazione appunto degli spedizionieri triestini, Stefano Visintin: “Non solo abbiamo collaborato, siamo stati fra i promotori, perché crediamo che il beneficio dell’aumento dei traffici che il corridoio consentirà sarà di gran lunga superiore alle penalizzazioni che eventualmente ne scaturiranno per la categoria”.

Visintin, infatti, spiega che allo stato attuale “è quasi impossibile lavorare in importazione per soggetti comunitari non italiani. Non è un problema doganale, è un problema fiscale, legato alla legge sull’Iva che impone di avere un rappresentante fiscale in Italia. Quando va bene riusciamo a fare qualche T1 e quando va male qualche CIM - Convenzione Internazionale Merci (documenti per il transito comunitario, nda), ma in ogni caso non facciamo operazioni ‘di valore’, non creiamo gettito daziario e non incassiamo IVA”.

Da tempo Visintin lamenta l’autolesionismo (si rinuncia al terzo dei dazi che l’Italia potrebbe trattenere importando per paesi terzi”) della normativa fiscale italiana, che il corridoio non va a modificare, aumentando anzi le opportunità per i doganalisti austriaci: “Ma non è questo il punto. Il punto è che il fast corridor renderà lo scalo più appetibile, aumenterà i traffici e quindi il nostro potenziale. Noi non vogliamo fare T1, vogliamo fare importazioni. L’apertura del mercato e la competizione con gli austriaci non sono un problema, men che meno con 2020 e sdoganamento centralizzato alle porte” ha chiuso il presidente degli spedizionieri, confermando che “quello fra Trieste e Furnitz sarà il primo corridoio doganale internazionale d’Europa”.

 

Andrea Moizo

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