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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/06/19 14:35

Speranze finite: Contship chiude a Cagliari

Fatali sono state la scelta di Hapag Lloyd di dirottare i propri container e la concorrenza dei porti nordafricani e spagnoli

Quelle poche speranze che rimanevano agli oltre 200 lavoratori e all’indotto economico sardo di non vedere la completa chiusura del Cagliari International Container Terminal si sono infrante dopo l’assemblea degli azionisti tenutasi lunedì 17 giungo che ha di fatto ratificato quanto già deciso dal Consiglio d’amministrazione poche settimane fa. Il terminal container controllato al 92% dal gruppo Contship Italia chiude e l’azienda procederà chiedendo il licenziamento collettivo per i circa 200 lavoratori.

Ad annunciarlo alla stampa locale è stato Salvatore Mattana, sindaco di Sarroch e rappresentante del Consorzio Cacip, azionista di minoranza (con l’8%) di CICT. Mattana ha riportato quanto affermato in assemblea da Contship circa il fatto che nei primi mesi di quest’anno siano stati lavorati appena 44.000 TEU, con conseguenti perdite economiche per quasi 2 milioni di euro e che non sia stato possibile individuare un vettore marittimo con il quale far ripartire l’attività dopo l’addio di Hapag Lloyd.

“Abbiamo respinto la proposta di licenziamento collettivo e l’avvio della procedura di licenziamento chiedendo misure alternative come cassa integrazione e contratti di solidarietà ma hanno risposto di non avere risorse” ha aggiunto Mattana.

Che ogni speranza di rilancio del CICT fosse vana lo si era capito già dalla lettura del verbale relativo al Consiglio d’amministrazione tenutosi a maggio nel quale si diceva che la ricerca di almeno un cliente è proseguita fino al mese di marzo 2019, quando è stato risposto da CMA CGM che Cagliari “è valido quanto Malta, ma in questo momento non siamo interessati, forse fra due anni”. Occorre pertanto pendere atto, conclude la disanima della presidente Cecilia Battistello “della reale, attuale impossibilità di finalizzare nuovi accordi commerciali nel breve periodo e della definitiva decisione di Hapag Lloyd di porre fine allo scalo presso Cagliari”.

Contship Italia al momento non ha rilasciato né dichiarazioni né comunicazioni ufficiali sulla vicenda ma fonti vicine all’azienda spiegano che si è trattato di “una decisione molto triste e difficile”, ma che “è comunque responsabilità del management prendere visione della realtà delle cose”. Il cliente principale del terminal (Hapag Lloyd) “ha deciso di dirottare i suoi traffici in altri hub portuali con caratteristiche diverse da quelle di CICT (che si trova in un isola con 1,5 milioni di abitanti e  limitatissimo traffico locale per destinazione oltreoceano). La presenza di altri scali di transhipment nelle vicinanze (in particolare i porti spagnoli) completa il quadro”. Da Febbraio 2019 Contship ha iniziato a considerare diversi scenari alternativi e purtroppo nessuno di questi ha portato a risultati incoraggianti. Da qui l’inevitabile, triste epilogo della vicenda.

Manca ormai solo l’ufficialità di questa decisione ma secondo quanto affermato dai sindacati dei lavoratori dovrebbe essere imminente l’arrivo delle lettere con cui si apre l’iter per lasciare a casa i lavoratori.

Nel frattempo la Regione sardegna vorrebbe provare a convincere i vertici di Contship Italia a fare marcia indietro: il presidente Christian Solinas chiede al governo la convocazione di un tavolo nazionale urgente “che abbia l'obiettivo di trovare una soluzione ai problemi del Porto Canale di Cagliari, a cominciare dalla salvaguardia dei posti di lavoro”.

La stesso Solinas ha poi aggiunto: “Avevamo già manifestato questa necessità sin dal primo incontro, ora non è possibile aspettare oltre. Dobbiamo aprire un confronto con la Presidenza del Consiglio, coi ministeri coinvolti nelle scelte e con la stessa azienda CICT. Un sistema in crisi da qualche anno e che, come Giunta regionale, ci troviamo ad affrontare con urgenza, soprattutto pensando agli oltre 300 lavoratori coinvolti”.

Il presidente della Regione ha concluso dicendo: “Auspichiamo che CICT riveda le sue scelte trovando un accordo che coinvolga anche l’Autorità portuale della Sardegna e non prescinda da un intervento del Governo nazionale con soluzioni già prese in considerazione per altri porti italiani che hanno avuto simili difficoltà”.

N.C.

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