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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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18/05/20 17:49

Signorini: “Stop alle furbate sulla cassa integrazione”

Uso di straordinari e di ammortizzatori sociali, il presidente dell’AdSP di Genova e Savona richiama terminalisti e imprese portuali. Tensioni sindacali in TSG, CSM e APM Vado

Il post pubblicato da TSG su Facebook lo scorso 22 aprile che ha esacerbato la tensione fra terminal e lavoratori

L’Autorità di Sistema Portuale di Genova e Savona non tollererà abusi in materia di lavoro ed è pronta ad applicare le relative sanzioni.

Il tono della missiva inviata dal presidente Paolo Emilio Signorini è felpato e diplomatico, ma il messaggio inviato a terminalisti e imprese portuali è chiaro e dà la misura della tensione cresciuta sulle banchine di settimana in settimana, via via che la crisi di traffici derivante dall’epidemia di coronavirus portava le aziende operanti nello scalo a ricorrere agli ammortizzatori sociali.

“È necessario che, sia nel caso di modalità lavorative ordinarie sia nel caso di ricorso allo strumento della Cassa Integrazione, venga puntualmente verificato il rispetto delle norme che regolano i contratti di lavoro e gli specifici istituti in esso previsti, quali gli orari di lavoro, le prestazioni straordinarie ed i regimi di flessibilità” ha ricordato Signorini alle imprese, sottolineando come “l’eventuale mancato rispetto sarebbe sanzionabile da parte della scrivente Autorità nell’ambito degli atti di concessione e/o autorizzazione vigenti”.

A inquadrare in termini generali la problematica in un’intervista all’emittente locale Telenord era stato pochi giorni fa Davide Traverso, rappresentante della Fit Cisl, spiegando come molte aziende in porto avessero fatto ricorso alla cassa integrazione, ma solo due avessero poi integrato il reddito dei lavoratori. E, soprattutto, come di tale strumento alcune imprese facessero un uso discutibile, da cui la richiesta di incontro all’AdSP e il richiamo di Signorini.

La fibrillazione sindacale è in particolare legata a quei casi di imprese che, messi in cassa alcuni lavoratori, hanno poi chiesto straordinari e cambi turno a quelli rimasti. Un ricorso alla massima flessibilità che cozza con quello agli ammortizzatori sociali a carico delle finanze pubbliche e con l’organizzazione generale del lavoro in porto, che per i picchi prevede l’utilizzo del fornitore di manodopera temporanea. Le prime scintille risalgono a quasi un mese fa, quando il Terminal San Giorgio sul proprio profilo Facebook celebrò la propria capacità operativa, salvo cancellare il post al primo commento di chi faceva notare l’incongruenza con l’utilizzo della cassa.

La vertenza si è poi formalizzata e sei giorni fa Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno indetto “stato di agitazione e conseguente blocco delle prestazioni straordinarie”. All’azienda si imputano “un continuo peggioramento delle relazioni sindacali e un clima lavorativo eccessivamente teso”, ma soprattutto un “utilizzo non consono della cassa integrazione” (oltre a un licenziamento asseritamente vessatorio non esplicitamente menzionato dalle segreterie ma denunciato dalle RSU di varie sigle e di vari terminal).

Poi è stata la volta di CSM, controllata da GMT Steinweg. L’azienda ha scritto ai lavoratori comunicando loro le modalità di turnazione rispetto alla cassa, specificando però di riservarsi “la facoltà di richiamare al lavoro, in tutto o in parte, i lavoratori sospesi, modificando di conseguenza i turni (e avendo cura di comunicarlo con il massimo preavviso possibile), qualora le esigenze lavorative subiscano sopravvenute variazioni”. Pronta la risposta sindacale (Filt e Uiltrasporti, Fit non è presente fra i lavoratori), con stato di agitazione e blocco degli straordinari.

Differente il caso di APM e della piattaforma di Vado, dove si sta lavorando alla prima piattaforma contrattuale di secondo livello per il terminal entrato in funzione da pochi mesi. Tale piattaforma delineata dall’azienda secondo Filt e Fit (in contrasto in questo caso con Uil) deroga eccessivamente al CCNL, tanto da indurre le due single non solo ad invitare i lavoratori a bocciarla nella votazione che si terrà fra domani e dopo, ma anche a valutare l’organizzazione del referendum abrogativo previsto dagli accordi interconfederali.

Il richiamo di Signorini alla “rafforzata attenzione” sulla “organizzazione del lavoro” sembra però attagliarsi anche al caso savonese.

A.M.

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