APRI
Già registrato? Download PDF ACCEDI o REGISTRATI
Direttore Responsabile: Angelo Scorza
Stampa
12/06/18 18:26

Sequestri giudiziari a Monfalcone

La Procura di Gorizia blocca i dragaggi affidati dall’ASPO a Polese e appena iniziati, ma il porto resta in funzione

Il bacino portuale di Monfalcone e tre motopontoni impegnati nei lavori di dragaggio dell'area, stimata in circa 300mila metri quadri, sono stati posti sotto sequestro oggi dai Carabinieri del NOE di Udine nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Gorizia che ipotizza reati ambientali.

Quattro persone, due interne alla società con sede in provincia di Pordenone, aggiudicataria dei lavori di manutenzione dei fondali del porto, e due con mansioni direttive rispettivamente dell'Azienda Speciale Porto e della Regione Friuli Venezia Giulia, sono state denunciate all’autorità giudiziaria. L'utilizzo dello specchio d'acqua portuale, secondo quanto riferito dai Carabinieri, è garantito per i normali traffici portuali.   

L'ipotesi è che sia stata svolta un’attività di dragaggio fanghi per una volumetria di circa 110mila metri cubi senza la prescritta autorizzazione, mascherandola come manutenzione dei fondali. Inoltre, sempre secondo l'accusa, i sedimenti non avrebbero potuto essere refluiti nuovamente in mare ma avrebbero dovuto essere collocati nelle casse di colmata.

È stato il gip del tribunale di Gorizia a emettere il decreto di sequestro preventivo dell'intera area, all'esito degli accertamenti svolti dai militari del NOE di Udine, coordinati dalla Procura del capoluogo isontino e dal Comando Gruppo per la Tutela Ambientale di Milano.  Oltre all'area portuale il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di tre motonavi allestite con gru del valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro.

L'Autorità di Sistema Portuale di Trieste, sotto la cui giurisdizione è recentemente entrato lo scalo di Monfalcone (ma il passaggio formale avverrà domani), non ha commentato il provvedimento della Procura, mentre l'ASPO, esprimendo fiducia nell'operato della Magistratura, ha rilasciato una nota per spiegare come "l'iter dei lavori sia stato oggetto di informazione anche all'autorità inquirente, nulla è stato mascherato. Il prosieguo consentirà di appurare la correttezza dell'operato dell'Azienda".

Poche settimane fa una nota trionfalistica dell’ASPO presieduta da Gianluca Madriz riferiva dell’avvio a pieno regime delle “attività di dragaggio finalizzate al ripristino del tirante d’acqua della banchina di Portorosega e del suo bacino di evoluzione, a vantaggio di una maggiore e più ampia fruibilità degli approdi alle navi di pescaggio massimo consentito”.

La stessa nota riportava che “i lavori di manutenzione dei fondali della banchina del porto di Monfalcone hanno un valore complessivo di 1,2 milioni di euro, la loro progettazione è stata avviata nel corso del 2015, mentre le procedure di gara per l’affidamento dei lavori si sono concluse nel 2017 con l’affidamento dell’appalto all’impresa Polese Spa di Sacile (PN) per un importo complessivo pari a € 907.936,38. L'intervento manutentivo inerisce i primi 465 m di banchina (lato Monfalcone), da riportare alla quota di imbasamento della stessa pari a 7,90 m slmm, unitamente ad ulteriori circa 600 m di banchina (lato TS) ed al bacino di evoluzione, da rettificare alla quota di 11,70 m slmm”.

Stampa