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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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05/11/19 18:37

Rimonta la tensione fra terminalisti genovesi e Culmv

Ritardo nei pagamenti ai camalli, spaccato il fronte datoriale. L’accordo di agosto vincolato all’apporto dei non confindustriali (Tirrenia e GMT), che però non lo sottoscrissero

La sede della Culmv a San Benigno

A nemmeno tre mesi dalla firma dell’accordo che sembrava aver risolto le problematiche della Culmv, il fornitore di lavoro temporaneo del porto di Genova ex art.17, la tensione è tornata a salire sulle banchine genovesi.

Con l’intesa firmata ad agosto, garante l’Autorità di Sistema Portuale, i terminalisti genovesi (rappresentati dall’apposita sezione confindustriale) si impegnarono fra l’altro a riconoscere alla Culmv un adeguamento tariffario ex post per il 2018 pari a 1,66 milioni di euro, con pagamenti a partire da settembre. Un impegno condizionato però (come si legge nell’accordo pubblicato da Ship2Shore) al pagamento di alcuni contributi alla Culmv da parte di AdSP e a quello della quota facente capo a terminalisti e imprese portuali non aderenti a Confindustria.

La prima condizione è stata soddisfatta, non la seconda. Così neppure i pagamenti dei confindustriali sono stati effettuati, col risultato che Culmv ha si potuto chiudere in attivo il bilancio 2018, ma si trova ora a fronteggiare problemi di cassa per il pagamento degli stipendi. La circostanza è emersa attraverso un’interrogazione presentata in Consiglio Regionale dal capogruppo PD Giovanni Lunardon, cui, in risposta, la Regione, ribadendo di non ritenere la materia di sua competenza, ha girato una nota dell’AdSP (che pubblichiamo qui).

Nota in cui non si fa altro che rilevare l’esistenza del problema, senza nulla dire sul fatto di essersi fatta, l’AdSP, garante de facto di un accordo basato su un impegno in capo a chi, le imprese non confindustriali, a quel tavolo non ha preso parte. Prestando così facilmente il fianco alla replica della sezione confindustriale dei terminalisti – che eccepisce sull’incontestabilità del mancato pagamento, non essendo verificata una delle condizioni cui era legato, e al cui interno peraltro si registrano posizioni differenti – e al no comment delle imprese direttamente chiamate in causa, l’art.18 GMT e l’art.16 CIN Tirrenia. A sua volta firmataria, parrebbe, di un separato accordo con Culmv, vincolato però anch’esso alla condizione che a pagare la propria quota siano prima i confindustriali.

Un ircocervo giuridico che lascia in mano il cerino alla Culmv. E fra un cerino e un incendio il passo è breve, ma per il momento dall’Authority non giungono reazioni.

Andrea Moizo

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