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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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13/02/17 17:36

Riforma al palo, agenti marittimi contro Delrio

Durissima nota di Federagenti sul ritardo nell’attuazione della revisione della legge portuale. Stoccata ad Alis

“Ci sono voluti dieci anni per farla, ora speriamo che non ne siano necessari altrettanti per renderla esecutiva e applicarla compiutamente”.

A cinque mesi dall’entrata in vigore e con un unico porto (Napoli) ad aver completato il quadro della nuova governance della propria Autorità di Sistema Portuale (sub judice, peraltro, la proroga dell’accorpamento dell’Autorità Portuale di Salerno), Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, ha stigmatizzato duramente il ritardo nella piena attuazione della riforma portuale varata dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio sul finire della scorsa estate.

Secondo Duci i ritardi riguardano l’intera impalcatura della riforma che segna il passo su diversi fronti. “Con 6/7 porti ancora in ricerca di un presidente, sembrano riemergere drammaticamente logiche di carattere puramente politico per posizioni che richiederebbe oggi soggetti dotati - come la riforma prevede - di professionalità ed esperienza incontestabili. Ciò riguarda i vertici delle Autorità portuali di sistema, ma anche i Comitati di gestione che, salvo rare eccezioni (e fra queste registriamo con piacere quella di Umberto Masucci che ha rinunciato ai suoi incarichi di imprenditore privato per partecipare al difficile sforzo di rilancio del porto di Napoli), propongono scelte qualitativamente discutibili”.

Il presidente di Federagenti è poi passato ad una valutazione dei tavoli di partenariato: “Se gestiti in maniera corretta,  potrebbero garantire un peso specifico notevole agli imprenditori privati, un peso forse maggiore di quello di sostanziali testimoni che avevano nei Comitati portuali di cui, non si dimentichi, incarnavano la minoranza di voto (rispetto a soggetti pubblici e sindacati). Ma il partenariato, applicato per anni in Francia e oggetto oggi proprio oltre frontiera di una profonda revisione critica,  richiede una sperimentazione complessa e un’applicazione rigorosa. E di certo non si è partiti con il piede giusto; lo stesso vale per il tanto enfatizzato tavolo nazionale di coordinamento delle scelte. Che, prima ancora di conoscere i nomi dei suoi componenti ministeriali, sta già diventando il terreno per una rissa fra categorie alla ricerca di poltrone e ruoli”.

Il riferimento è alla norma che assegna a tale tavolo il compito di definire i criteri da utilizzarsi per individuare le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, deputate appunto alla scelta dei componenti i tavoli di partenariato. E il sottotesto è una stoccata alla creazione di Alis, associazione di categoria appena nata sotto l’egida del Gruppo Grimaldi Napoli in contrapposizione alla Conftrasporto. Che come Federagenti sta sotto il cappello di Confcommercio, laddove la presidenza Grimaldi di Confitarma avvicina Alis al mondo confindustriale.

Il compito di cui sopra, in ogni caso, andrebbe svolto, ex lege, entro il 7 marzo. Da qui l’allarme lanciato da Duci sull’inerzia ministeriale, Il tutto “in un momento a dir poco complesso della portualità mondiale e italiana, travolte dal fenomeno delle concentrazioni, dall’ingresso in forza di fondi di investimento e da una rivoluzione di mercato i cui effetti andrebbero come minimo gestiti dalle Autorità di Sistema Portuale”

A.M.

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