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18/03/20 08:35

Pronto anche se ridimensionato l’antivirus in materia di trasporti

Nel DL Cura Italia ridotta, rispetto alle bozze, l’esenzione della tassa di ancoraggio e stralciati il potenziamento di marebonus/ferrobonus e il differimento del contributo ART. Intervento diretto del MEF a sostegno di Fincantieri

di Andrea Moizo

Il Decreto Legge Cura Italia è stato pubblicato questa notte in Gazzetta Ufficiale. Qui il testo.

Numerose le differenze rispetto alle bozze circolate nel weekend, che, del resto, quanto a coperture, presentavano ancora buchi importanti. Limitandosi alle specifiche misure per il settore dei trasporti marittimi e terrestri – ve ne sono di generali per il mondo delle imprese relative ad applicazione degli ammortizzatori sociali per i dipendenti, a differimenti delle scadenze fiscali e previdenziali e a un credito di imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro – molti dei provvedimenti sono stati stralciati e, forse, rinviati ad interventi specifici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Non è entrato nel DL, in primis, l’articolo che avrebbe risolto il noto pasticcio del rifinanziamento del fondo per la formazione dei macchinisti ferroviari cargo e delle altre figure professionali del comparto.

Rivista poi la previsione dell’esenzione della tassa di ancoraggio. Non varrà fino a tutto luglio come inizialmente previsto, ma solo fino alla fine di aprile. Questo consentirà di ridurne l’onere – che è a carico delle Autorità di Sistema Portuale, beneficiarie del tributo – da 37,8 a 13,6 milioni di euro. Che saranno comunque garantiti agli enti portuali attraverso l’emissione di titoli di Stato su cui si basa il DL (25 miliardi di euro).

In ambito portuale-marittimo è stata invece confermata la sospensione fino a fine luglio dei pagamenti dei canoni dovuti, sempre alle AdSP, da terminalisti, imprese portuali e fornitori di manodopera temporanea. Che dovranno però saldare il dovuto entro la fine dell’anno, in base a modalità stabilite dalle singole AdSP, ma senza previsione di interessi. Mantenuto anche il rinvio a fine ottobre del termine per le revisioni dei mezzi stradali, tir compresi, che avrebbero dovuto effettuarle entro luglio.

Spariti poi il supporto per il ripristino dell’infrastruttura di Funivie Spa, l’individuazione di 21 opere infrastrutturali oggetto di commissariamento, le misure urgenti per la riduzione dei tempi di realizzazione dei progetti di lavori pubblici, il potenziamento (101 milioni di euro) di marebonus e ferrobonus, l’approvazione in deroga alla procedura standard del contratto di programma 2017-2021 parte investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e RFI e il differimento del pagamento dei contributi all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e alle altre authorities. Confermato invece il differimento di 30 giorni senza interessi dei “diritti doganali, in scadenza tra la data di entrata in vigore della presente disposizione ed il 30 aprile 2020 ed effettuati secondo le modalità previste dagli articoli 78 e 79 del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43”.

Affinata, invece, rispetto alle bozze, una norma a tutela di un sostanzioso pacchetto di commesse di Fincantieri. Si tratta di alcuni ordini piazzati nel 2018 da Norwegian Cruise Line (già consegnata una nave) per i quali SACE (aveva rivelato nei giorni scorsi Milano Finanza) non aveva ancora provveduto all’emissione della controgaranzia, non essendo ancora stato decretato il rilascio da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze della relativa garanzia. Una situazione che avrebbe potuto consentire a NCL, dato il momento tragico per il settore crocieristico, una scappatoia dai suoi impegni. Nel DL, invece, si sancisce che il MEF è autorizzato a rilasciare la garanzia dello Stato fino a un importo massimo di 2,6 miliardi di euro, cosa che sbloccherà la controgaranzia SACE sul credito di Fincantieri.

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