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Direttore Responsabile: Angelo Scorza
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16/11/20 17:12

Pioggia di sussidi su porti, armatori, terminalisti, MTO e imprese ferroviarie

Nelle bozze della finanziaria il Governo potenzia ancora le misure anticovid prese nel corso del 2020

La bozza della Legge Finanziaria 2021, in grave ritardo sull’inizio dei lavori parlamentari da chiudersi entro la fine dell’anno, è arrivata oggi sul tavolo del Consiglio dei Ministri.

Il testo (che trovate qui) contiene diverse misure di sostegno al settore dei trasporti per far fronte alla crisi innescata dalla pandemia di coronavirus in corso. In buona parte si tratta di interventi di potenziamento di provvedimenti già presi nel corso dell’anno. È il caso dell’articolo 119 dedicato a porti e trasporti marittimi. Il primo comma rifinanzia il fondo creato dal DL Rilancio (con 10 milioni di euro per il 2020) per “compensare, anche parzialmente, le Autorità di sistema portuale dei mancati introiti, in particolare derivanti dai diritti di porto, dovuti al calo del traffico dei passeggeri e dei crocieristi”: nel 2021 il plafond sale a 68 milioni di euro. Come per il fondo originario 5 milioni saranno destinati “alle imprese di navigazione operanti con navi minori nel settore del trasporto turistico di persone via mare e per acque interne” che dimostrino un calo di fatturato superiore al 20% fra febbraio e dicembre 2020.

Il comma successivo prolunga a tutto l’aprile 2021 la possibilità sancita dal DL Semplificazioni per le compagnie di crociera con navi iscritte nel Registro Internazionale (Costa Crociere) di effettuare cabotaggio senza rinunciare ai benefici della iscrizione. Quello successivo dilata a tutto l’aprile 2021 la decontribuzione dei marittimi delle navi iscritte nei Registri Nazionali (inserita nel DL Agosto), portando da 7 a 35 milioni di euro il relativo stanziamento. Il comma 4 poi riserva altri 20 milioni (in aggiunta ai 50 previsti dal DL Agosto) per il fondo destinato a compensare la riduzione dei ricavi del settore ferry registrata fra febbraio e dicembre “rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio”.

Una novità assoluta è quella introdotta coi commi 5 e 6, recepimento delle istanze di Assiterminal: si stanzia infatti un fondo da 20 milioni di euro specificatamente dedicato ai terminal passeggeri (già beneficiari di quanto stabilito dal DL Rilancio) per compensarne il calo degli introiti, previo placet della Commissione Europea.

Altra novità, ripetutamente chiesta dagli interessati, è quella dell’articolo 120, che stanzia 70 milioni di euro (5 l’anno fra 2021 e 2034) “sostenere le imprese detentrici e noleggiatrici di carri ferroviari merci, nonché gli spedizionieri ed operatori del trasporto multimodale (MTO) limitatamente all’attività relativa ai trasporti ferroviari”, per i danni imputabili alla pandemia registrati fra febbraio e dicembre 2020.

L’articolo successivo potenzia gli stanziamenti per marebonus e ferrobonus già sanciti col DL Rilancio (30 e 20 milioni di euro per il 2020, in aggiunta a quanto già concesso con la precedente finanziaria: 20 milioni per il 2021 e 39 fra 2020 e 2021 rispettivamente). Per il primo arriveranno 25 milioni nel 2021, 19,5 milioni nel 2022 e 21,5 milioni l’anno dal 2023 al 2026, per ferrobonus 25, 19 e 22 per le corrispondenti annualità.

Sono 420 milioni di euro (fra 2021 e 2034) quelli stanziati dall’articolo 122 per le imprese di trasporto ferroviario passeggeri e merci non soggette a obblighi di servizio pubblico che registrino effetti economici negativi direttamente imputabili al covid-19 fra gennaio e aprile 2021. La misura ricalca quella del DL Rilancio estendendone la portata di 4 mesi. Con un successivo comma, inoltre, si stanziano 150 milioni di euro per coprire la riduzione da parte di RFI del canone (fino alla copertura del costo) per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria da parte della stessa tipologia di imprese.

L’articolo 126 interviene in materia di nozione di navigazione in alto mare a fini IVA, mentre il 132 stanzia 12 milioni di euro fra 2021 e 2023 per coprire fino al 50% dei costi delle AdSP “per la rimozione delle navi, delle navi abbandonate e dei relitti”. Una quota (7,5 milioni) è finalizzata alla rimozione, demolizione e vendita, anche solo parziale, di navi, galleggianti, compresi i sommergibili, radiati dalla Marina militare presenti nelle aree portuali militari di Augusta, Taranto e La Spezia per i quali la Forza armata resta autorità competente. 

 

A.M.

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